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L’Unione Italiana misconosciuta dalla Slovenia da parecchi anni, non da oggi PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Venerdì 30 Marzo 2007 00:00
L’incontro tra una delegazione del Governo sloveno, guidata dal premier Janez Janša, e della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia, rappresentata da Flavio Forlani, presidente della CAN costiera, dai presidenti delle CAN comunali, Silvano Sau (Isola), Alberto Scheriani (Capodistria) e Bruno Fonda (Pirano), nonché dal deputato Roberto Battelli, tenutosi il 20 marzo 2007 a Capodistria, ha lasciato uno strascico negativo in quanto della delegazione della CNI non hanno fatto parte o meglio sono stati esclusi  Maurizio Tremul, Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana e Antonio Rocco, responsabile dei programmi italiani della RTV di Capodistria.  Sono seguite denunce pubbliche (attacco all’unitarietà della CNI, esclusione dell’UI, precedente che toglie soggettività alla nostra minoranza, ecc.) e prese di posizione da parte di Furio Radin, Roberto Battelli, Claudio Moscarda, Aljoša Curavić, Flavio Forlani, Franco Juri, ecc. Non possiamo che meravigliarci per il fatto che tutti si stupiscono per una situazione che non ha generato clamore nell’ultimo decennio sebbene risaputa da tutti i soggetti coinvolti. E’ un “dato di fatto” che il Governo sloveno e i suoi vari Ministeri non hanno mai invitato ufficialmente i rappresentanti dell’Unione Italiana di Fiume, ma nemmeno quelli dell’Unione Italiana con sede a Capodistria (almeno stando alle informazioni di cui dispongo), ai vari incontri avvenuti successivamente alla registrazione dell’UI in Slovenia. A tali incontri ufficiali venivano e vengono sempre invitate le CAN, le CI, le Scuole Italiane. E’ un altro “dato di fatto” che a tali incontri prendeva sempre parte anche Maurizio Tremul, ma non in qualità di rappresentante dell’Unione Italiana bensì in qualità di Vicepresidente della CAN costiera (o di membro del Comitato per i programmi italiani della RTV di Capodistria o di membro del Consiglio della RTV di Slovenia o di altro). Purtroppo, in seguito a tali incontri ufficiali sulla stampa veniva riportato che egli era presente in qualità di rappresentante della CAN e dell’UI (tralasciando le innumerevoli altre funzioni in quanto soltanto l’elencazione avrebbe richiesto molto spazio sui mezzi d’informazione), il che naturalmente non corrispondeva alla realtà dei fatti e forniva una disinformazione, un’immagine distorta ai lettori-connazionali. Oggi che Maurizio Tremul non ricopre più alcuna carica nelle CAN (in quanto “escluso” dal proprio elettorato, anche se testardamente continua a ricoprirne molte altre) e non viene invitato agli incontri ufficiali con gli organi del Governo sloveno, soltanto per il fatto di non esservi presente, ha alzato “un polverone” ed aizzato tutti a fare un “casino”, invocando l’unitarietà e la soggettività della CNI, da lui consapevolmente dimenticata negli anni precedenti, perché bene o male onnipresente a tutti gli incontri. Quindi, alla domanda come mai ciò non veniva denunciato prima, possiamo rispondere che ciò era dovuto soltanto al fatto perché egli presenziava, prendeva parte a tali riunioni, indipendentemente dalla forma (dall’invito), che è anche sostanza (e prima o poi fuoriesce nella realtà). Il problema grave, anzi gravissimo, di esclusione e di non riconoscimento della soggettività e dell’unitarietà della CNI da parte degli organi statali sloveni non è apparso oggi, ora, ma è presente da anni e confermato innumerevoli volte nei fatti, nella realtà. Adesso il caso è scoppiato soltanto perché la singola persona si vede esclusa, non è presente, che per un “tuttologo” è inconcepibile, inaccettabile. Immagino la sofferenza personale del soggetto in questione, ma sulle sue spalle grava anche la responsabilità di non aver fatto nulla in tutti questi anni per denunciare il grave misconoscimento e la totale esclusione dell’Unione Italiana in Slovenia, quale rappresentante della medesima per ben 16 anni.
 
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