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E dopo Carosello tutti a nanna PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Giovedì 27 Dicembre 2007 00:00
Tra gli innumerevoli spazi televisivi dedicati alla pubblicità al tempo di Carosello (che andava in onda verso le 21 alla tv italiana e il cui termine per i bambini comportava un vero modo di dire ovvero la frase “e dopo Carosello tutti a nanna”) vi è uno molto divertente :
Un uomo sogna di essere obeso, si sveglia ed è felice perché “La pancia non c’è più”: naturalmente perché usa l’Olio Sasso. Poi chiama Matilde, la sua governante di colore (una specie di Mamy di “Via col Vento” che parla con accento veneto!) e dice: “Matilde, la mattina l’olio Sasso, lo voglio qui, sul tavolo” (tratto da: www.scudit.net/mdtvcarosello.htm).
A tale spot pubblicitario ci associa la dichiarazione fornita per bocca di Furio Radin e cioè che “il CIPO non c’è più”, alla XIV sessione dell’Assemblea del Comitato degli Italiani all’Estero (COMITES) della circoscrizione consolare di Fiume, tenutasi a Pola il 27 dicembre 2007 (come riporta “La Voce del Popolo” del 29 dicembre 2007, pag 2).
Da ricordare che :
-il 28 febbraio 1992 a Buie, l’Assemblea dell’Unione Italiana ha approvato la costituzione del Centro per l’informatica, la programmazione dei quadri e l’orientamento professionale (CIPO s.r.l) con sede a Pola, quale progetto definito “imprenditoriale” che “avrebbe dovuto gettare le basi di una possibile futura autonomia finanziaria della minoranza”;
-il 16 luglio 2007 a Umago, l’Assemblea dell’Unione Italiana ha approvato la delibera di “trasformazione del Centro per l’informatica, la programmazione dei quadri e l’orientamento professionale di Pola, CIPO s.r.l. da società commerciale in ente non profit” (senza richiedere un Resoconto relativo all’iniziativa “CIPO s.r.l. di Pola”, incentrato sugli obiettivi raggiunti e quelli mancati, come pure sulle responsabilità in merito).
Oggi, a cinque mesi di distanza dalla seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana che ha approvato la trasformazione del CIPO da società commerciale in ente non profit veniamo a sapere dal deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana nonché dell’Unione Italiana e promotore dell’iniziativa nel 1992 che il CIPO non esiste più. Ci si chiede come mai? Le delibere dell’Assemblea dell’Unione Italiana hanno oppure non hanno alcun valore? Ci si attiene o non ci si attiene alle medesime? E se nella realtà non ci si è potuti attenere alla delibera dell’Assemblea dell’Unione Italiana non era il caso di informare in merito la stessa Assemblea dell’Unione Italiana e non l’Assemblea del COMITES, a cui interessa ben poco il CIPO? E poi, cosa è cambiato in cinque mesi a tal punto da portare all’”estinzione” del CIPO e non alla sua trasformazione come deliberato dall’Assemblea dell’Unione Italiana? Non vogliamo peccare di “cattiveria” ma non sarà che già al tempo dell’Assemblea dell’Unione Italiana di Umago alcuni esponenti sapevano che non si tratterà di trasformazione ma di “estinzione” del CIPO? Naturalmente, nascondendo ai consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana le reali condizioni in cui versa(va) il CIPO e, così facendo, prendendosi gioco dei consiglieri? Data la situazione in riferimento al CIPO, a noi non rimane che concludere con la frase: “e dopo Carosello tutti a nanna” o meglio “e dopo il CIPO tutti a sostenere ciecamente Furio Radin e Maurizio Tremul”.
 
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