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Cenacolo versus Giunta esecutiva dell’Unione Italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Martedì 27 Ottobre 2009 00:00
Su “La Voce del Popolo” del 24 ottobre 2009 abbiamo avuto modo di leggere l’intervista del giornalista Gianfranco Miksa a Martina Gamboz (dal titolo “Cenacolo degli operatori culturali CNI, il meccanismo dell’UI frena l’attività. Martina Gamboz riassume il suo primo anno da presidente dell’organismo”), in seguito alla quale c’è stata una reazione (con una lettera in redazione, “Il titolo è fuorviante”) a firma della Gamboz e una risposta in merito sottoscritta dal caporedattore Errol Superina in data 27 ottobre 2009. In riferimento al Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana, va ricordato che la Presidenza del Cenacolo (che conta 7 membri) è stata eletta da una sua Assemblea straordinaria, tenutasi il 3 marzo 2008 a Fiume, alla quale hanno partecipato 16-17 membri su un totale di 170 soci (ossia circa il 10% del totale dei suoi membri). Insomma, una famiglia allargata di 16-17 persone, che potrebbe fare una “cena familiare” più che un “cenacolo” di intellettuali, ha eletto tra di loro i 7 membri della Presidenza; il che di certo non rappresenta un bell’esempio di “democrazia” nell’ambito del Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana, ovvero di coloro che dovrebbero rappresentare la “coscienza intellettuale”, la “coscienza critica” della Comunità Nazionale Italiana. Quindi, trattasi di una Presidenza illegittima, in quanto eletta da un’Assemblea non legittimata a farlo (constatato il numero dei membri presenti). Ma, tralasciando queste particolarità, ritorniamo all’intervista. In sintesi, la presidentessa del Cenacolo, ossia la rappresentante di 16-17 persone:
-ha dichiarato che “l’obiettivo principale che ci siamo posti come Presidenza è stato quello di riconoscere occasioni d’incontro e confronto, tramite le quali presentare il proprio lavoro ai connazionali, ma anche al più vasto pubblico in Croazia, Slovenia e Italia”;
-tra le principali iniziative portate a termine, ha ricordato “la partecipazione dello scorso anno alla Fiera d’arte di Reggio Emilia, una delle più importanti manifestazioni legate alle arti visive in Italia” e che “la mostra ha avuto un ottimo successo di pubblico e critica, tanto da proseguire il percorso espositivo a Muggia, dove nella moderna struttura del Museo Carrà e nella sala Negrisin è stata inserita nella collettiva ‘Incontri’, organizzata dal Comune di Muggia in collaborazione con l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste”;
-tra le attività più importanti, ha ricordato la partecipazione “dell’instancabile scrittore e già presidente del cenacolo, Giacomo Scotti, a serate letterarie e tavole rotonde, come l’appuntamento di Caorle, presso Venezia, a maggio, dove si è svolto un convegno per l’istituzione della giornata ‘Poeti dei paesi e delle Regioni dell’Alpe Adria”;
-ha ribadito che “ogni lavoro associativo potrebbe sempre avere risultati maggiori” e che il suo “più grande rammarico riguarda il ritardo subito nella pubblicazione dell’antologia degli autori della Comunità Nazionale Italiana, fortemente voluta da Giacomo Scotti”;
-ha dichiarato che “il Cenacolo opera come un’associazione, ma in realtà non ha una sua autonomia giuridica, è inserito nelle attività del settore Cultura della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana e ogni attività realizzata e organizzata si basa, come quella di tutte le associazioni, sul volontariato”, che “il lavoro del Cenacolo è legato alle procedure esecutive e amministrative dell’Unione Italiana, quindi l’operato è complesso”, che “non è stato possibile realizzare per ragioni tecnico-amministrative” la partecipazione con uno stand alla Fiera di Rovigno MMC, come pure alla Fiera di Verona, ma che personalmente si ritiene “molto soddisfatta del lavoro della Presidenza del Cenacolo, dell’interesse dimostrato dai membri alle convocazioni delle riunioni e all’aiuto dimostratomi durate i dubbi del percorso lavorativo” e che “la sfida è riuscire a tradurre in azioni concrete e fruibili le progettualità del Cenacolo”;
-ha affermato che per la prima volta durante il suo mandato “è stata inviata a tutti i soci una comunicazione, in cui sono stati informati nuovamente dell’esistenza del Cenacolo, invitati alla collaborazione e alla partecipazione alle attività”, che “alcuni riscontri ci sono stati, vuoi perché alcuni giornalisti hanno chiesto di essere cancellati dall’elenco dei soci, o altri che hanno chiesto informazioni in merito all’attività”, come pure di non sapere “quale possa essere il grado di soddisfazione dei soci”, ma che quello che può proporre è di partecipare attivamente al programma che hanno ancora da realizzare nel 2009, iniziando con l’invito a mandare delle mail al Cenacolo, con eventuali suggerimenti e magari venire a Pirano, dove quest’anno ci sarà una serata dedicata alla creatività giovanile: con essa desiderano ristabilire un contatto con tutti coloro che operano nelle nostre regioni e di cui magari non si hanno informazioni.
Concretamente, stando all’intervista, si può desumere che il Cenacolo, in un anno e mezzo, è riuscito a realizzare la partecipazione a due mostre e ad alcune serate letterarie e tavole rotonde, mentre non è riuscito a realizzare la partecipazione a due Fiere e la pubblicazione dell’antologia degli autori della Comunità Nazionale Italiana. L’attività svolta dal Cenacolo ci sembra alquanto deludente: troppo poco! Le ragioni della mancata realizzazione di alcuni progetti del Cenacolo, sostiene la Gamboz, sono dovute alle procedure esecutive e amministrative dell’Unione Italiana, dato che il Cenacolo non ha una sua autonomia giuridica ed è inserito nelle attività del settore Cultura della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Ci dispiace sentitamente dover leggere dichiarazioni del genere, essendo risaputa l’ottima “collaborazione” tra la Gamboz e il responsabile del settore Cultura della Giunta esecutiva. Ed è appunto confidando nella loro reciproca “collaborazione” che siamo certi che ogni ostacolo, procedura, incomprensione verrano risolti in modo adeguato, soddisfacente, nell’interesse generale e particolare del caso. E in seguito, al fine di derimere le questioni e le tensioni in atto, la Presidenza del Cenacolo e la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana potrebbero organizzare un bel banchetto, o meglio ancora un simposio (che era un momento fondamentale della vita sociale greca, in cui persone della stessa estrazione si riunivano in un determinato momento con lo scopo di scambiarsi idee ed opinioni riguardo a vari argomenti, ed un luogo di riflessione dove si cercava di comprendere meglio le pratiche sociali della propria civiltà, dove si sviluppava la memoria collettiva, poetica e visiva, cioè l’identità culturale, accompagnando le discussioni con cibo, vino e testi).

 
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