Home Appunti - Bilješke L’Unione Italiana non ha mai avuto una dirigenza così scarsa (di Gianclaudio Pellizzer)
L’Unione Italiana non ha mai avuto una dirigenza così scarsa (di Gianclaudio Pellizzer) PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianclaudio Pellizzer   
Mercoledì 18 Novembre 2009 15:50
Leggendo l’articolo apparso su “La Voce del Popolo” il giorno dopo la mancata Assemblea dell’Unione Italiana, e precisamente il giorno martedì 17 novembre 2009, colgo già nel titolo (“L’assenza di tre soli consiglieri fa saltare l’Assemblea dell’Unione Italiana”) una certa ipocrisia nonostante il dato sia esatto. Lo trovo ipocrita nel senso che è vero che mancavano 3 consiglieri per il quorum, ma in effetti ne mancavano all’appello circa 35 e l’ipocrisia sta appunto nel fatto che si enfatizzano i 3 e non invece i 35 consiglieri mancanti, nonché il problema preoccupante dell’assenteismo, la mancanza di interesse da parte dei consiglieri ad essere attivi in seno all’Assemblea, eccetto i pochi che molte volte passano in minoranza durante le votazioni.
Le cause dell’assenteismo, e in genere dello stato delle cose in seno all’Assemblea, secondo il mio modesto punto di vista sono molteplici, ne elencherò solo alcune:
1. Le sedute dell’Assemblea vengono convocate di rado, da quando al vertice dell’Unione ci sono questi dirigenti; i consiglieri vengono chiamati “a decidere” 3 volte all’anno, e bisogna dire che la terza seduta dell’Assemblea viene quasi sempre convocata in extremis oramai a fine anno; praticamente, il periodo che intercorre tra una convocazione e l’altra è superiore ai 5 mesi e ciò comporta uno sfibramento tra le file dei consiglieri, una mancanza di partecipazione attiva, di fiducia, di importanza del ruolo che ricoprono, una mancanza di informazione, un mettere con le spalle al muro per le decisioni che DEVONO venir prese perché si è a fine anno e quindi si riceve un pacco di carte il cui peso è di alcuni chilogrammi, nonostante le reiterate richieste dei consiglieri a convocare le sedute più spesso (come prescritto dallo Statuto ogni 3 mesi).
2. I consiglieri spesso vengono chiamati a decidere a fatto compiuto, trattasi quasi sempre di finanziamenti (vedi, da ultimo, il finanziamento del Museo degli esuli di Trieste) o di decisioni politiche (vedi, l’appoggio al Governo HDZ di Sanader oppure la costituzione della Comunità degli Italiani di Zagabria, in barba all’autoctonia alla quale si rifà lo statuto dell’Unione Italiana).
3. Un’Assemblea dell’Unione Italiana ridotta ad un intralcio, a notaio, ad organo di ratifica, a “votificio” dei desiderata dei soliti “dirigenti” che dimostrano insofferenza verso coloro che la pensano diversamente.
4. Alla scarsa preparazione e alle improvvisazioni del presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana che, sinceramente, sono inquietanti, ossia sembra di assistere alla lezione di un professore che, ahimè, ha davanti a sé una miriade di scolari ignoranti. Invece di essere “primus inter pares” vuol essere soltanto “primus” e basta.
5. Si assiste a un canale privilegiato di finanziamenti a favore della nostra componente slovena (sì ai finanziamenti, ma basati su criteri di priorità) nonostante ci siano impellenti necessità di risolvere problemi nelle Comunità e istituzioni della Comunità Nazionale Italiana in Croazia. In tale contesto, ci chiediamo: quale interesse può essere più grande dell’acquisto di una parte di Palazzo Modello a Fiume, dove la nostra Comunità più importante non è proprietaria della sua sede???
6. Si nota la mancanza di volontà di aggiornare lo Statuto dell’Unione Italiana, ormai obsoleto.
7. Si nota l’ormai ridicola prassi di esser presenti su “La Voce del Popolo” con articoli su ciò che si fa o che è stato fatto sempre in prossimità delle sedute dell’Assemblea o di elezioni.
8. La scontentezza dei consiglieri, che si vedono manipolati in quanto, avendo il loro credo politico, assistono a quella farsa di appoggio che si dà a un partito che fino a ieri ci voleva chiudere le scuole, che ha tolto l’insegnamento della lingua italiana come L2 nelle scuole della maggioranza, che voleva chiudere gli indirizzi delle nostre scuole medie superiori a causa del numero esiguo di alunni, che ha posto in una posizione di diseguaglianza i nostri alunni per numero di ore scolastiche, per materie all’esame di maturità, ecc.
9. All’imbarazzo che crea l’appoggio al Governo Sanader-Kosor a livello statale e, poi, si firma l’appoggio alla Dieta Democratica Istriana a livello regionale, alla faccia della dignità, della correttezza, della coerenza, del rispetto verso il credo politico dei connazionali.
10. Una concentrazione di poteri senza precedenti, un accumulo di funzioni, cariche, responsabilità in poche mani (basta ricordare che attualmente: il sig. Furio Radin ricopre 12 funzioni, il sig. Roberto Battelli ricopre 16 funzioni, il sig. Maurizio Tremul ricopre 22 funzioni, il vertice dirigenziale dell’Unione Italiana composto da 13 persone ricopre oltre 140 funzioni).
11. L’irresponsabilità per i risultati (non) conseguiti in riferimento ai progetti imprenditoriali che avrebbero dovuto creare la tanto auspicata base economica allo scopo di giungere ad un’autonomia finanziaria della Comunità Nazionale Italiana.
E così ne potrei elencare a iosa.
Ritornando all’articolo, si evince che quest’Assemblea era improntata tutta sulla soluzione dei problemi della Comunità degli Italiani di Rovigno. Quanta falsità!!!
La suddetta Comunità combatte già da più di 4 anni invano per risolvere i problemi della ristrutturazione della sede. Il combattere della Comunità è stato sempre civile, corretto, basato sul rispetto e sui buoni propositi. I vertici dell’Unione Italiana però, nei confronti della Comunità, sono stati per tutti questi anni come un muro di gomma: promesse non mantenute, il metter in ballo nuovi problemi invece di risolvere quelli già esistenti, proporre date impossibili, creare soltanto barriere. Esiste una cronologia esatta (a chi interessa, basta chiedere) che sta a indicare tutte le attività intraprese dalla Comunità per risolvere i problemi dell’immobile e dell’estivo per non arrossire davanti ai nostri connazionali, ma per non arrossire pure davanti ai nostri concittadini. Bisogna esprimere un giusto riconoscimento ai vertici cittadini per non aver mai sollevato alcun problema e per essersi ingaggiati per giungere alla soluzione delle varie questioni, per evitare altri problemi che si potevano accavallare a quelli già esistenti.
Ma l’immagine della Comunità è una cosa seria e va tenuta in debita considerazione. Una Comunità che, per così lungo tempo, è stata presa in giro da coloro che invece di risolvere i problemi li hanno volutamente sottovalutati e mai risolti.
Ora, quando ci si avvicina alla fine dell’anno e alle elezioni dell’anno prossimo, si vuol apparire preoccupati (come sembra dall’articolo su “La Voce del Popolo”) per la Comunità degli Italiani di Rovigno, si vuol ingranare una marcia in più per risolvere i problemi, si accusano addirittura i consiglieri che per una seduta così importante non si sono presentati. Ma quanta sfacciataggine, quanta ipocrisia, oserei dire quanta spregiudicatezza, quanta mancanza di moralità, di professionalità, quanto politichese. E' veramente ora che un “vertice” del genere se ne vada a casa con i ringraziamenti per quello che ha fatto!!!
Sono convinto che, in seguito al succedersi di vari avvenimenti, e cioè: dopo aver creato le condizioni che hanno portato alcuni consiglieri di Rovigno (tra i quali il sottoscritto) a dare le dimissioni dalla funzione di consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana (cosa mai successa prima!); dopo che altri non abbiano mai partecipato per vari motivi tra cui anche quelli su elencati; dopo che adesso, a fine mandato, ci si sia “ricordati” su pressione della Comunità degli Italiani di Rovigno di sostituire lo scomparso amico Antonio Miculian nella Giunta esecutiva; e dopo che mai ci si sia degnati di interpellare chi doveva prendere il posto dei consiglieri dimissionari, legalmente e democraticamente votati, e alcuni con più voti di coloro che sono “dirigenti”; dunque, dopo quanto enumerato, credo con convinzione che la nostra Comunità di cittadini rovignesi di nazionalità italiana mai più voterà coloro che oggi sono i dirigenti dell’Unione Italiana. Sono altresì convinto che si debba creare un movimento all’interno dell’Unione Italiana capace di motivare forze nuove, giovani intellettuali e non, capaci di ridare dignità alla nostra massima istituzione. Il mio vuole essere quasi un appello, modesto ma, nel contempo, forte, a tutte le Comunità degli Italiani, a tutti i miei amici connazionali, a riflettere e a dare quell’impulso necessario a far rivivere e ridare dignità all’Unione Italiana e a tutte le sue istituzioni, proponendo chi vuol far del bene e non chi invece vuol diventare “presidente a vita”.
Ed infine, un’ultima considerazione: l’Unione Italiana non ha MAI avuto una dirigenza così scarsa.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Novembre 2009 15:52
 
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