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Početna stranica
È indubbia la responsabilità penale di Silvio Forza ma è anche indubbia la responsabilità politica di Furio Radin e Maurizio Tremul PDF Ispis E-mail
Utorak, 16 Lipanj 2015 06:04
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Nell’edizione del 15 giugno 2015, “La Voce del Popolo” riporta la notizia dal titolo “La sentenza di primo grado. Silvio Forza condannato a tre anni di carcere: imposto nei suoi confronti il divieto d’esercizio della professione giornalistico-editoriale per dieci anni”, scritta da un autore anonimo.

Il Tribunale regionale con sede a Fiume ha condannato a tre anni di carcere l’ex direttore dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, Silvio Forza, per abuso di posizione e di potere. Gli è stata disposta la misura di sicurezza del divieto di esercitare incarichi nell’ambito delle attività giornalistico-editoriali per la durata di dieci anni. Silvio Forza, come direttore dell’EDIT, dal 16 aprile 2011 al 1° gennaio 2014, utilizzando carte di credito aziendali per pagare conti privati in negozi e locali e per prelevare contanti presso gli sportelli bancomat per le proprie esigenze e prelevando dalla cassa dell’Ente acconti per il rimborso delle spese di viaggio non documentate e non rendicontate in modo regolare, ha danneggiato l’EDIT per un importo in denaro di 379.419,48 kune (circa 50.000,00 euro). Silvio Forza si è dichiarato colpevole, ha detto che si pente e che gli dispiace e ha sostenuto che aveva intenzione di restituire tutto il denaro che ha preso.

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Il tentativo dell’Unione Italiana di privare le Comunità degli Italiani della loro piena autonomia attraverso l’adeguamento degli Statuti alla Legge sulle associazioni PDF Ispis E-mail
Utorak, 16 Lipanj 2015 06:01
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Su indicazione del Presidente della Giunta esecutiva (Maurizio Tremul) e in accordo con la titolare del settore Coordinamento delle Comunità degli Italiani (Rosanna Bernè), il segretario della Giunta esecutiva (Marin Corva) ha inviato alle Comunità degli Italiani (ad alcune il 4 giugno e ad altre il 10 giugno) la bozza di Statuto predisposta per le medesime dal legale di fiducia (Ladislav Radoslović) dell’Unione Italiana, in conformità alle disposizioni della nuova Legge sulle associazioni, segnalando alle stesse di completarla inserendo i loro relativi dati e di porla all’attenzione delle rispettive Assemblee/Consigli per poterla consegnare all’ufficio competente entro il termine previsto dalla legge, ossia il 1° ottobre 2015. Stando alla comunicazione, è consigliabile consegnare il documento molto prima del termine ultimo, poiché l’ufficio competente potrebbe richiedere siano fatte delle modifiche al testo dello Statuto. Inoltre, le Comunità degli Italiani sono state informate che nei prossimi giorni sarà inviata anche la traduzione in italiano della bozza di Statuto.

Dopo aver preso visione della bozza di Statuto, proposta dal legale di fiducia dell’Unione Italiana, si desidera rilevare quanto segue:

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In mancanza di garanzie interne, l’Unione Italiana è degenerata in un regime autoritario e totalitario PDF Ispis E-mail
Četvrtak, 30 Travanj 2015 05:16
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L’articolo 42 della Legge sulle associazioni (“Gazzetta ufficiale” n. 74 del 18.06.2014) recita: “(1) I soci dell’associazione controllano da soli il lavoro dell’associazione. (2) Se un socio dell’associazione ritiene che l’associazione abbia violato lo Statuto o un altro atto generale dell’associazione, è autorizzato avvertire in merito l’organo preposto dallo statuto dell’associazione, ossia l’assemblea qualora tale organo non sia determinato dallo statuto, e richiedere che le irregolarità siano rimosse. (3) Se l’avvertenza non è esaminata, entro 30 giorni dalla data di presentazione di una richiesta scritta e non si ottemperi alla richiesta, ossia se entro tale termine non è convocato l’organo competente o l’assemblea e le irregolarità non sono rimosse entro i successivi 30 giorni, il socio può sporgere querela al tribunale comunale competente, secondo la sede dell’associazione, al fine di tutelare i propri diritti stabiliti dallo statuto dell’associazione”.

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Missionari o mestieranti? PDF Ispis E-mail
Četvrtak, 30 Travanj 2015 05:16
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Nell’intervista radiofonica rilasciata al giornalista Daniel Sponza e riportata da “La Voce del Popolo” nell’edizione dell’11 aprile 2015 con il titolo “Il rispetto dei diritti minoritari innalza la qualità della vita” a firma di Christiana Babić, il deputato della Comunità Nazionale Italiana (dal 1992) e Presidente dell’Unione Italiana (dal 2006), Furio Radin, tra l’altro, dichiara che: “Io sono orgoglioso del lavoro che faccio. Penso sia qualcosa di più che un lavoro, per certi aspetti è una missione e alle volte mi sembra che ci siano ancora tante cose da fare, ho come la sensazione che il lavoro non sia completato. Certo che facendo politica si devono usare gli strumenti della politica, ma la differenza tra i politici onesti e quelli che non lo sono sta nel modo in cui questi strumenti vengono usati: i primi lo fanno per assicurare diritti ai cittadini che rappresentano, i secondi per realizzare un interesse personale. La differenza tra le due categorie emerge sempre, basta osservare”. Una bella dichiarazione, fatta da uno che ricopre la funzione di deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana in Croazia dal 1992 e che, attualmente, ricopre circa 14 cariche pubbliche. Una missione, la sua, che dura già da 23 anni consecutivi con tutti i benefici che comporta il ricoprire la funzione di deputato (stipendio, varie retribuzioni, privilegi, rimborsi per spese viaggio e di altro genere, mezzi finanziari per l’attività politica, pensione d’oro, ecc.). Certo che per lui il “lavoro d’italiano” è stato importante, perché dell’italianità ha fatto la sua professione, disponendo così mensilmente di circa 7.000,00 euro. Una politica, la sua, che si manifesta negli accordi e sostegni al centro-destra e al centro-sinistra, che sostiene il partito regionalista in Istria, che si esprime con la presenza alle celebrazioni della Giornata del ricordo e del ricongiungimento dell’Istria alla Madrepatria croata, che si rende comprensibile con il sostegno di singoli politici del centro-sinistra e del centro-destra in Italia. Una politica, la sua, che nell’ambito dell’Unione Italiana applica la regola del “chi non è con me è contro di me” (sono parole di Gesù riportate nei Vangeli di Luca e Matteo e il fatto che siano state riprese da Mussolini in un discorso pubblico del 1924 la dice lunga). Un orgoglio, il suo, che l’ha visto sostenere per anni Ivo Sanader, che sta scontando le pene in carcere e lì ci rimarrà ancora per molto tempo. Un’onestà, la sua, che ha dimostrato pubblicamente, richiedendo e ottenendo il pensionamento per la durata di un giorno, al fine di assicurarsi la pensione d’oro di deputato (mortificando la giustizia), poiché il vitalizio da allora è stato eliminato. Un politico onesto, lui, che in ben 23 anni consecutivi non ha mantenuto le promesse fatte (doppio voto, legge d’interesse permanente dello Stato italiano a favore della nostra Comunità, creazione della base economica, piena attuazione dell’Accordo italo-croato sui nostri diritti del 1996, esenzione dal pagamento dell’IVA per le donazioni dall’Italia, e l’elenco è molto lungo tenuto conto dei progetti sbandierati e mai mantenuti, dalla casa di riposo alla fondazione di un’università, ecc.). Un politico onestissimo che dichiara che dopo ben 23 anni di “lavoro” gli sembra che ci siano ancora tante cose da fare, che ha la sensazione che il “lavoro non sia completato”. Poverino, e sì che ce l’ha messa tutta, ma ha bisogno di essere deputato per molti anni ancora per realizzare le promesse fatte, per portare a termine la sua “missione”. Comunque, come candidato unico vincerà sempre le elezioni (magari soltanto con il voto per se stesso), non vi è dubbio.

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