Home Appunti - Bilješke Atteggiamento disdicevole del Presidente dell’Unione Italiana ovvero candidato al seggio specifico della CNI al Parlamento croato
Atteggiamento disdicevole del Presidente dell’Unione Italiana ovvero candidato al seggio specifico della CNI al Parlamento croato PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Martedì 30 Ottobre 2007 00:00
Mi è pervenuta oggi una lettera dell’Unione Italiana, a firma del Presidente dell’Assemblea, sig. Furio Radin, con la quale vengo invitato a verificare presso l’ufficio anagrafe l’inclusione sull’elenco elettorale particolare della Comunità Nazionale Italiana, in base cioè all’appartenenza nazionale dichiarata. Molto interessante l’iter con il quale si è giunti a tale lettera-invito inviata a tutti gli iscritti alle Comunità degli Italiani e, di conseguenza, iscritti all’Unione Italiana. Innanzitutto va ricordato che l’Assemblea dell’Unione Italiana, alla sua VI sessione ordinaria tenutasi il 16 luglio 2007 a Umago, tra l’altro ha deliberato che “l’Unione Italiana scriverà direttamente ai propri soci connazionali invitandoli a iscriversi nell’elenco elettorale particolare degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana” (riporta “La Voce del Popolo” del 18 luglio 2007). La proposta è stata fatta, guarda caso, da Agnese Superina e fatta propria dal Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, Furio Radin, che l’ha messa ai voti (i due personaggi concorrono oggi al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, uno in qualità di candidato “indipendente” e l’altra quale suo sostituto, nda). Importante sottolineare che la delibera di scrivere ai soci risale al 16 luglio 2007. La lettera che mi è giunta oggi, 30 ottobre 2007, è datata 2 ottobre 2007. Quindi, dall’approvazione della delibera dell’Assemblea (16 luglio 2007) alla stesura della lettera-invito (2 ottobre 2007) ci sono voluti ben 78 giorni. E dalla stesura della lettera (2 ottobre 2007) alla consegna della medesima (30 ottobre 2007) sono trascorsi altri 28 giorni. In totale, dall’approvazione della delibera dell’Assemblea dell’Unione Italiana alla consegna della lettera sono passati ben 106 giorni. Risulta difficile motivare ragionevolmente tale “efficacia”, “efficienza” da parte dell’organo massimo rappresentativo e deliberativo dell’Unione Italiana, a cui sono necessari 106 giorni per realizzare una propria delibera (e cioè di scrivere ed inoltrare una lettera!). La ragione vera di questo “tempismo” è un’altra ed è dovuta all’indizione delle elezioni parlamentari in Croazia. Il tutto è stato pianificato acciocché avvenga appunto all’incirca un mese prima delle elezioni, ben sapendo che il Presidente dell’Assemblea, firmatario della lettera, si sarebbe nuovamente (per la quinta volta consecutiva) candidato per il seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato. Insomma, la lettera è stata programmata e rientra nell’ambito della campagna elettorale del sig. Furio Radin (deputato uscente, Presidente dell’Unione Italiana e candidato “indipendente” al Parlamento croato) a spese dell’Unione Italiana. Un bel inizio di campagna elettorale (in cui il deputato uscente ha avuto modo di mandare una lettera a tutti i soci-elettori della Comunità Nazionale Italiana, facendo presente a tutti quanto gli sta a cuore l’appartenenza nazionale di ognuno di essi) pagato dalle casse dell’Unione Italiana; anche se al sig. Furio Radin, in qualità di deputato, è stato assicurato e devoluto dal Bilancio statale per la sua attività politica quadriennale l’importo di oltre 1.200.000,00 kune ovvero oltre 165.000,00 euro (accanto allo stipendio e ai vari indennizzi e forfè). Un atto, questo, che ulteriormente dimostra con quali personaggi abbiamo a che fare. Tanto paga l’Unione Italiana, il contribuente dello Stato italiano oppure quello dello Stato croato; l’importante è che non paghi il diretto interessato (per la propria candidatura di “indipendente”), ma anzi che incassi quanto più possibile. Essendo il numero degli iscritti all’Unione Italiana di oltre 30.000 persone, e disponendo dei dati che una busta viene a costare 0,50 kune e un francobollo viene a costare 2,80 kune, approssimativamente il tutto è venuto a costare all’Unione Italiana oltre 99.000,00 kune ovvero oltre 13.562,00 euro  (30.000x0,50=15.000, 30.000x2,80=84.000, 15.000+84.000=99.000,00 kune). Quanta furbizia, quanta cupidigia, con la certezza che nessuno se ne accorgerà; ma quanto misero, quanto disdicevole e soprattutto quanto disgustoso è il comportamento del solito rappresentante della Comunità Nazionale Italiana che della sua funzione ha fatto la sua professione.
In merito al contenuto della lettera ricevuta e che invita i destinatari a “verificare la propria appartenenza nazionale all’ufficio anagrafe” non possiamo che considerarla come un’offesa a tutte le persone che si sono dichiarate da sempre italiane e che di certo non hanno bisogno di simili appelli per farlo. E per concludere in bellezza, la lettera-invito non era nemmeno necessaria, dato che l’ufficio anagrafe, precedendo l’Unione Italiana, ha inoltrato gli estratti dell’elenco elettorale a tutti gli elettori-iscritti, appunto per dare la possibilità a tutti di verificare i propri dati, il che è stato fatto anche quattro anni fa prima delle elezioni politiche, e si sapeva che sarebbe stato fatto anche prima di questa consultazione elettorale parlamentare.
 
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