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A chi serve un Cenacolo di questo genere? PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Lunedì 03 Marzo 2008 00:00
Il Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana si è costituito a Dignano il 17 febbraio 2006, quale luogo istituzionale in cui gli intellettuali, scrittori, artisti, ricercatori della Comunità Nazionale Italiana si sono auto-organizzati per articolare autonomamente i propri interessi e bisogni. Sono membri del Cenacolo tutti gli operatori culturali appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana iscritti alle Comunità degli Italiani che hanno sottoscritto il modulo d’iscrizione al medesimo. Stando ai dati riportati dalla dirigenza, le adesioni al Cenacolo, in due anni d’esistenza, hanno raggiunto quota 170, anche se non tutti hanno però compilato la relativa scheda di associazione. Il Cenacolo non è persona giuridica, ma quale associazione libera e autonoma opera nell’ambito dell’Unione Italiana. Il Cenacolo è l’erede morale del Circolo dei Poeti, Letterati e Artisti (CPLA), costituito dall’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume nel 1963.
L’atto di costituzione prevede le seguenti finalità:
- tutelare, conservare, sviluppare, promuovere nel territorio di residenza e all’estero la creatività artistica, letteraria, storica e scientifica in lingua italiana e in genere prodotta dagli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana, sia nelle Repubbliche di Croazia e Slovenia, sia all’estero;
- raccogliere, catalogare, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana;
- diffondere e promuovere gli studi, le ricerche, le opere, la creatività culturale e artistica del patrimonio letterario, drammaturgico, musicale ed artistico-visuale in lingua italiana e della produzione dei membri del Cenacolo;
- favorire l’aggiornamento professionale dei propri soci.
Gli organi di gestione del Cenacolo sono:
- l’Assemblea (composta da tutti i soci);
- il Presidente (che presiede e rappresenta la Presidenza e l’Assemblea del Cenacolo);
- la Presidenza (che è l’organo esecutivo -composto da sette membri compreso il Presidente del Cenacolo- e che risponde del proprio operato all’Assemblea).
La durata del mandato di tutti gli organi di gestione del Cenacolo è quadriennale.
Come riporta “La Voce del Popolo” del 5 marzo 2008, a pag. 21 (nell’articolo intitolato “Cenacolo, ci vuole più spirito di gruppo : Scotti ha sollecitato il prosieguo della collaborazione transfrontaliera. Operatori culturali della CNI: Assemblea quasi compromessa causa assenteismo” a firma di Ardea Stanišić), il 3 marzo 2008 si è tenuta a Fiume l’Assemblea straordinaria del Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana, convocata dal Presidente dell’associazione Giacomo Scotti. All’Assemblea (composta da circa 170 soci) hanno partecipato 16-17 membri, ossia circa il 10% del totale dei suoi membri. Tuttavia, invece di aggiornare la seduta ed assumersi il compito di contattare il massimo numero dei membri per sollecitarli, incentivarli a partecipare alla seduta in data da definire, e così facendo legittimare il sodalizio, i presenti hanno ritenuto opportuno tenere la seduta ed eleggere tra di loro (16-17 persone presenti) i 7 membri della Presidenza. Anziché chiedersi e fare un’analisi delle ragioni per le quali si registra un assenteismo del genere, i presenti hanno deciso che la soluzione migliore era quella di eleggere la nuova Presidenza, affidandole il compito di pronunciarsi, in un futuro molto prossimo, innanzitutto sul piano finanziario e continuare, in seguito, con più spirito di gruppo e serenità nell’attività del Cenacolo. Che dire? Un bell’esempio di “democrazia” nell’ambito del Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana, ovvero di coloro che dovrebbero rappresentare la “coscienza intellettuale”, la “coscienza critica” della Comunità Nazionale Italiana. I presenti, probabilmente essendo a conoscenza delle modalità, dei procedimenti, del funzionamento dell’Unione Italiana, hanno ritenuto opportuno applicare i medesimi parametri “democratici”, confortati dalla presenza alla riunione del Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, e del responsabile del settore Cultura della medesima, Mario Steffè. La motivazione adottata per continuare la seduta è stata la seguente : ”in primo luogo e principalmente per dare una spinta propositiva al prosieguo dell’esistenza stessa del Cenacolo”. Insomma, una spinta propositiva infischiandosene altamente dei principi democratici. Ci si chiede: chi rappresentano i nuovi membri eletti della Presidenza del Cenacolo? Gli eletti rappresentano i 16-17 membri del Cenacolo presenti all’Assemblea? Quindi, il Cenacolo non conta più 170 membri, bensì 16-17 persone? Una famiglia allargata che potrebbe fare una “cena familiare” più che un “cenacolo” di intellettuali? Pur esprimendo il personale rispetto e la stima nei confronti dei nuovi membri della Presidenza del Cenacolo (Martina Gamboz, Sabrina Stemberga-Vidak, Giacomo Scotti, Vlado Benussi, Bruno Paladin, Sandro Manzin e Luka Stojnić) eletta da un’Assemblea non legittimata a farlo (constatato il numero dei membri presenti), sottacere ad una situazione del genere, ad un processo non democratico corrisponde a legittimarlo, come del resto fatto da parte dei giornalisti, opinionisti de “La Voce del Popolo” che in merito non si sono pronunciati. Qualora ciò fosse avvenuto in qualche Comunità degli Italiani oppure ente non in perfetta sintonia (leggi “sudditanza”) con l’”oligarchia” dominante dell’Unione Italiana, la Comunità degli Italiani o l’ente coinvolto avrebbe avuto lo stesso esito o sarebbe stato messo alla berlina e alla gogna pubblica da parte dell’unico quotidiano della Comunità Nazionale Italiana?
 
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