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L’Assemblea dell’Unione Italiana ridotta ad un “votificio”, defraudata delle proprie competenze e noncurante della violazione dello Statuto e della Legge PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Mercoledì 28 Ottobre 2009 00:00
L’Assemblea dell’Unione Italiana, nel corso della sua XII sessione ordinaria, tenutasi il 26 ottobre 2009 a Fiume, ha approvato la “Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi della Legge 193/04 (prorogata dalla Legge 296/2006) a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2009 e Utilizzo e ridestinazione degli avanzi contrattuali, degli interessi maturati, dei mezzi inutilizzati, dei progetti decaduti e dei contratti rescissi a valere sulla Legge 19/91 e successive estensioni e modificazioni al 31 dicembre 2008” (qui di seguito: Programmazione). La Delibera con la quale è stata accolta la Programmazione è entrata in vigore il giorno della sua approvazione. Approvando un atto del genere, l’Assemblea dell’Unione Italiana ha violato gli articoli 22 e 23 dello Statuto dell’Unione Italiana.
L’articolo 22 dello Statuto dell’Unione Italiana prescrive che:
“L’Assemblea è il massimo organo rappresentativo e deliberativo dell’Unione. Traccia le direttrici fondamentali di tutta l’attività, stabilisce i programmi, approva le conclusioni generali, nomina ed elegge gli organi direttivi e statutari, ne controlla l’attività, ispira l’azione di tutte le strutture, degli organismi operativi, delle istituzioni dell’Unione e degli enti ad essa associati”.
L’articolo 23 dello Statuto prescrive che:
“L’Assemblea approva in particolare:
-l’indirizzo programmatico fondamentale dell’Unione;
-i lineamenti programmatici ed i piani di attività dei singoli settori e conferma i progetti proposti da tutti i suoi organi istituzionali ed operativi;
-lo Statuto e le relative modifiche ed integrazioni;
-il programma operativo annuale;
-il Bilancio di previsione ed il Conto consuntivo;
-il Regolamento elettorale dell'Unione e il Regolamento di procedura dell’Assemblea;
-tutte le decisioni, le conclusioni, gli indirizzi, i documenti e gli altri atti che interessino la vita, l’organizzazione, la gestione, la programmazione e lo sviluppo generale dell’Unione;
-le delibere per l’indizione di referendum e le rispettive norme particolari per la loro attuazione”.
Ai sensi degli articoli citati, l’Assemblea avrebbe dovuto stabilire la Programmazione, invece è successo che la Programmazione, dopo essere stata approvata soltanto dalla Giunta esecutiva, è stata resa operativa con la sottoscrizione delle Convenzioni tra il Ministero degli Affari Esteri Italiano e l’Unione Italiana e tra il Ministero degli Affari Esteri Italiano e l’Università Popolare di Trieste, avvenuta il 31 luglio 2009 a Roma (“La Voce del Popolo” del 1° agosto 2009, “Numerosi gli interventi previsti a favore della CNI. Firmate le Convenzioni MAE-UI e MAE-UPT”).
In merito a quanto riportato sopra:
-l’Assemblea dell’Unione Italiana avrebbe dovuto approvare la Programmazione prima della sottoscrizione delle Convenzioni presso il Ministero degli Affari Esteri Italiano, e il tempo necessario per farlo c’era (anche perché le ultime sedute dell’Assemblea sono state convocate a distanza di 8 mesi, ossia la penultima si è tenuta il 23 febbraio 2009 a Buie e l’ultima il 26 ottobre 2009 a Fiume);
-oppure, costatato che per la prima volta le Convenzioni erano state firmate senza che la Programmazione sia stata precedentemente approvata dall’Assemblea dell’Unione Italiana, l’Assemblea avrebbe dovuto approvare una delibera di ratifica della Programmazione accolta dalla Giunta esecutiva, il che oltre a rappresentare una prescrizione formale assume anche una valenza sostanziale (di contenuto, relativo alla ripartizione di complessivi 5.088.760,81 euro!), ossia denoterebbe l’effettiva responsabilità della Giunta esecutiva per la distribuzione approvata;
-invece, facendo cioè che si è fatto, il vertice dell’Unione Italiana dapprima ha ripartito gli oltre 5 milioni di euro (attraverso la Giunta esecutiva, a proprio piacimento) e sottoscritto le Convenzioni a Roma in modo illegittimo (senza l’approvazione del massimo organo deliberativo e rappresentativo, ovvero defraudando l’Assemblea della propria competenza) e successivamente, come se nulla fosse accaduto, ha coinvolto l’Assemblea a posteriori, facendole approvare non una ratifica (di ciò che la Giunta aveva stabilito da sola) ma una delibera di approvazione come se l’Assemblea fosse propositiva e deliberativa dell’atto.
Come già più volte segnalato, anche in questo caso i vertici dell’Unione Italiana hanno dimostrato quanto ci tengono all’Assemblea, defraudandola delle proprie competenze (ovvero infischiandosene altamente) e usandola a posteriori soltanto per ratificare le loro decisioni (ossia per copertura).
Ma ciò non è tutto. Nella Programmazione, appena approvata, vengono assicurati 149.973,11 euro (al lordo) per i lavori di ristrutturazione e manutenzione della sede dell’Università Popolare di Trieste. Va ricordato inoltre che nella Programmazione per il 2008 sono stati assicurati 149.372,00 euro per il completamento del Museo dell’esodo a favore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata di Trieste. Ambedue gli interventi sono in contrasto con la disposizione della Legge ai sensi della quale vengono assicurati tali mezzi finanziari. A tal proposito, il comma 2 dell’articolo 14 della Legge 9 gennaio 1991, n. 19 - Norme per lo sviluppo delle attività economiche e della cooperazione internazionale della regione Friuli-Venezia Giulia, della provincia di Belluno e delle aree limitrofe, recita:
“2. In attesa dell’approvazione di una legge per gli interventi a favore delle popolazioni italiane in Jugoslavia, è autorizzata la spesa di lire 12 miliardi per il periodo 1991-1993, in ragione di lire 4 miliardi per ciascun anno, da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, per le attività in favore della minoranza italiana in Jugoslavia, da svolgersi anche in collaborazione con la regione Friuli-Venezia Giulia e con altre istituzioni ed enti”.
La finalità dei mezzi finanziari è ben specificata nella Legge 19/91 che, successivamente, è stata più volte prorogata e rifinanziata, e cioè “per le attività in favore della minoranza italiana”. È un dato di fatto che gli interventi relativi ai lavori di ristrutturazione e manutenzione della sede dell’Università Popolare di Trieste e al completamento del Museo dell’esodo non sono e non possono essere definiti come interventi per le attività in favore della minoranza italiana in Croazia e Slovenia. In tale contesto, l’Assemblea dell’Unione Italiana si è resa compartecipe e corresponsabile di una violazione della Legge 9 gennaio 1991, n. 19.
Riteniamo che sia debilitante registrare, ormai sempre più spesso, le violazioni o le mancanze formali e sostanziali in seno all’Unione Italiana, e per di più constatare che un’Assemblea di 75 membri non sia capace di reagire per porre fine a questi comportamenti disdicevoli, vergognosi dei soliti “personaggi” che della loro funzione hanno fatto la loro professione.
Ormai, l’Assemblea dell’Unione Italiana è stata ridotta ad un intralcio, a notaio, ad organo di ratifica, a “votificio” dei desiderata dei soliti “personaggi” (che mostrano insofferenza verso coloro che la pensano diversamente), messa ai margini del potere decisionale e, purtroppo, sta dimostrando anche di non tenere alla propria dignità.
Siamo più che convinti di aver fatto molto bene a non voler nemmeno presenziare (per non essere compartecipi e corresponsabili) alle sedute di una tale Assemblea, e ci rincuora il fatto che con il tempo anche altri se ne stanno accorgendo e decidono di abbandonarla (Gianclaudio Pellizzer, Uggeri Vladimiro, Paolo Demarin).

 
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