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EDIT – Ente per il Diritto all’Immagine dei Tuttologi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Giovedì 28 Febbraio 2008 00:00
Nell’odierna edizione de “La Voce del Popolo”, in riferimento alla seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana, tenutasi il 27 febbraio 2008 a Fiume, l’articolo-resoconto a firma di Ilaria Rocchi Rukavina, intitolato “Approvati i bilanci dell’Unione: si dimette il consigliere rovignese Gianclaudio Pellizzer” riporta quanto segue :
“Ha sollevato un grande polverone, per una faccenda di stile e di forma, la proposta di esonero dell’ingegner Donald Schiozzi di Rovigno dal Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico editoriale EDIT di Fiume. Il consigliere rovignese Gianclaudio Pellizzer ha rassegnato le proprie dimissioni mentre il suo collega e concittadino Vladimiro Uggeri ha abbandonato i lavori dell’Assemblea dell’Unione Italiana riunitarsi ieri a Palazzo Modello. A suscitare la contrarietà dei due consiglieri il fatto che si sia deciso di rimuovere Schiozzi senza interpellarlo né informarlo precedentemente. Pellizzer ha chiesto di togliere il punto all’ordine del giorno ma l’Assemblea non gli è stata dietro (nota: con 16 voti favorevoli, 11 contrari e 13 astenuti) per cui ha deciso che "il suo compito era qui terminato", considerato anche il suo impegno precedente a portare in sede di Assemblea un dibattito dialettico. La contrarietà di Pellizzer era dovuta anche al fatto che si stava cercando di allontanare un quadro dirigente valido, giovane e partecipe alla vita della CNI.  …omissis … Paradossalmente l’argomento è stato aggiornato (nota: con 37 voti favorevoli e 2 contrari) su intervento di Orietta Marot, direttrice amministrativa dell’Unione Italiana e invitata quale rappresentante dell’Istituzione a subentrare a Schiozzi nel Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT. Con molta signorilità Orietta Marot ha fatto sapere di non voler rinunciare all’incarico proprio perché mossa, lei personalmente e quanti l’hanno candidata e sostenuta (Radin e il Presidente della Giunta esecutiva Maurizio Tremul), da un profondo senso di responsabilità nei confronti dell’Ente editoriale fiumano e dalla consapevolezza di poter contribuire con le proprie conoscenze e la propria professionalità alla gestione della Casa che sta superando un momento difficile e che è permeata da uno slancio creativo e da ambiziosi piani di sviluppo che assicureranno un futuro più sereno. Orietta Marot ha però chiesto di rinviare il punto perché così se lo è sentita nel cuore, dispiaciuta per quanto successo. Ha comunque ribadito che nessuno si è voluto prendere gioco di Schiozzi né ha cercato mai di marginalizzare la componente rovignese in seno all’UI, come invece ventilato da Pellizzer”.
In merito alla questione dell’esonero, ovvero della nomina di un rappresentante dell’Unione Italiana, quale unico fondatore, nel Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume vanno innanzitutto fatte alcune considerazioni :
1. porta la data del 7 maggio 2007 la lettera di dimissioni scritta dalla Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione, sig.ra Tatiana Petrazzi, di cui mai si è discusso né in sede di Giunta esecutiva né di Assemblea dell’Unione Italiana, sebbene nel frattempo siano trascorsi 9 mesi ed in merito non risulta esserci alcuna lettera ufficiale di ripensamento;
2. l’attuale Giunta esecutiva, alla sua XXIII riunione tenutasi il 20 febbraio 2008 a Fiume, inserendo seduta stante un nuovo punto all’ordine del giorno, ha approvato la delibera con la quale viene esonerato dall’incarico di membro del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT l’ingegner Donald Schiozzi e al suo posto viene nominata la Direttrice amministrativa dell’Unione Italiana, la sig.ra Orietta Marot;
3. nella proposta di delibera non viene specificata alcuna motivazione per la destituzione e nemmeno per la nomina;
4. il tutto è stato fatto all’insaputa del diretto interessato, che è venuto a sapere dell’accaduto da “La Voce del Popolo” del 21 febbraio 2008;
5. la ragione che viene riportata e stando alla quale la Giunta esecutiva è stata indotta a optare per il citato avvicendamento, ovvero la frequente assenza dell’ingegner Donald Schiozzi alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione ci risulta più valida nei confronti della dimissionaria Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione, che dopo aver rassegnato le dimissioni il 7 maggio 2007 non ha più preso parte alle sedute dell’organismo che avrebbe dovuto essere da lei presieduto;
6. per quanto riguarda il diretto interessato, l’ingegner Donald Schiozzi, va tenuto conto anche di alcune sue argomentazioni per la sua frequente assenza, e cioè : l’invito alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione e i materiali per le sedute gli venivano recapitati con uno o due giorni di anticipo; le riunioni venivano convocate non a seconda delle disponibilità dei membri del Consiglio d’Amministrazione, bensì a seconda delle disponibilità del Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, sebbene non facente parte dell’organismo; la costante presenza del Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione non può che essere interpretata come mancanza di fiducia nei membri nominati nel Consiglio d’Amministrazione dall’Assemblea dell’Unione Italiana, quale unico fondatore dell’ente; ecc.
Tenuto conto di quanto sopra, ci si chiede:
1. come mai negli ultimi nove mesi le dimissioni della Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT non sono state presentate ed esaminate dagli organi competenti?
2. come mai non si è ritenuto opportuno nominare la Direttrice dei Servizi amministrativi dell’Unione Italiana nel Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT al posto della dimissionaria Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione, constatata l’indubbia conoscenza, professionalità e capacità della sig. Orietta Marot?
3. come mai si è voluto tralasciare, non prendere in considerazione le dimissioni della Presidentessa del Consiglio d’Amministrazione e puntare sulla destituzione di un membro che non aveva rassegnato le dimissioni ovvero dell’ingegner Schiozzi senza nemmeno informarlo?
4. stando al Regolamento interno dell’Assemblea dell’Unione Italiana i soggetti che hanno facoltà di parola alle sedute dell’Assemblea sono i consiglieri (i membri dell’Assemblea) e i proponenti (i membri della Giunta esecutiva) oppure le persone dalla Giunta delegate, quindi ci si chiede come mai è stato permesso alla Direttrice dei Servizi amministrativi di prendere la parola e di formulare proposte visto che non ha la facoltà di farlo ai sensi delle regole che l’Assemblea stessa si è data?
5. non sembra assurdo il fatto che la medesima proposta (di aggiornare il punto all’ordine del giorno) quando è stata fatta da un consigliere (a cui compete farlo) non è stata accolta dai presenti  (con 16 voti favorevoli, 11 contrari e 13 astenuti), mentre quando è stata fatta dalla Direttrice dei Servizi amministrativi (a cui non competeva farlo) è stata accolta (con 37 voti favorevoli e 2 contrari) dai medesimi consiglieri presenti? vi sembra coerente e sensato?
6. non vi sembra che vi siano delle ragioni che non si vogliono dire, che si sottacciono e che riguardano l’Ente giornalistico-editoriale EDIT e per le quali si è proceduto consapevolmente a fare ciò che si è fatto, in modo incoerente, irragionevole e irrispettoso nei confronti dei consiglieri, ovvero di tutta la Comunità Nazionale Italiana?
7. e per finire, se è vero che “non ci sono dei pregiudizi nei confronti di Rovigno” e che “non si vuole marginalizzare la componente rovignese in seno all’Unione Italiana”, come mai delle 29 cariche o funzioni principali, rilevanti nell’ambito dell’Unione Italiana nessuna viene ricoperta da un appartenente alla Comunità Nazionale Italiana del Rovignese, da un rappresentante della storica Comunità degli Italiani di Rovigno? D’altro canto alcuni consiglieri dell’Assemblea e alcuni membri della Giunta esecutiva ricoprono due, cinque, dieci, venti e più incarichi, mentre per Rovigno evidentemente non vi è posto nell’ambito degli incarichi, delle funzioni dell’Unione Italiana.
L’incoerenza irresponsabile, l’unanimismo irrazionale, il protagonismo sfrenato, il cumulo di cariche, l’illimitato numero di mandati consecutivi alle medesime funzioni, la violazione delle regole che ci si è dati, sono caratteristiche sempre più evidenti e dominanti nell’ambito dell’Unione Italiana : nulla di nuovo e nulla di strano visti i “personaggi” principali della “farsa teatrale” del nostro “Bel paese” comunitario.
 
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