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La vergognosa risposta del Vicesindaco e Presidente della Comunità degli Italiani di Pola, Fabrizio Radin PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Giovedì 03 Gennaio 2008 00:00
Non possiamo fare a meno di riportare la risposta del Vicesindaco di Pola e Presidente della Comunità degli Italiani di Pola, Fabrizio Radin, all’osservazione presentata dal Presidente del Consiglio della Comunità Nazionale Italiana della Città di Pola, Ervino Quarantotto, in merito agli auguri di Capodanno espressi solo in croato dal Sindaco della Città di Pola, Boris Miletić, dal palco in piazza Foro. Citiamo la risposta riportata da “La Voce del Popolo” del 3 gennaio 2008, a pag. 10:
“Intendo esprimerLe la mia sorpresa e personale disapprovazione del modo e dei termini che ha voluto usare per sindacare su di un episodio di scarsa, se non proprio di nessuna attinenza con il rispetto autentico dei diritti della comunità nazionale italiana di Pola. Il saluto monolingue del sindaco – poche frasi di auguri per il nuovo anno – alla piazza gremita di folla, tra petardi e fuochi d’artificio, sicuramente non è sintomo di un atteggiamento irrispettoso nei confronti della nostra comunità nazionale. Pertanto, mettere in relazione le due cose è pura malafede. Personalmente, l’anno scorso ho preso la parola nella medesima occasione riuscendo a malapena a dire, nella confusione generale, un semplice “Auguri!”. Quest’anno ho inteso soprassedere, limitandomi a sottolineare con la mia presenza sul palco anche la presenza della comunità nazionale italiana che rappresento istituzionalmente in sede municipale. Sempre in merito al bilinguismo … avrà notato che il materiale di promozione del veglione di Capodanno, incluso il programma della manifestazione “Dicembre in Città”, è stato regolarmente stampato in versione bilingue. Se non lo ha notato, glielo faccio pacatamente notare, tanto per sottolineare il fatto che sul rispetto dei diritti e sulla promozione degli interessi degli appartenenti alla comunità nazionale italiana non intendo prendere lezioni da nessuno. In conclusione, signor Quarantotto, Le consiglio di rinunciare al tentativo di coinvolgere la mia persona entro la schiera di coloro che, in passato, hanno interpretato la funzione di vicesindaco di nazionalità italiana senza dimostrare sensibilità per il ruolo della nostra comunità nazionale autoctona. Questo sicuramente non è il mio caso – conclude Radin – e a suffragio di questa mia affermazione mi limiterò a sottoporle, alla prima occasione e a titolo informativo, il curricolo del più che ventennale mio impegno istituzionale a favore della comunità nazionale italiana”.
Difendere l’indifendibile, al posto di scusarsi per il mancato rispetto del bilinguismo, articolando soltanto un semplice “Auguri!”, è ciò che ha ritenuto opportuno fare colui che è chiamato a difendere, affermare e promuovere la lingua, la cultura, l’identità, l’appartenenza alla Comunità Nazionale Italiana a Pola. E mentre il fratello, deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana nonché Presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, nel negoziato con il mandatario del nuovo Governo croato tra i vari punti ha incluso l’attuazione del bilinguismo da parte degli organi statali presenti e operanti nelle autonomie locali bilingui, il Vicesindaco e Presidente della Comunità degli Italiani di Pola ritiene e vuole convincere gli altri che gli auguri monolingui hanno da ritenersi un episodio di scarsa se non nulla importanza! Al posto di intervenire in qualità di Vicesindaco per esprimere gli auguri in italiano in piazza Foro e riparare così il torto subito dagli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana presenti, ora cerca di convincerci che ha fatto bene a star zitto sul palco e che l’episodio non ha alcuna importanza e che va benissimo così. E se la pensa così uno, anzi il primo degli italiani a Pola, a noi non rimane che pacatamente affermare che la sua è una vergognosa interpretazione del bilinguismo ovvero una vergognosa risposta. In riferimento alla risposta di Fabrizio Radin non vi è stato alcun intervento dei rappresentanti dell’Unione Italiana, degli opinionisti e giornalisti de “La Voce del Popolo”, della Comunità degli Italiani di Pola, del deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato; nulla di strano, tenuto conto dei loro rapporti molto stretti, parentali e non.
 
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