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Pronto, mi ami? Ma quanto mi ami? Mi costi, ma quanto mi costi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Venerdì 18 Marzo 2011 08:50
Alla III seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana, che si è tenuta il 25 febbraio 2011 a Buie, tra gli altri documenti, i 58 consiglieri presenti (su un totale di 73) hanno approvato il “Bilancio consuntivo dell’Unione Italiana con sede a Fiume per il 2010” e il “Bilancio consuntivo dell’Unione Italiana con sede a Capodistria per il 2010”, come pure il “Programma di lavoro e piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2011” (“La Voce del Popolo” del 28 febbraio 2011, “Per il 2011 previsti numerosi progetti e una gran mole di attività” di Franco Sodomaco, e specificatamente l’articolo a parte “Radin: la Marot percepisce uno stipendio di 20mila kune al mese. Marot: Andate a pregare a Tersatto per aver avuto una come me”, pp. 4-5).
Tra i vari e numerosi interventi, la stampa segnala l’intervento del consigliere Gianclaudio Pellizzer di Rovigno, che “è subito partito in quarta dicendo che certe spese sono troppo alte, come per esempio i telefoni, le spese viaggio, ecc.”. Infatti, alla voce “prestazioni per telefono, posta e trasporti” dell’Unione Italiana con sede a Fiume risulta che per il 2010 sono state spese ben 572.489,00 kune, che sono pari a 77.363,38 euro; mentre per le spese telefoniche, postali, internet e per il cellulare dell’Unione Italiana con sede a Capodistria nel 2010 sono stati spesi 12.854,77 euro. Quindi, nel 2010 l’Unione Italiana per le prestazioni telefoniche, postali e di trasporto ha speso ben 90.218,15 euro, e cioè ben 7.518,18 euro al mese! In parte, ciò sarà dovuto anche al fatto che nel 2010 si sono tenute le elezioni dell’Unione Italiana, e quindi per l’attività di persuasione dei singoli candidati in lizza, per la politica devozionale dei seguaci, per l’opera di proselitismo e di convincimento mentale, il tutto inteso nel senso platonico di intimo riconoscimento della verità rivelata dai “nostri santoni”, che sperperano così i mezzi finanziari dei contribuenti.
Per rendersi conto della valenza della cifra di 90.218,15 euro, basta dire che nel 2011 per le esigenze di 13 Comunità degli Italiani (Cherso, Crassiza, Kutina, Laurana, Levade-Gradigne, Lipik, Mompaderno, Orsera, Pinguente, Plostine, Spalato, Sterna, Villanova), ossia per le loro spese funzionali e per le loro attività vengono assicurati 89.383,24 euro, e cioè poco meno di quanto l’Unione Italiana spende per le spese telefoniche, postali e di trasporto. Insomma, stando a quanto riportato, l’Unione Italiana spende per le citate spese più di quanto viene assicurato per le necessità di “sopravvivenza” di ben 13 Comunità degli Italiani (su un totale di 52 Comunità).
Per rendersi conto della valenza della cifra in questione, possiamo evidenziare che nel “Programma di lavoro e piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2011” vengono assicurati importi minori per:
-tutte le “iniziative del settore Educazione ed istruzione” (che ammontano a 74.085,00 euro);
-i “contributi, su specifica richiesta degli istituti prescolari e scolastici” (che ammontano a 61.421,00 euro);
-tutte le “conferenze” (44.000,00 euro) e le “serate letterarie e tavole rotonde” (35.540,00 euro) assicurate per tutte le Comunità degli Italiani; 
-la “gratificazione dei dirigenti per le attività culturali di tutte le Comunità degli Italiani” (85.520,00 euro); 
-il Dipartimento di studi in lingua italiana e il Dipartimento per la formazione di maestri ed educatori dell’Università di Pola (90.000,00 euro);
-il Centro studi di musica classica “Luigi Dalla Piccola” di Verteneglio (70.000,00 euro);
-tutte le attività del settore Sport (che ammontano a 86.117,00 euro); ecc.
Da segnalare che la spesa dell’Unione Italiana nel 2010 per le prestazioni telefoniche, postali e di trasporto dell’importo di 90.218,15 euro, e cioè di ben 7.518,18 euro al mese, corrisponde ovvero è sufficiente per assumere sette (7) dipendenti aventi una retribuzione media in Croazia; stando ai dati dell’Istituto nazionale di statistica, la retribuzione media mensile in Croazia nel mese di dicembre 2010 è stata pari a 5.450,00 kune (736,49 euro) al netto, ossia pari a 7.806 kune (1.054,86 euro) al lordo. Si potrebbero fornire altre e ulteriori considerazioni, ma ci fermiamo qui.
Evidentemente i consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana, che hanno approvato i suddetti documenti, non si rendono conto di ciò che votano oppure, pur rendendosene conto, preferiscono tacere e approvare supinamente tutto pur di avere un qualsiasi tornaconto a favore della propria Comunità degli Italiani o di altro genere (quello personale incluso, naturalmente).
Comunque, se ai consiglieri delle varie Comunità degli Italiani tutto ciò sta bene, allora non ci rimane che esclamare: contenti loro, contenti tutti!

 
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