Home Appunti - Bilješke La Giunta esecutiva dell’Unione Italiana si sta rendendo sempre più ridicola
La Giunta esecutiva dell’Unione Italiana si sta rendendo sempre più ridicola PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Martedì 15 Settembre 2009 00:00
Il 14 settembre 2009 si è tenuta a Fiume la quinta riunione “urgente” della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Prima di riportare qualche riflessione in merito al contenuto della specifica riunione, ci permettiamo di spendere qualche parola sulle riunioni in generale della Giunta esecutiva. Stando agli atti fondamentali dell’Unione Italiana, le riunioni della Giunta esecutiva possono essere di carattere “ordinario” o “urgente”. Dal sito internet dell’Unione Italiana, e specificatamente dai Verbali delle riunioni della Giunta esecutiva riportati on-line scaturisce che vengono convocate e, quindi, esistono riunioni della Giunta esecutiva di carattere “ordinario”, “urgente”, “straordinario” (sic!), “preparatorio” (sic!), “per corrispondenza” (sic! sic!), e noi ci permettiamo di aggiungere anche di carattere “semi-ordinario o parzialmente telefoniche” (sic! sic! sic!), o meglio ancora “illegali” (come la XXXVIII seduta tenutasi a Rovigno il 16 febbraio 2009, all’inizio della quale, il presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, dopo aver salutato i presenti, ha constatato la presenza di 5 membri -4 presenti in sala e 1 in collegamento telefonico, vista l’importanza dei punti da svolgere-, ossia la maggioranza necessaria ad emanare delibere legalmente valide, sic! sic! sic!). Come non riportare questo particolare che rende l’idea di come funziona la massima organizzazione degli Italiani in Croazia e Slovenia, ossia il suo massimo organo esecutivo? E come sottacere che spesso ci si richiama ad una Presidenza della Giunta esecutiva che statutariamente non esiste? Ad alcuni “personaggi” l’inventiva e la fantasia di certo non mancano e poco importa attenersi alle regole in vigore; il tutto non può che farci sorridere, ma trattasi di un sorriso molto amaro visto che, appunto, grazie a “personaggi” di tal genere la Comunità Nazionale Italiana sta andando piano a piano alla “deriva”.
Ritornando alla riunione di Fiume, come riporta “La Voce del Popolo” del 15 settembre 2009, nell’articolo “L’UI fa il punto sulla tassa anticrisi. Rivolta l’attenzione al rispetto del principio dell’unitarietà della CNI”, l’attenzione dei componenti dell’esecutivo dell’Unione Italiana “è stata  rivolta alla tassa anticrisi che dal primo agosto scorso grava in Croazia su tutte le entrate superiori alle 3.000,00 kune mensili. La questione da risolvere era quindi quella dell’atteggiamento che a tale proposito deve assumere la massima organizzazione rappresentativa della comunità nazionale, ovvero di come applicarla nei confronti dei connazionali, nonché delle istituzioni e delle scuole della CNI per quanto attiene ai pagamenti effettuati dall’Unione Italiana. Il tutto tenendo conto di due fattori, il primo che il regolamento dell’UI prevede pagamenti al netto, e che la soluzione deve essere in sintonia con la legge in vigore e il secondo che la soluzione individuata non sia discriminatoria nei confronti dei connazionali che risiedono in Croazia rispetto a quelli che vivono in Slovenia nel pieno rispetto del principio di unitarietà. È stato deciso pertanto che, relativamente ai finanziamenti dell’Unione Italiana per quanto attiene le attività delle Comunità degli Italiani, delle scuole dell’etnia e delle istituzioni della CNI sul territorio croato finanziate in ambito della collaborazione UI-UPT, il costo della tassa anticrisi sarà a carico dell’Istituzione solo nei casi in cui è stato approvato l’importo al netto. L’istituzione a sua volta sarà rimborsata dall’UI attingendo ai mezzi finanziari annualmente devoluti dall’Italia in favore della comunità nazionale italiana. Per quanto concerne i pagamenti al lordo la rispettiva tassa anticrisi è a carico della persona interessata. Definita infine anche una sezione rappresentata dai pagamenti che scaturiscono dall’ex legge 19/91: in questo caso le attività finanziate in applicazione dei contratti stipulati dall’UI con le CI, le scuole e le istituzioni della CNI in attuazione delle convenzioni MAE-UI considerato che l’importo massimo contrattuale non può essere superato, dovranno prevedere che i costi della tassa anticrisi vadano a carico dell’interessato”. In riferimento alla “vergognosa” tassa anticrisi, con la quale il Governo e la maggioranza al potere in Croazia si sono permessi di mettere le loro “sporche mani” (che hanno portato il paese sull’orlo del collasso economico) nelle tasche ormai quasi vuote dei loro concittadini, la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana non ha proferito alcuna parola di denuncia. Poverini, non lo possono mica fare, dato che la “vergognosa” tassa è stata peraltro votata/sostenuta anche dal deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato nonchè presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin. Quindi, la Giunta esecutiva si è riunita d’urgenza non per prendere una posizione chiara sulla tassa, ma per applicarla senza “batter ciglio”, e come ormai sempre più spesso avviene, approvando delle conclusioni che non sono in armonia con le disposizioni di legge. Infatti, in Croazia, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, non è ammesso alcun tipo di atto/contratto che contempli dei pagamenti al netto, ma soltanto al lordo, ma per l’Unione Italiana ciò poco importa, anzi tale differenza è stata adottata quale criterio base per definire chi dovrà assumersi l’onere del pagamento della tassa anticrisi (qualora trattasi di atti/contratti che definiscono i pagamenti al netto saranno le istituzioni a pagare la tassa, mentre nei casi in cui trattasi di atti/contratti che contemplano pagamenti al lordo saranno le singole persone a doverlo fare).
 
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