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L’inaffidabile presidente della Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Mercoledì 23 Giugno 2010 08:03
“Prima de parlar, tasi!” - è un proverbio veneziano. Prima di dire quello che ha detto, il presidente della Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana, Stefano Lusa, doveva fermarsi e pensare, ripensare e tenere per sé i suoi intimi pensieri, giudizi e desideri. Cosa che, invece, non ha fatto.
Durante la conferenza stampa convocata a Fiume il 18 giugno 2010, la lista elettorale “l’Unione per la Comunità” ha presentato la sua analisi dei risultati elettorali e denunciato alcune scorrettezze riscontrate durante il processo elettorale (“La Voce del Popolo” del 19 giugno 2010, “La presidenza dell’Assemblea sia assegnata all’opposizione. Elezioni in seno all’Unione Italiana: Sau e Marot analizzano i risultati conseguiti” a firma di Ilaria Rocchi, p. 4). Interpellato telefonicamente su presunti “brogli” e scorrettezze denunciati dalla lista “l’Unione per la Comunità”, il presidente della Commissione elettorale centrale, Stefano Lusa, oltre ad affermare che “non è stata riscontrata alcuna irregolarità che possa inficiare il voto”, ha concluso con le seguenti parole, che citiamo: “d’altronde, bisogna anche saper perdere” e “la mia sensazione è che qualcuno abbia agito, fin dall’inizio, per cercare di dimostrare che eravamo incapaci di organizzare questo voto” (“La Voce del Popolo” del 19 giugno 2010, “Stefano Lusa: Bisogna saper perdere. Il presidente della Commissione centrale su presunte irregolarità”, p. 4). Ma, ciò non è tutto. Interpellato dal giornalista de “Il Piccolo”, Lusa ha ricordato “di essere rimasto costantemente in contatto, durante le elezioni, con i candidati Maurizio Tremul e Orietta Marot e che nulla fa ritenere che siano avvenute irregolarità o scorrettezze” (“Il Piccolo” del 19 giugno 2010, “La Commissione elettorale: Non ci sono stati brogli” a firma di A. M., p. 7).
Senza entrare nel merito della vicenda (delle presunte o reali irregolarità), quale semplice elettore ritengo opportuno contestare il comportamento, l’atteggiamento, le affermazioni irrituali, inaccettabili, “di parte” del presidente della Commissione elettorale centrale, organo preposto all’organizzazione e alla verifica della regolarità delle elezioni, ai sensi dell’articolo 11, e le cui mansioni sono prescritte dall’articolo 20 del Regolamento elettorale. Naturalmente, il Regolamento elettorale non autorizza il presidente o la Commissione elettorale centrale a esprimere giudizi personali, soggettivi (di qualsiasi natura) su qualsiasi candidato oppure in merito all’esito elettorale, come pure non dà la facoltà al presidente di contattare telefonicamente i candidati il giorno delle elezioni; il Regolamento elettorale prescrive le competenze della Commissione necessarie all’organizzazione e alla verifica della regolarità delle elezioni come pure, al termine del processo elettorale, di proclamare (agli elettori) l’esito della consultazione, redigendo un verbale da trasmettere al Comitato generale di controllo delle elezioni (articolo 20 del Regolamento elettorale). Ora veniamo a sapere che ci sono stati contatti telefonici tra il presidente della Commissione elettorale centrale e due candidati, in contrasto con le più elementari regole democratiche vigenti. Ora veniamo a conoscenza dell’indole del presidente della Commissione elettorale centrale e del suo pensiero filosofico che “bisogna anche saper perdere” per richiamare al “suo” ordine una lista elettorale, che ha il diritto di invocare una verifica del voto, come del resto lo ha qualsiasi lista elettorale in qualsiasi consultazione elettorale che dir si voglia democratica, ma senza pre-giudizi da parte degli organi elettorali. Il presidente della Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana, Stefano Lusa, prima di esprimere giudizi tendenziosi sugli altri (che personalmente può fare a suo piacimento, ma non ricoprendo la funzione che ricopre) avrebbe dovuto innanzitutto far suo il proverbio veneziano, perché in questa vicenda ne esce maluccio, quale persona non all’altezza del compito che gli è stato affidato dall’Assemblea uscente dell’Unione Italiana. Avendo presente quanto sopra riportato (il comportamento e le dichiarazioni molto chiare della persona chiamata a ricoprire il ruolo di garante della regolarità delle elezioni), i dubbi che ci assillavano durante la consultazione elettorale si stanno dissipando e, purtroppo, pian piano ci invade la certezza che non tutto è stato regolare, ad iniziare dal ruolo svolto del presidente della Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana. 
E già che siamo in tema di proverbi e detti, mi permetto di terminare con Confucio e la sua frase: “meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio”; a beneficio di coloro che ci si ritrovano, compresa la categoria dei caporedattori.

 
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