Home Appunti - Bilješke L’imbrunire (di Gianclaudio Pellizzer)
L’imbrunire (di Gianclaudio Pellizzer) PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianclaudio Pellizzer   
Giovedì 01 Aprile 2010 00:00
Guardi l’orizzonte e ti chiedi: dov’è la fine? Diciamo che lo sai, ma nonostante ciò la domanda te la fai lo stesso.
E con la democrazia? Dov’è la fine? Conta forse il pluralismo di opinioni, la possibilità di pubblicarle, la possibilità che tutti ne vengano a conoscenza, che tutti ne possano tastare gli argomenti, che tutti ne possano discutere? E quando si tratta di questioni importanti è bene che tutti ne discutano, che ne abbiano il tempo di farlo, o è meglio forse che un numero limitato di persone, anche se legittimamente elette, si prendano la responsabilità di decidere a nome di tutti?
E le regole, le procedure distorcono la democrazia, la rallentano, la sminuiscono oppure sono implicite nel valore stesso della democrazia?
Le regole si possono cambiare, niente è immutabile, ma in democrazia significa votarle ed ottenere la maggioranza rispettando pur sempre alcune regole, alcune usanze democratiche.
(Non si cambia la legge elettorale a due mesi dalle elezioni!!!)
Allo Statuto dell’Unione Italiana sono state apportate delle modifiche per quanto riguarda il procedimento elettorale degli organi più rappresentativi dell’Unione Italiana.
Il Presidente dell’Unione Italiana, sig. Furio Radin, si sente onorato per averlo fatto.
Ma come è stato fatto!?
Ormai si parla, si vocifera, si scambiano in gran segreto verità mai dette pubblicamente che i consiglieri, prima della convocazione dell’Assemblea dell’Unione Italiana, siano stati interpellati (taluni telefonicamente, altri direttamente), ma non tutti logicamente, solo la maggioranza assoluta, per ottenere il loro voto. A loro viene indicato come votare, perché se votassero in modo diverso, con velate minacce, si dice, non otterrebbero quei finanziamenti di cui le Comunità che rappresentano hanno bisogno, per non parlare di “poltrone” per singoli.
Tali chiamate mettono i consiglieri in soggezione, ne plasmano la volontà, in modo tale che taluni, malgrado la loro ferma convinzione, misteriosamente cambiano opinione nonostante accordi presi precedentemente in modo palese con altri amici, connazionali – colleghi di Assemblea e non.
Come chiamarlo? Voltafaccia, settebandiere, mancanza di personalità, paura, mancanza di una base culturale, sottomissione, indifferenza? Come chiamarlo???
Ma mi chiedo, a parte i consiglieri, di cui taluni sono anche presidenti di alcune Comunità degli Italiani sul territorio, quale sia la MORALITÀ di codesti dirigenti che forzano in modo antidemocratico, non consono al grado di civiltà al quale a gran voce dicono di appartenere, la coscienza e il voto dei loro connazionali???
A gran voce parlano della società civile; è la loro formula magica.
Ed è cosi che ci si comporta in una società civile???
Il Presidente dell’Unione Italiana, sig. Furio Radin, ben volentieri all’inizio di ogni seduta assembleare tiene una “lezioncina” ai suoi “scolari” (ai consiglieri - come li vede lui), li informa, li rimprovera, li richiama, li minaccia, a volte li offende, a volte esterna mezze verità o meglio la sua verità (ahimè!). Cosi è stato anche all’ultima seduta dell’Assemblea alla quale, oserei dire per paura di perdere le elezioni (in quanto sicuramente si ricandida alla carica di Presidente dell’Unione Italiana), getta ai suoi “scolari” (ritenuti tali da lui - senza il mio voler offendere i consiglieri) l’“osso” delle elezioni dirette.
Lui dice di aver fatto il suo dovere, ovvero di aver proposto le modifiche tanto richieste. Si scorda però che aveva tanto di quel tempo per farlo prima. Anzi, alcuni consiglieri, probabilmente esausti di subire violenze antidemocratiche e di chiedere fino all’ultimo l’aggiornamento dello Statuto, hanno rassegnato le proprie dimissioni.
Il Presidente dell’Unione Italiana ne vuol uscire vincitore ad ogni costo. La moralità?? E che vuol dire, chi la conosce. E la coscienza del Presidente dell’Unione Italiana, sig. Furio Radin? Dormirà sonni tranquilli o no? Chissà, nominando tanto la società civile, vedrai che un piccolo tarlo forse gli è rimasto e che, forse, ci saranno momenti in cui proverà un po’ di vergogna. Perché il pudore è pur sempre una qualità, anche se viene fuori tardi. Ma, non siamo mica tutti uguali!
A pensarci mi viene in mente il Governo Italiano che, per taluni, emana leggi “ad personam”; chissà se è vero? Ma guarda che coincidenza!! Noi, così piccoli e così capaci!!
Ma dopo l’imbrunire cosa viene, la notte o il giorno???
 
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