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Dieci motivi per NON votare il binomio Furio Radin e Maurizio Tremul PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Lunedì 10 Maggio 2010 09:28
Il 14 maggio, termine ultimo per la consegna delle liste di candidatura per le congiunte funzioni di presidente dell’Unione Italiana e di presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, si sta avvicinando. Come abbiamo già rilevato nel precedente articolo del 6 aprile 2010 (vedi: “Le modifiche ad personam dello Statuto dell’Unione Italiana”) la candidatura congiunta di Furio Radin e Maurizio Tremul è imminente, mentre ci rimane ancora da vedere se terranno in considerazione il nostro consiglio di denominare la loro lista “UI – Uniti dall’Interesse”. Nel frattempo, riteniamo opportuno elencare dieci svariati motivi/argomenti per NON votare il binomio Furio Radin e Maurizio Tremul, e cioè: 
1. la responsabilità per i risultati (non) conseguiti in riferimento ai progetti imprenditoriali che avrebbero dovuto creare la tanto auspicata base economica allo scopo di giungere ad un’autonomia finanziaria della Comunità Nazionale Italiana (basta ricordare che: il rinnovo tecnologico della Casa editrice EDIT di Fiume ha comportato un investimento dell’importo pari a oltre 3,2 milioni di euro con un ritorno approssimativo di 1.790.000,00 euro in 14 anni di durata del progetto; la costituzione dell’Agenzia Informativa Adriatica -AIA s.r.l.- con sede a Capodistria ha comportato un investimento pari a 183.700,00 euro con nessun ritorno in mezzi finanziari dopo oltre 15 anni trascorsi dall’approvazione del progetto; la costituzione e l’attività del CIPO s.r.l. con sede a Pola ha comportato un investimento di oltre 500.000,00 euro di mezzi finanziari pubblici, per progetti, ricerche, attrezzature, ecc., con nessun ritorno finanziario dopo oltre 15 anni trascorsi dall’approvazione del progetto, che non ha fornito alcun servizio a terzi; l’iniziativa socioeconomica Cantina vinicola di Verteneglio ha comportato un investimento pari a 288.000,00 euro con un ritorno di 288.000,00 euro più 6.000,00 euro, quale pagamento di un sovrapprezzo minimo, dopo 7 anni trascorsi dall’approvazione del progetto, ovvero 5 anni dalla firma del contratto), dato che tra i responsabili risultano esserci anche loro, i “nostri” soliti “personaggi” e che, forse, anche per tali questioni non “mollano”, per paura che qualcuno possa rispolverare tutta la documentazione relativa e possa giungere a dei risultati ancora peggiori con conseguente richiamo alla responsabilità, non solo di carattere morale, ma anche di altro genere; 
2. l’incapacità di realizzare completamente/compiutamente le attività ordinarie (basta ricordare che gli avanzi finanziari, al termine dell’anno d’esercizio precedente, registrati dall’Università Popolare di Trieste sono i seguenti: nel 2006 – 215.876,88 euro, nel 2007 – 232.024,00 euro, nel 2008 – 454.561,00 euro, nel 2009 – 512.608,00 euro), mentre le nostre Comunità degli italiani versano in condizioni finanziarie insostenibili; 
3. l’incapacità di realizzare progetti adeguati sui fondi straordinari derivanti dalla Legge 19/91 e successive estensioni (basta ricordare che per “smaltire” gli ormai esorbitanti avanzi finanziari si è approvato il progetto di costituzione di una Casa di riposo per anziani a Pola del valore di ben 4.664.889,18 euro); 
4. il fatto di aver ridotto l’Assemblea dell’Unione Italiana ad un intralcio, a notaio, ad organo di ratifica, a “votificio” dei desiderata dei singoli  (basta ricordare che: il vertice dell’Unione Italiana dapprima ha ripartito gli oltre 5 milioni di euro della “Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi della Legge 193/04, prorogata dalla Legge 296/2006, a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2009 e Utilizzo e ridestinazione degli avanzi contrattuali, degli interessi maturati, dei mezzi inutilizzati, dei progetti decaduti e dei contratti rescissi a valere sulla Legge 19/91 e successive estensioni e modificazioni al 31 dicembre 2008”, attraverso la Giunta esecutiva a proprio piacimento, e sottoscritto il 31 luglio 2009 a Roma le Convenzioni tra il Ministero degli Affari Esteri Italiano e l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste in modo illegittimo, ossia senza l’approvazione del massimo organo deliberativo e rappresentativo, ovvero defraudando l’Assemblea della propria competenza, e successivamente, come se nulla fosse accaduto, ha coinvolto l’Assemblea a posteriori, facendole approvare non una ratifica di ciò che la Giunta esecutiva aveva stabilito da sola, ma una delibera di approvazione, come se l’Assemblea fosse propositiva e deliberativa dell’atto, dimostrando così d’infischiarsene altamente e usandola a posteriori soltanto per ratificare le loro decisioni, ossia per copertura; nella Programmazione citata vengono assicurati 149.973,11 euro per i lavori di ristrutturazione e manutenzione della sede dell’Università Popolare di Trieste, mentre va ricordato che nella Programmazione per il 2008 sono stati assicurati 149.372,00 euro per il completamento del Museo dell’esodo a favore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata di Trieste, e ambedue gli interventi sono in contrasto con le finalità della Legge, ai sensi della quale vengono assicurati tali mezzi finanziari, ossia la Legge 9 gennaio 1991, n. 19 - Norme per lo sviluppo delle attività economiche e della cooperazione internazionale della regione Friuli-Venezia Giulia, della provincia di Belluno e delle aree limitrofe, che prescrive che i mezzi finanziari vengono assicurati e devoluti per “le attività in favore della minoranza italiana”, mentre è un dato di fatto che gli interventi relativi ai lavori di ristrutturazione e manutenzione della sede dell’Università Popolare di Trieste e al completamento del Museo dell’esodo non sono e non possono essere definiti come interventi per le attività in favore della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, e in tale contesto, l’Assemblea dell’Unione Italiana si è resa compartecipe e corresponsabile di una violazione della Legge 9 gennaio 1991, n. 19); 
5. l’illimitata investitura alle cariche dirigenziali (il sig. Furio Radin ricopre la funzione di deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato dal 1992 ad oggi e il sig. Maurizio Tremul ricopre la funzione di presidente dell’Unione Italiana dal 1991 ad oggi); 
6. la concentrazione di poteri, un accumulo di funzioni, cariche, responsabilità in poche mani (basta ricordare che: il sig. Furio Radin ricopre 12 funzioni e il sig. Maurizio Tremul ricopre 23 funzioni; il vertice dirigenziale dell’Unione Italiana composto da 13 persone ricopre oltre 140 funzioni e, alla stregua dei massimi dirigenti, il cumulo di cariche viene poi praticato da altri connazionali calati nelle loro realtà locali); 
7. la politica del piccolo cabotaggio individuale degli opportunisti; una politica corporativa, un consociativismo deteriore, e cioè la prassi della collusione, delle omertà reciproche, degli accordi spartitori, che nelle ripartizioni dei mezzi finanziari porta a dei “pastrocchi“ di contentini per tutti e ai rapporti dentro l’Unione che sono guidati dalla furbizia o dall’opportunismo più che da uno spirito di onesta collaborazione; come pure un’indisponibilità assoluta al rinnovamento culturale e al ricambio generazionale; 
8. la politica pragmatica, utilitarista, opportunista e cinica (basta ricordare che l’Unione Italiana, sebbene definita “organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia, di cui esprime l’articolazione complessiva dei bisogni e degli interessi generali e specifici”, è stata coinvolta e in tal modo è stata resa compartecipe e corresponsabile per l’appoggio dei deputati al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, sia alle coalizioni di centro-sinistra sia a quelle di centro-destra, ossia in Slovenia ha sostenuto il Governo Janša e poi l’attuale Governo Pahor, mentre in Croazia il Governo Račan e poi il Governo Sanader e cioè l’attuale Governo Kosor; inoltre, da evidenziare che Radin e Tremul hanno espresso pubblicamente più volte il loro appoggio sia a candidati di centro-destra sia di centro-sinistra alle elezioni parlamentari e regionali in Italia, ovvero Fulvio Camerini, Isidoro Gottardo, Carlo Giovanardi, Piero Fassino, ecc.; Radin e Tremul hanno appoggiato pubblicamente la Dieta Democratica Istriana alle elezioni locali e parlamentari in Croazia; Radin e Tremul hanno instaurato un’ottima collaborazione con le associazioni degli esuli in Italia, almeno così viene riportato dai giornali; Radin prende parte ufficialmente ogni anno ai festeggiamenti organizzati dall’Associazione dei combattenti antifascisti dell’Istria relativi al “ricongiungimento dell’Istria alla madrepatria croata”; insomma, una politica che risale al Medio Evo, dove si possono rintracciare dei precedenti di questa mentalità nel famoso detto: “Franza o Spagna, purché se magna”.) 
9. le numerose irregolarità presenti nell’ambito del lavoro e del comportamento dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana (basta ricordare che: le sessioni ordinarie dell’Assemblea dell’Unione Italiana non sono state convocate, come di regola, ogni tre mesi; la pubblicazione del Bollettino di informazione è avvenuta, e ancora avviene, in evidente ritardo; la Presidenza dei lavori dell’Assemblea dell’Unione Italiana è stata inesistente; le Commissioni assembleari, di regola, non si sono riunite e quindi non si capisce che ci stavano a fare; gli Attivi consultivi sembravano inesistenti, eccetto quello delle Comunità degli Italiani e quello delle Scuole, che si sono convocati annualmente per ripartire i mezzi finanziari destinati alle loro attività; l’Assemblea ha approvato determinati atti e poi li ha violati consapevolmente, coscientemente - come per esempio nel caso del CIPO s.r.l. di Pola, per il quale l’Assemblea ha approvato la “trasformazione da società commerciale in ente non profit”, mentre cinque mesi più tardi si è venuti a conoscenza ufficialmente che la Giunta esecutiva ne ha avviato la fase di “estinzione”, sebbene ciò risulti in contrasto con gli “Orientamenti programmatici della Giunta esecutiva per il mandato 2006-2010”,approvati dall’Assemblea il 9 ottobre 2006 a Dignano); 
10. le promesse che sono state fatte e mai mantenute, gli impegni che si sono assunti e che sono stati regolarmente disattesi, le iniziative e i progetti che sono stati proposti e approvati ma non realizzati (basta ricordare: la mancata costituzione del Tavolo tecnico da istituirsi presso il Ministero degli affari esteri italiano al fine di redigere la Legge d’interesse permanente ovvero Legge quadro dello Stato italiano in favore della Comunità Nazionale Italiana; l’inconcludente Commissione permanente interministeriale per l’attuazione dell’Accordo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze, istituita ai sensi dell’Accordo Radin-Sanader/Kosor; il mancato riconoscimento della “discriminazione positiva” nell’ambito delle elezioni parlamentari in Croazia; l’irrisolta questione dell’esenzione dal pagamento dell’IVA in Croazia; la questione relativa al confine di Schengen; la decisione di assicurare 4.664.889,18 euro per la costituzione di una Casa di riposo per anziani a Pola; le modifiche “ad personam” dello Statuto dell’Unione Italiana; l’inoperosità del Cenacolo degli operatori culturali della Comunità Nazionale Italiana, il cui vertice è stato eletto da 16-17 persone; l’inoperosità dei Consigli della Comunità Nazionale Italiana in Croazia; risultano ancora irrisolti i seguenti interventi: la fondazione dell’asilo italiano a Zara; la ristrutturazione delle sedi delle Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo e Visinada; la costruzione delle sedi delle Comunità degli Italiani di Visignano, San Lorenzo-Babici, Torre, Salvore; la realizzazione dei lavori di ampliamento della sede della Comunità degli Italiani di Rovigno e la ristrutturazione dell’estivo; la costituzione di un asilo a Sissano; la costituzione di un asilo e di una scuola elementare a Fasana; il completamento dell’ormai pluriennale ristrutturazione della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume; il completamento della ristrutturazione della sede -Castel Bembo- della Comunità degli Italiani di Valle, ecc.).

 
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