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L’Unione Italiana non si attiene al proprio Statuto PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Venerdì 19 Ottobre 2007 00:00
Ai sensi dell’articolo 67 dello Statuto dell’Unione Italiana, “i membri e gli iscritti all’Unione Italiana e quelli delle Comunità degli Italiani hanno diritto di essere informati in modo esauriente e completo sull’operato di tutti gli organismi previsti dallo Statuto dell’Unione Italiana” e “di prendere visione di tutti i principali atti, documenti e decisioni dell’Unione Italiana”. L’articolo 68 dello Statuto, invece, prescrive che “l’Unione Italiana pubblica un proprio Bollettino di informazione”, “la cui redazione viene nominata dall’Assemblea su proposta della Giunta esecutiva”, che “la Giunta esecutiva predispone gli strumenti, i mezzi ed i presupposti necessari alla stampa del Bollettino” e che “il responsabile legale dell’edizione è il Presidente della Giunta esecutiva”.
Tenuto conto di quanto sopra riportato, possiamo constatare che gli atti approvati dall’Assemblea dell’Unione Italiana alle sue varie sedute (a partire dal 12 luglio 2006 ad oggi) non sono stati mai pubblicati sul “Bollettino ufficiale dell’Unione Italiana” (sebbene ciò venga prescritto da una norma statutaria a cui ci si dovrebbe attenere), dato che l’ultimo numero del “Bollettino ufficiale” è uscito dalle stampe alla fine del mandato precedente (2002-2006) e cioè nel mese di maggio del 2006. Gli atti dell’Assemblea dell’Unione Italiana (a partire dal 12 luglio 2006) e della Giunta esecutiva (a partire dal 16 ottobre 2006) vengono pubblicati soltanto sul sito del CIPO di Pola (www.cipo.hr). Non tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana dispongono di un computer per poter consultare il sito internet del CIPO, e l’attuale dirigenza dell’Unione Italiana, non pubblicando sul proprio Bollettino di informazione gli atti che approva, non si attiene al proprio Statuto ed in tal modo non permette ai membri e agli iscritti all’Unione Italiana e a quelli delle Comunità degli Italiani “di essere informati in modo esauriente e completo sull’operato degli organi dell’Unione Italiana”, come pure non permette ai medesimi “di prendere visione di tutti i principali atti, documenti e decisioni dell’Unione Italiana”. L’informazione, e quindi la trasparenza dell’operato, sta alla base di un sistema democratico. Non rispettando il proprio Statuto, non fornendo le dovute informazioni e non assicurando la necessaria trasparenza, ancora una volta, i soliti rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana, che della loro funzione hanno fatto la loro professione, stanno dimostrando che per loro valgono le “loro” regole e che possono fare “eccezioni a tutte le regole”, a seconda della loro convenienza del momento. Che c’è di nuovo nel nostro “Bel Paese”? Niente di nuovo sotto il sole, come avvertiva l’Ecclesiaste.
 
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