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Il Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT ha rassegnato le proprie dimissioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Mercoledì 19 Marzo 2008 00:00

I vertici dell’Unione Italiana non informano l’opinione pubblica e non ne discutono alla seduta della Giunta esecutiva. “La Voce del Popolo” colpevolmente tace.

Riceviamo e pubblichiamo (qui di seguito) la lettera di dimissioni dei membri del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, datata 4 marzo 2008 e inviata ai presidenti dell’Unione Italiana, Furio Radin e Maurizio Tremul, alla responsabile del settore Informazione ed editoria della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Christiana Babić, alla presidentessa-dimissionaria del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT, Tatiana Petrazzi, ai membri del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT, al direttore dell’EDIT, Silvio Forza, alla direttrice dei Servizi amministrativi dell’Unione Italiana, Orietta Marot.

Ora, oltre alle dimissioni della presidentessa del Consiglio d’Amministrazione, Tatiana Petrazzi, del 7 maggio 2007, troviamo pure le dimissioni di altri tre membri del Consiglio d’Amministrazione, e cioè Carmen Benzan, Ezio Giuricin e Luigi Barbalich, mentre Donald Schiozzi è in procinto di essere sostituito dall’Assemblea dell’Unione Italiana.
Come riportato nella lettera di dimissioni, “alla luce di quanto rilevato nel corso del dibattito all’ultima sessione dell’Assemblea dell’Unione Italiana, tenutasi lo scorso 27 febbraio a Fiume, nell’ambito della quale sono stati espressi dei segnali di sfiducia nei confronti del Consiglio d’Amministrazione della Casa editrice”, i tre membri ritengono “di dovere rimettere il loro mandato, per responsabilità e correttezza nei confronti delle strutture rappresentative dell’Unione Italiana, per consentire al Fondatore di attuare liberamente e democraticamente quelle scelte che Egli riterrà più idonee per lo sviluppo futuro e l’affermazione della Casa editrice EDIT”.
Non meraviglia affatto tale presa di posizione da parte dei membri del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT: una presa di posizione chiara, di principio, coerente, lodevole; risultano rare simili prese di posizione nell’ambito dell’Unione Italiana e per tale motivo ai tre membri del Consiglio d’Amministrazione va il nostro plauso, sincero e sentito.
In tutta questa situazione ciò che lascia allibiti è il fatto che, sebbene la lettera di dimissioni sia stata inoltrata il 4 marzo 2008 e sebbene il 17 marzo si sia tenuta la riunione della Giunta esecutiva presso la Comunità degli Italiani di Gallesano (in presenza anche del presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana), nulla in merito alle dimmissioni è stato accennato (per non dire che le medesime avrebbero dovuto essere presentate ed esaminate), e nulla fino ad oggi è trapelato ufficialmente anche se in merito andava informata l’opinione pubblica, naturalmente qualora la situazione venutasi a creare e le questioni inerenti all’EDIT stessero effettivamente a cuore ai dirigenti dell’Unione Italiana. Invece, tutti colpevolmente tacciono : sia i destinatari della lettera di dimissioni, sia “La Voce del Popolo”, sebbene tutti informati in merito e sebbene trattasi dell’organo di gestione della Casa editrice. Come mai? I vertici dell’Unione Italiana sono rimasti spiazzati? La tempistica non gli aggrada? Pensano di mettere la lettera di dimissioni nel cassetto come fatto con quella presentata il 7 maggio 2007 dalla Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT? Non sanno ancora cosa fare e prendono tempo? Sostituire tutti oppure solo alcuni o nessuno? Proseguire con il loro intento di “mettere completamente sotto il proprio controllo” la Casa editrice (dopo esserci riusciti con “La Voce del Popolo”), nominando persone di loro cieca-fiducia oppure lasciare le cose come stanno per non risultare agli occhi dell’opinione pubblica ciò che effettivamente sono e vogliono, rinunciando però ad assoggettare completamente la Casa editrice e accontentandosi soltanto di disporre dell’essenziale, ovvero de “La Voce del Popolo”? Staremo a vedere come andrà a finire. Per ora l’importante è rendere noto ciò che i vertici dell’Unione Italiana nascondono all’intera Comunità Nazionale Italiana e probabilmente anche a singole persone al loro interno, a coloro che ritengono meno importanti e del cui appoggio non abbisognano.

Testo della lettera di dimissioni:

Fiume, 4 marzo 2008

- Al presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, on. Furio Radin
- Al presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul
e per conoscenza :
- Alla responsabile del settore Informazione ed editoria della Giunta esecutiva UI, Christiana Babić
- Alla presidentessa del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT, Tatiana Petrazzi
- Ai membri del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT
- Al direttore dell’EDIT, Silvio Forza
- Alla direttrice dei Servizi amministrativi dell’Unione Italiana, Orietta Marot

Con la presente rimettiamo il nostro mandato di componenti del Consiglio d’Amministrazione della Casa editrice EDIT al Fondatore, ovvero all’Assemblea dell’Unione Italiana.
Alla luce di quanto rilevato nel corso del dibattito all’ultima sessione dell’Assemblea dell’UI, tenutasi lo scorso 27 febbraio a Fiume, nell’ambito della quale sono stati espressi dei segnali di sfiducia nei confronti del Consiglio d’Amministrazione della Casa editrice, riteniamo di dovere rimettere il nostro mandato, per responsabilità e correttezza nei confronti delle strutture rappresentative dell’Unione Italiana, per consentire al Fondatore di attuare liberamente e democraticamente quelle scelte che Egli riterrà più idonee per lo sviluppo futuro e l’affermazione della Casa editrice EDIT.
Per quanto riguarda il nostro operato riteniamo di avere agito sempre con la massima responsabilità, abnegazione ed impegno al fine di risolvere i problemi e le difficoltà che la Casa editrice ha affrontato in questi anni, dando un significativo contributo al processo di rilancio e allo sviluppo dell’EDIT e delle sue testate, assumendo compiti e responsabilità - operative e programmatiche - ed un carico di lavoro che sono andati spesso ben oltre i normali compiti statutari spettanti ai membri dell’Organo di gestione dell’Ente.
Il rilevante disavanzo fatto registrare dalla Casa editrice nel 2006 è frutto di una situazione complessa determinata dai debiti pregressi e dal parziale avvio del Piano di rilancio a fronte dell’improvviso ed inaspettato venire meno di entrate che erano state assicurate da parte del Governo italiano (con la Legge 250/90) e che invece sono state erogate appena nel 2007. 
Riteniamo che le azioni intraprese dal Consiglio d’Amministrazione siano state ispirate  esclusivamente dalla volontà di risollevare al più presto la Casa editrice da una situazione di stallo che - al di là degli aspetti puramente contabili - avrebbe condotto le sue testate e la Casa editrice stessa ad  un involuzione irreversibile.
Per affrontare le difficoltà incontrate abbiamo operato in piena sintonia e collaborazione con l’Unione Italiana, informando i suoi Organi degli ostacoli e delle dinamiche che si stavano affrontando e cercando di individuare insieme le soluzioni necessarie che sono state trovate grazie al sensibile apporto del Fondatore, a cui siamo grati,  ma anche all’impegno collettivo profuso dai fattori responsabili dell’EDIT.
La nostra linea programmatica ed operativa è sempre stata improntata, nel rispetto dello Statuto dell’EDIT, ai contenuti ed alle direttrici fondamentali del Piano di rilancio della Casa editrice approvato dal Consiglio d’Amministrazione dell’Ente e dall’Assemblea dell’Unione Italiana. Un Piano che, a causa di condizioni obiettive, sinora il Fondatore non ha potuto sostenere se non parzialmente e che solo oggi, grazie ai nuovi interventi e nelle nuove condizioni, può essere finalmente avviato ed implementato (in modo organico e complessivo).
Va rilevato che la situazione reale dell’EDIT oggi è significativamente diversa da quella in cui si trovava al momento del passaggio dei diritti di fondazione dal Governo croato all’Unione Italiana.
I rilevanti miglioramenti avviati, i risultati conseguiti dalle pubblicazioni - ampiamente riconosciuti dai lettori e dai connazionali - sono stati ottenuti al costo di grandi sacrifici e grazie all’impegno comune e sinergico del Consiglio d’Ammnistrazione nei suoi due ultimi mandati, della nuova Direzione e dei rappresentanti del Fondatore.
E’ per questo motivo che respingiamo ogni valutazione che direttamente o indirettamente possa mettere in discussione la responsabilità, l’impegno, l’onorabilità e la buona fede con cui sinora abbiamo svolto il nostro incarico di membri del Consiglio d’Amministrazione e chiediamo al Fondatore - mettendo a disposizione il nostro mandato - di chiarire definitivamente e pubblicamente il suo rapporto di fiducia nei nostri confronti.
Convinti si tratti di malintesi ed errate interpretazioni, siamo pronti a continuare a porgere il nostro contributo  nel caso di un positivo chiarimento.
Nel contempo auspichiamo si possa  riesaminare la questione relativa alla revoca dell’incarico al membro del Consiglio d’Amministrazione Donald Schiozzi, rilevando la necessità di seguire un corrretto iter statutario nei suoi confronti nella speranza di giungere ad una positiva composizione del  problema.

I membri del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT

Carmen Benzan                              Luigi Barbalich                                          Ezio Giuricin

Nota.
La lettera di dimissioni viene presentata nell’articolo “EDIT, presto un incontro chiarificatore : tre membri del Consiglio d’Amministrazione hanno rimesso il mandato al fondatore”, a firma di Dario Saftich, pubblicato su “La Voce del Popolo” del 27 marzo 2008, a pag. 5. Oltre al contenuto della lettera di dimissioni, nell’articolo viene riportata la dichiarazione del presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, che riportiamo integralmente : “Il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha confermato che all’Unione Italiana è pervenuta qualche giorno fa la missiva con la quale i tre membri del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT hanno rimesso il loro mandato al fondatore. Nella missiva, scaturita dalla discussione sviluppatasi all’ultima sessione dell’Assemblea, i tre componenti del Consiglio d’Amministrazione hanno chiesto un incontro chiarificatore. L’incontro, ha precisato Maurizio Tremul, è già stato convocato e si svolgerà fra una decina di giorni”.
P.S.

Non possiamo fare a meno di evidenziare l’efficienza e la tempestività : la lettera è pervenuta all’Unione Italiana “qualche giorno fa” (sic!) e l’incontro chiarificatore “è già stato convocato e si svolgerà fra una decina di giorni” (sic!); probabilmente lo stesso giorno in cui all’Unione Italiana è pervenuta la missiva è stato convocato l’incontro chiarificatore con dieci giorni d’anticipo (sic!).
 
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