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Il (disin)canto degli Italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Venerdì 21 Marzo 2008 00:00

La Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali (“Gazzetta ufficiale” no.155/2002) prescrive che :
-la Repubblica di Croazia assicura agli appartenenti alle minoranze nazionali il diritto all’uso di tutti i propri emblemi e simboli (articolo 7, comma 1, punto 3);
-“è libero l’uso dei simboli e degli emblemi delle minoranze nazionali e la celebrazione delle festività delle minoranze nazionali” (articolo 14, comma 1);

-“accanto all’uso ufficiale degli emblemi e dei simboli della Repubblica di Croazia  si possono mettere in rilievo gli adeguati emblemi e simboli delle minoranze nazionali” e “quando si esegue l’inno e/o la canzone solenne della minoranza nazionale, è d’obbligo eseguire prima l’inno della Repubblica di Croazia” (articolo 14, comma 2);
-“le unità dell’autogoverno locale e dell’autogoverno territoriale (regionale) hanno il dovere di prescrivere con lo Statuto l’uso ufficiale e le modalità d’utilizzo della bandiera e dei simboli delle minoranze nazionali” (articolo 14, comma 3).
Nei casi in cui le manifestazioni e le celebrazioni vengono organizzate dalle minoranze nazionali, le disposizioni relative all’esecuzione degli inni risultano molto chiare, prescrivendo il libero uso dell’inno della minoranza nazionale e la modalità d’esecuzione e cioè che “quando si esegue l’inno e/o la canzone solenne della minoranza nazionale, è d’obbligo eseguire prima l’inno della Repubblica di Croazia”. La questione da risolvere riguarda, invece, le manifestazioni e le celebrazioni delle unità dell’autogoverno locale e regionale.
Fino ad oggi, le unità dell’autogoverno locale e regionale, e cioè i Comuni, le Città e la Regione Istriana, che stabiliscono nei propri Statuti l’uso ufficiale paritetico delle lingue croata e italiana, non hanno ancora prescritto nei propri Statuti l’uso ufficiale e le modalità d’esecuzione dell’inno/canzone solenne della Comunità Nazionale Italiana. E in questo “vuoto prescrittivo” statutario, siamo testimoni del “caso” registrato alla seduta solenne del Consiglio municipale della Città di Buie, nel corso della quale il coro della Scuola Elementare Italiana ha cantato pure l’inno della Comunità Nazionale Italiana. E’ scoppiata la polemica sui giornali, al punto che alcuni giornalisti nei loro interventi si chiedono (e così facendo suggeriscono) se si tratti di incidente, provocazione, fatalità o svista? Singoli consiglieri municipali abbandonano la seduta solenne, alcuni dirigenti si scusano, altri esprimono il proprio disappunto e protestano, alcuni partiti convocano conferenze stampa, vengono chiamati in causa i politici, l’Unione Italiana,  ecc.
Ebbene, per cercare di chiarire la situazione, è necessario tener conto delle disposizioni di legge sopra citate, ma va anche riassunto brevemente ciò che è stato fatto finora, rilevando il punto in cui si è giunti.  
L'Assemblea della Regione Istriana, alla sua riunione del 23 settembre 2002, ha emanato la “Delibera sull’inno della Regione Istriana” (con la quale viene prescritto l’inno “Krasna zemljo, Istro mila”) e la Decisione con la quale si incarica la Giunta della Regione Istriana a proporre all'Assemblea della Regione Istriana, in collaborazione con l'Unione Italiana, entro sei mesi, la Delibera sull'inno della Comunità Nazionale Italiana autoctona, nonché le condizioni e le modalità della sua esecuzione nelle unità dell’autogoverno regionale e locale il cui Statuto prescrive l’uso paritetico ufficiale della lingua italiana. In tal contesto, la Giunta della Regione Istriana si è rivolta all’Unione Italiana.
Al fine di rendere partecipi tutti i connazionali, nella misura più vasta possibile, alla scelta dell’Inno della Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia, l’Assemblea dell’Unione Italiana, nel corso della sua III Sessione ordinaria, tenutasi il 18 gennaio 2003 a Fiume, ha avviato il pubblico dibattito al quale ha invitato a partecipare tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana, le Comunità degli Italiani, le CAN, le Scuole Italiane di ogni ordine e grado e le Istituzioni della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.
Sulla base delle risultanze del pubblico dibattito, l’Assemblea dell’Unione Italiana, alla sua V sessione ordinaria tenutasi il 5 luglio 2003 a Crassiza, ha emanato la “Delibera sull’inno della Comunità Nazionale Italiana autoctona nelle Repubbliche di Croazia e Slovenia”, con la quale si stabilisce che l’inno è “Il Canto degli Italiani”, quale inno della Nazione Italiana, meglio conosciuto come ”Inno di Mameli” o “Fratelli d’Italia” (versi di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro) e che si esegue ai sensi delle disposizioni di legge, statutarie e normative in vigore nella Repubblica di Croazia e nella Repubblica di Slovenia.
La Delibera con la relativa motivazione è stata inviata alla Giunta della Regione Istriana che, fino ad oggi, non ha informato in merito l’Assemblea della Regione Istriana (cosa che avrebbe dovuto fare ai sensi della Decisione dell’Assemblea della Regione Istriana del 23 settembre 2002). La ragione oppure le ragioni perchè ciò non è stato fatto (dal mese di luglio del 2003 ad oggi), vanno chieste a chi di competenza della Regione Istriana.
Nel frattempo, ai sensi della Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali, il Consiglio per le minoranze nazionali, alla sua seduta del 12 giugno 2003, ha approvato il proprio Statuto (che è stato pubblicato sulla “Gazzetta ufficiale” no.106 del 2 luglio 2003), nel quale viene prescritto che il Consiglio, nell’ambito delle proprie competenze, fornisce il proprio assenso alle decisioni del coordinamento dei Consigli delle minoranze nazionali delle unità dell’autogoverno regionale in merito alle delibere sugli emblemi e i simboli delle minoranze nazionali e le modalità di celebrazione delle festività delle minoranze nazionali (articolo 4, comma 1, linetta 11). Da rilevare che non si riesce a capire come si sia giunti a tale prescrizione, dato che le disposizioni di legge non stabiliscono esplicitamente tale competenza al Consiglio per le minoranze nazionali. Comunque sta di fatto che i Consigli della Comunità Nazionale Italiana delle Regioni Istriana e Litoraneo-Montana dovrebbero approvare la “Delibera sull’inno della Comunità Nazionale Italiana autoctona nelle Repubbliche di Croazia e Slovenia” emanata dall’Assemblea dell’Unione Italiana ed in merito richiedere l’assenso del Consiglio per le minoranze nazionali a Zagabria. In seguito, la medesima Delibera, ottenuto l’assenso del Consiglio per le minoranze nazionali, dovrebbe essere approvata dalle unità dell’autogoverno regionale e locale (che stabiliscono nei propri Statuti l’uso ufficiale paritetico delle lingue croata e italiana), prescrivendo nei loro Statuti l’uso ufficiale e le modalità d’esecuzione dell’inno/canzone solenne della Comunità Nazionale Italiana.
Dato il rapporto preferenziale e la politica che cerca l’accordo tra l’Unione Italiana e la Dieta Democratica Istriana, si è cercato sempre e si cerca anche oggi di risolvere la questione in modo consensuale, anche perchè senza il raggiungimento dell’assenso/consenso della Dieta Democratica Istriana la realizzazione dei passi successivi per l’affermazione di tale diritto non sono possibili, in quanto sono le unità dell’autogoverno locale e regionale a dover prescrivere nei propri Statuti l’uso ufficiale e le modalità d’esecuzione dell’inno/canzone solenne della Comunità Nazionale Italiana.  
E’ un dato di fatto che la situazione in cui ci troviamo oggi impedisce l’attuazione di un diritto sancito dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali (e cioè il diritto all’uso ufficiale degli emblemi e dei simboli della Comunità Nazionale Italiana nell’ambito delle unità dell’autogoverno locale e regionale, che nei propri Statuti prescrivono l’uso paritetico ufficiale della lingua italiana) che porta alle reazioni volontarie o involontarie, benevoli o malevoli di cui siamo testimoni.
In merito alla seduta solenne del Consiglio municipale della Città di Buie, nel corso della quale è stato cantato pure l’inno della Comunità Nazionale Italiana, non possiamo che condividere la presa di posizione della Sindaco di Buie, sig.ra Lorella Limoncin Toth, e del Presidente della Regione Istriana, sig. Ivan Jakovcic, e cioè che l’inno non è prescritto negli Statuti della Regione Istriana e della Città di Buie e che quindi non andava previsto nel protocollo della seduta solenne. Ma la domanda che dobbiamo porre è : la sig. Lorella Limoncin Toth, in qualità di Vicepresidente della Dieta Democratica Istriana (eletta quale appartenente alla Comunità Nazionale Italiana), e il sig. Ivan Jakovcic, quale Presidente della Dieta Democratica Istriana, rispetteranno la decisione dell’Unione Italiana e si adopereranno per l’approvazione della stessa a livello di Regione Istriana e a livello delle unità d’autogoverno locale in Istria, che nei propri Statuti prescrivono l’uso ufficiale paritetico della lingua italiana? Naturalmente, essendo gli esponenti del partito al governo in Istria, speriamo che rispettino tale decisione; sebbene, non sia stata presa in considerazione dalla Regione Istriana dal mese di luglio del 2003 ad oggi. A noi non rimane che confidare in un pronto ed efficace intervento dei vertici dell’Unione Italiana presso il Presidente della Regione Istriana e della Dieta Democratica Istriana, accertato (anche di recente) che i rapporti tra di loro sono molto cordiali, amichevoli e all’insegna di un’ottima collaborazione, al fine di giungere quanto prima alla soluzione della questione nell’interesse della Comunità Nazionale Italiana autoctona. Purtroppo, non posso vantarmi di aver avuto un’ottima collaborazione con la dirigenza della Dieta Democratica Istriana, nel periodo di tempo in cui ricoprivo la funzione di Vicepresidente della Dieta Democratica Istriana, per varie questioni non condivisibili, tra le quali anche questa relativa agli inni della Regione Istriana.
Da sottolineare inoltre che la Comunità Nazionale Italiana dispone di numerosi consiglieri regionali, cittadini e comunali, di Commissioni per le questioni della Comunità Nazionale Italiana a livello regionale e locale, di Comunità degli Italiani, di Consigli della Comunità Nazionale Italiana a livello regionale e locale, che potrebbero e dovrebbero esprimere (in quanto ne hanno il diritto e il dovere) il loro sostegno e adoperarsi per la prescrizione dell’inno della Comunità Nazionale Italiana nell’ambito delle autonomie locali e regionali, che nei propri Statuti stabiliscono l’uso ufficiale paritetico della lingua italiana. Staremo a vedere che cosa ci riserva il futuro e se il nostro sarà il “Canto degli Italiani” oppure il “canto degli uccelli di rovo”.

 

Nota.
L’intervento è stato pubblicato sul giornale quotidiano “La Voce del Popolo” del 19 settembre 2006, www.edit.hr/lavoce/060919/politica.htm .

Il 7 e il 12 ottobre 2006 ho inviato (tramite e-mail) al caporedattore del giornale quotidiano “Glas Istre” il presente testo, tradotto in lingua croata, con gentile richiesta di pubblicazione. Fino ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta in merito e l’intervento non è stato pubblicato.
 
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