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Alcuni “mali” dell’Unione Italiana, ossia della Comunità Nazionale Italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Giovedì 11 Giugno 2009 00:00
A distanza di tre anni esatti dalle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dell’Unione Italiana (tenutesi l’11 giugno 2006) e per non dimenticare, riteniamo utile rilevare che la situazione dell’Unione Italiana, ossia della Comunità Nazionale Italiana è contraddistinta da:
-un sistema elettorale (immutato in questi ultimi 18 anni) che dà pressoché inevitabilmente elezioni senza veri vincitori, ossia non permette di stabilire ad elezioni avvenute la maggioranza che ha vinto e con quale programma (grazie al consenso della maggioranza degli elettori), e chi ha perso;
-un sistema elettorale che comporta un risultato in seno all’Assemblea dell’Unione Italiana senza posizione e opposizione, che si creano “ad hoc” dipendentemente dalle necessità e dagli interessi del momento, generali o particolari;
-un sistema elettorale che mantiene e rinforza la frammentazione individuale che si crea e che non può che affliggere l’Assemblea;
-un sistema elettorale maggioritario che consente i candidati unici, dunque un sistema prefabbricato e truffaldino, perché così fatto inficia la stessa ragion d’essere di una elezione;
-un sistema elettorale che si può definire un “maggioritarismo consociativo”, che tra l’altro può propiziare un sistema di collusioni e di omertà clientelare, assicurando la pace interna scialando e contentando un po’ tutti, con la spartizione e lottizzazione di tutto, soprattutto a coloro che del “gioco” fanno parte;
-un sistema elettorale dell’Unione Italiana in funzione dell’“oligarchia” dominante, che di certo non rispecchia i principi e i criteri prescritti ed attuati in un sistema che si definisce democratico, ma che viola l’essenza stessa di un sistema democratico come sistema pluralista e di pluralismo competitivo;
-un sistema elettorale che, indipendentemente dal consenso elettorale conseguito (e sebbene negli ultimi anni dimezzato ed esiguo), permette ad alcuni “personaggi” di continuare imperterriti a rappresentare la Comunità Nazionale Italiana, riuscendo sempre a farsi eleggere (dall’Assemblea, e non dall’elettorato) e a padroneggiare (basti ricordare che alle ultime elezioni nell’ambito dell’Unione Italiana, tenutesi nel 2006, su un totale di 34.550 iscritti nell’elenco elettorale, ovvero su un totale di 11.270 votanti, grazie al sistema elettorale in vigore: il sig. Maurizio Tremul, che oggi ricopre la funzione di presidente della Giunta esecutiva, ha ottenuto 165 voti; il sig. Furio Radin, che oggi ricopre la funzione di Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, ha ottenuto 751 voti; il sig. Roberto Battelli, che oggi ricopre la funzione di Vicepresidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, ha ottenuto una quarantina di voti); e, di conseguenza, le elezioni non hanno un senso nell’ambito dell’Unione Italiana;
-un sistema elettorale finto, che non ha senso, non riguarda la democrazia;
-dei massimi rappresentanti dell’Unione Italiana che non vengono eletti dalla maggioranza degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana, ma da coloro che vengono eletti in Assemblea, in seno alla quale, stando ai regolamenti, facendo il “gioco delle tre carte” alcuni si sono assicurati una professione e non una funzione a termine; quindi, un sistema elettorale che ha costituito formidabili poteri e potentissimi interessi di “autoconservazione”;
-un’illimitata investitura alle cariche dirigenziali, e tale permanente e infinita investitura degli stessi “personaggi” non dimostra una forza ma sicuramente una debolezza dell’Unione Italiana, ossia della Comunità Nazionale Italiana, che comporta necessariamente la sclerotizzazione, la distorsione potenziale di coloro che ricoprono per più di due mandati lo stesso incarico (basti ricordare che: il sig. Furio Radin ricopre la funzione di deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato dal 1992 ad oggi; il sig. Roberto Battelli ricopre la funzione di deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento sloveno dal 1990 ad oggi; il sig. Maurizio Tremul ricopre la funzione di presidente dell’Unione Italiana dal 1991 ad oggi);
-una concentrazione di poteri senza precedenti, un accumulo di funzioni, cariche, responsabilità in poche mani (basta ricordare che attualmente: il sig. Furio Radin ricopre 12 funzioni, il sig. Roberto Battelli ricopre 15 funzioni, il sig. Maurizio Tremul ricopre 22 funzioni, il vertice dirigenziale dell’Unione Italiana composto da 13 persone ricopre oltre 140 funzioni; alla stregua dei massimi dirigenti, il cumulo di cariche viene poi praticato da altri connazionali calati nelle loro realtà locali, e basta ricordare il sig. Sandro Kravanja che ricopre 16 funzioni, la sig.na Martina Gamboz che ricopre 10 funzioni, ecc.);
-una politica del piccolo cabotaggio individuale degli opportunisti; una politica corporativa, un consociativismo deteriore, e cioè la prassi della collusione, delle omertà reciproche, degli accordi spartitori, che nelle ripartizioni dei mezzi finanziari porta a dei “pastrocchi“ di contentini per tutti;
-dei rapporti dentro l’Unione che sono guidati dalla furbizia o dall’opportunismo più che da uno spirito di onesta collaborazione;
-un’indisponibilità assoluta al rinnovamento culturale e al ricambio generazionale;
-dei mass media (Radio e TV Capodistria, Radio Fiume, Radio Pola, “La Voce del Popolo”, “Panorama”, ecc.) che al posto di assumersi la loro responsabilità (perché sono soprattutto i messaggi e le valutazioni che sul lavoro dei rappresentanti danno la radio, la televisione e la carta stampata a coagulare il consenso o il dissenso di larga parte del corpo elettorale), assecondano, funzionano da megafoni dei rappresentanti, che della loro funzione hanno fatto la loro professione;
-numerose irregolarità presenti nell’ambito del lavoro e del comportamento dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana (basta ricordare che: le sessioni ordinarie dell’Assemblea dell’Unione Italiana non vengono convocate, come di regola, ogni tre mesi, ma meno male che si convocano non meno di due volte l’anno; la pubblicazione del proprio Bollettino di informazione avviene in evidente ritardo; la Presidenza dei lavori dell’Assemblea dell’Unione Italiana è inesistente; le Commissioni assembleari, che dovrebbero riunirsi prima delle sedute dell’Assemblea per esaminare, esprimere il proprio parere ed approvare le varie proposte di delibera, decisione, conclusione inviate all’Assemblea, di regola non si riuniscono e quindi non si capisce che ci stanno a fare; gli Attivi consultivi sembrano inesistenti, eccetto quello delle Comunità degli Italiani e quello delle Scuole, che si convocano annualmente per ripartire i mezzi finanziari destinati alle loro attività; l’Assemblea approva determinati atti e poi li viola consapevolmente, coscientemente – in merito basta ricordare il caso CIPO s.r.l. di Pola, ma ci sono anche altri casi; ecc.);
-promesse fatte e mai mantenute, vane speranze, impegni che si assumono e che vengono regolarmente disattesi, iniziative e progetti che vengono proposti ma non realizzati.
Insomma, ci sarebbero molte altre considerazioni da fare, ma tanto basta e avanza (essendoci di tutto e di più).
Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Giugno 2009 22:14
 
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