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I motivi delle mie dimissioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Lunedì 07 Aprile 2008 00:00

di Gianclaudio Pellizzer

In data 27 febbraio 2008 ho rassegnato le dimissioni da consigliere dell’Unione Italiana.
Ritengo sia mio dovere dare spiegazioni ai miei concittadini e connazionali che in occasione delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dell’Unione Italiana hanno riposto in me la loro fiducia.
Voglio innanzitutto ringraziarVi e Vi assicuro che il mio dovere in seno all’Assemblea dell’Unione Italiana l’ho fatto con coscienza e con spirito di abnegazione tentando di dare sempre un apporto dialettico e costruttivo per il bene non solo di Voi Rovignesi ma di  tutti i nostri connazionali. Prova ne sono i verbali delle sedute dell’Assemblea.

Arrivando al dunque cercherò di sintetizzare al massimo le ragioni per le quali ho dato le dimissioni:

  1.  Elezioni 2005.Noi della “Lista per la continuità” di Rovigno avevamo nel nostro programma il prosieguo di un lavoro iniziato con il Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana  di allora, sig. Silvano Zilli, un lavoro trasparente che coinvolgeva tutti nel rispetto delle regole e di una corretta gestione delle risorse finanziarie con il fine di far crescere l’Unione in modo sano.
    Già allora è iniziata da parte del Presidente in carica dell’UI, Maurizio Tremul, e del deputato al Parlamento croato, Furio Radin,  un’azione di discredito del nostro candidato a Presidente della Giunta, un’azione sotterranea, machiavellica, subdola e affatto di coesione e sinergia, anzi un’azione di distruzione dei rapporti in seno all’Unione. Un’azione che è stata una tipica lotta per il potere di coloro che il potere lo avevano già, ma non bastava. Mentre invece per il nostro candidato sarebbe stato il secondo mandato, un mandato dove poteva dare di più avendo acquisito esperienza.
    Ed è stato questo il momento (per il modo come hanno gestito il tutto) in cui è iniziato il mio malcontento verso queste persone che non hanno, a mio avviso, dimostrato onestà intellettuale, moralità, trasparenza, ma solo lotta per le poltrone.
  1. Durante la presentazione del programma del Presidente della Giunta esecutiva dell’UI, lo stesso non ha ricevuto la maggioranza dei voti in Assemblea per il fatto che l’accento si dava ad una società civile, che stava a significare in effetti la creazione di altre associazioni in seno all’Unione, come se già non ce ne fossero parecchie e alcune anche non funzionanti, come se già non avessimo problemi finanziari, e il tutto a discapito delle Comunità degli Italiani.Il potenziale Presidente in quell’occasione, dopo 4 mandati consecutivi, non ha avuto l’onestà di abbandonare, di gettare la spugna, dopo aver ricevuto un segnale così evidente. Dopo una settimana, con ritocchi insignificanti, la stesso Tremul si ripresenta come se non fosse successo niente, e riceve la maggioranza dei voti da un’Assemblea che sentiva tutto il peso della situazione. Questo è stato per me un altro campanello d’allarme che indicava ulteriormente la valenza dei nostri dirigenti.
  1. Il Presidente Tremul formando la Giunta non ha mai preso in considerazione i quadri, peraltro capaci nel loro lavoro, della Comunità degli Italiani di Rovigno, a parte il nostro compianto prof. Miculian, che ha ricoperto un incarico invece di un altro ritenuto importante dalla CI di Rovigno.
  1. Ad ogni resoconto finanziario ho fatto insistentemente richiesta che le risorse provenienti dalla Repubblica di Slovenia dovessero venir incrementate per “par condicio” rispetto alle risorse erogate dalla Repubblica di Croazia. Mai abbiamo ricevuto risposta in merito, o quantomeno le risposte sono state sempre vaghe, né mai ci sono state indicate le azioni intraprese. Inoltre, ho chiesto sempre delucidazioni per le spese non indifferenti per l’ufficio dell’UI con sede a Capodistria facendo capo sempre al Presidente Tremul. Non ricevendo mai risposte concrete aumentava il mio malcontento.
  1. Tante sono state le volte in cui noi consiglieri di Rovigno abbiamo richiesto che venga messo all’ordine del giorno dell’Assemblea lo Statuto dell’Unione in quanto obsoleto. Le nostre richieste sono state sempre “dimenticate”.
  1. Durante la formazione delle varie commissioni assembleari, per quella riguardante lo statuto il consigliere sig. Vladimiro Uggeri, unico legale dell’Assemblea, non venne nemmeno preso in considerazione.
  1. Praticamente un anno fa ho presentato 5 mozioni, a mio avviso di un certo peso perchè trattavano il tema del bilinguismo, del vandalismo verso le nostre sedi e simboli, la scuola, le nuove tecnologie di trasmissione di informazioni (TV, CATV, telefonini, ecc.), e come ultima la soluzione del problema per i nostri connazionali di vedere in chiaro le trasmissioni TV italiane. Ebbene cari concittadini e connazionali, soltanto una mozione è stata accettata, le altre non sono mai state messe all’ordine del giorno, nonostante le mie reiterate richieste, nonostante le promesse fatte dal Presidente Tremul, anzi le mie mozioni non sono state mai trasmesse ai consiglieri dell’Assemblea per poterne discutere.Questo fatto ha avuto un grosso peso nella mia decisione di dare le dimissioni perchè  tale comportamento dei due Presidenti stava ad indicare l’oligarchia della classe dirigente dell’Unione Italiana. Noi consiglieri dobbiamo votare soltanto le proposte della Giunta o del Presidente UI il resto è poca cosa, disturba.
  1. La Comunità degli Italiani di Rovigno è in una fase di stallo per quanto riguarda la costruzione dell’estivo. Molte, troppe volte abbiamo chiesto udienza presso i Presidenti per poter risolvere in sinergia i problemi. Mai le loro risposte sono state puntuali, come se i nostri problemi non li toccassero, come se dovessimo chiedere l’elemosina, come se ci punissero per il nostro comportamento dialettico in Assemblea.
  1. L’onorevole Radin, da Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, si è ricandidato per la quinta volta a deputato al Parlamento croato. Sia ben chiaro può farlo quanto vuole, però è poco etico essendo Presidente dell’Assemblea UI. Ma oramai chi più parla di etica?? Senonchè noi italiani siamo portatori di una grande cultura è dovremmo essere in obbligo di lottare per far valere i valori etici e morali. Per la nostra Comunità è deleterio dimanticare tali valori, siamo in pochi e ci facciamo del male. Altro motivo dunque di malcontento.
  1. L’onorevole Radin, da deputato e Presidente dell’Assemblea UI, ha chiesto formalmente all’Assemblea dell’Unione Italiana di appoggiare l’Accordo programmatico con l’incaricato a formare il Governo e Presidente dell’HDZ,  il sig. Ivo Sanader.Io ritengo che questo accordo dove si appoggia apertamente il programma dell’HDZ coinvolga in pieno l’Unione Italiana nella politica e cioè nella politica dell’HDZ. Ricordiamo soltanto che l’Unione Italiana e le Comunità degli Italiani hanno sempre favorito la DDI, che da anni si contrappone alla politica dell’HDZ, e dunque mi chiedo dove sia la coerenza dell’Unione Italiana e la rispettabilità (ormai persa) che l’Unione aveva nel popolo di maggioranza, anche grazie al lavoro onesto e caparbio dei nostri padri storici dell’Unione. Ritengo dunque, a prescindere dal fatto che l’Unione Italiana, secondo me, debba restare  neutrale per rispetto verso le scelte politiche dei propri associati, che l’Assemblea non abbia il mandato per una decisione del genere ed è stata mia la proposta di demandare alle Comunità degli Italiani l’organizzazione di dibattiti con tutti i connazionali per esprimere i pareri e arrivare alla decisione se appoggiare o meno l’Accordo programmatico con l’HDZ. Il tutto nel rispetto della dialettica e delle regole democratiche.
    L’Assemblea ha bocciato la mia proposta all’unanimità, a parte il mio voto. 
    In quell’occasione, anche prima ma mai così, mi sono reso conto della scarsa percezione di democrazia dell’Assemblea stessa. Un’Assemblea che oserei dire, esclusi alcuni consiglieri, purtroppo dormiente e scarsamente preparata, un corpo nel quale mi sentivo e mi sento sempre più isolato.
    A tal punto ho iniziato a pensare che ormai era tempo perso.
  1. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il punto dell’ordine del giorno dell’ultima Assemblea, tenutasi il 27 febbraio 2008, con il quale si proponeva di esonerare il nostro concittadino e connazionale ing. Donald Schiozzi da membro del Consiglio d’amministrazione dell’EDIT, senza presentare alcuna valida motivazione, senza aver interpellato l’interessato. Proposi allora di togliere il punto dall’ordine del giorno. L’Assemblea bocciò la mia proposta. E’ questo fu il massimo. Decisi allora che se neanche ad una evidenza del genere l’Assemblea accettava la mia proposta, voleva dire che quest’Assemblea non aveva personalità (eccetto alcuni consiglieri) e che qualsiasi mia proposta ormai non sarebbe stata accettata, ed è per questo che con estrema  tristezza,  ho rassegnato le mie dimissioni.

Con queste dimissioni io non ritengo concluso il mio contributo presso l’Unione Italiana e le sue istituzioni, sempre che Voi, rispettabili connazionali e concittadini lo vogliate, nel rispetto delle regole vigenti in democrazia.
Auguro a tutti i consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana di far valere le proprie proposte, di sviluppare un dibattito dialettico, di lavorare con trasparenza per unire e non per dividere, auspico inoltre un sempre più grande coinvolgimento dei nostri giovani per avere un ricambio generazionale che ormai è necessario e dove non esistano preconcetti e bisogni reconditi del “capo supremo”' ma di un leader che sia “primus inter pares”.

Nota.

Per gentile concessione dell’autore, riportiamo l’intervento pubblicato su “La Voce del Popolo” dell’8 aprile 2008 a pag. 4.
 
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