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Oltre al danno anche la beffa PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Venerdì 22 Luglio 2011 00:00
“La Voce del Popolo” del 21 luglio 2011, a pagina 4, riporta l’articolo “L’Assemblea UI si riunirà il 5 settembre. Negli ultimi mesi compiuti grandi passi avanti nell’ulteriore affermazione della Comunità Nazionale Italiana”, il cui autore risulta sconosciuto (chissà, forse si tratta della giornalista e Segretaria generale dell’Ufficio dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Christiana Babić, “in barba” all’incompatibilità dei ruoli e al conflitto di interessi).
 Stando a tale articolo: “La IV sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Italiana sarà convocata per lunedì, 5 settembre 2011. Lo ha anticipato la Presidente del massimo organismo rappresentativo dell’Unione Italiana, Floriana Bassanese Radin. ... (omissis) ... Floriana Bassanese Radin ha sottolineato che la convocazione della IV sessione ordinaria dell’Assemblea dell’UI è stata decisa in considerazione del fatto che gli ultimi mesi hanno visto l’Unione Italiana impegnata in una fitta serie di appuntamenti istituzionali. Questi appuntamenti hanno contribuito in maniera importante all’affermazione dei valori di identità, lingua e cultura che l’UI promuove e al riconoscimento dei diritti dei connazionali sul territorio di insediamento storico della nostra comunità nazionale. Nondimeno, ha rimarcato la Presidente dell’Assemblea dell’Unione, nello stesso periodo un notevole impegno è stato profuso per dare seguito operativo alle determinazioni inerenti ai progetti da finanziarsi con i mezzi stanziati dal Governo italiano a favore della CNI. Va ribadito, infine, che grandi sforzi sono stati profusi, nelle scorse settimane nell’organizzazione della visita dei Presidenti della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović, alla Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia e del successivo Concerto in Arena organizzato in onore alla loro visita, che dovevano tenersi venerdì, 15 luglio 2011 a Pola. L’impegno annunciato dal Capo dello Stato italiano nel corso della sua visita a Zagabria il 14 luglio scorso, è ora quello di organizzare l’incontro di Pola il 3 di settembre. La realizzazione di un evento che ... (omissis) ... richiede, come noto, un notevole impegno organizzativo e pertanto si ritiene opportuno evitare sovrapposizioni nell’agenda dei lavori, ha concluso Floriana Bassanese Radin”. 
Ai sensi dell’articolo 30 dello Statuto dell’Unione Italiana, “il Presidente dell’Assemblea convoca e presiede le sedute dell’Assemblea, ne stabilisce l’ordine del giorno e ne coordina l’attività. Egli firma gli atti, le decisioni e le delibere emanati dall’Assemblea”. Lo Statuto prescrive soltanto questi doveri per il Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana. Eppure, dalle ultime elezioni dei rappresentanti all’Assemblea dell’Unione Italiana (avvenute il 13 giugno 2010) ad oggi si sono tenute soltanto tre sessioni della medesima (la I sessione – costitutiva il 20 luglio 2010 a Dignano, la II sessione – ordinaria il 29 novembre 2010 a Fiume e il 4 dicembre 2010 a Pola, e la III sessione – ordinaria il 25 febbraio 2011 a Buie e il 19 marzo 2011 a Parenzo). Nel mandato 2002-2006 sono state 16 le sessioni dell’Assemblea e ben 51 le riunioni della Presidenza dei lavori dell’Assemblea dell’Unione Italiana, mentre nel mandato 2006-2010 sono state 15 le sessioni dell’Assemblea e nessuna riunione della Presidenza dei lavori dell’Assemblea. In questo mandato, ossia a distanza di circa un anno sono state solo 3 le sessioni del massimo organo rappresentativo e deliberativo dell’Unione Italiana. Troppo poco! E ciò rappresenta sicuramente un danno per la democrazia nell’ambito dell’Unione Italiana, ossia della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Ma oltre al danno c’è anche la beffa! La Presidente dell’Assemblea si arroga il diritto non soltanto di non ottemperare ai propri obblighi statutari (l’articolo 26 prescrive che “le sessioni ordinarie vengono convocate, di regola, ogni tre mesi e comunque non meno di due volte all’anno”), ma, elencando obblighi e impegni che competono ad altri, cerca di giustificarsi, ritenendo probabilmente ingenui (per usare un eufemismo) i propri elettori. È evidente, ma per noi lo era sin dall’inizio del mandato, che la Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana è stata appunto nominata a tale funzione per spalleggiare, compiacere, assecondare, ubbidire a coloro che l’hanno scelta, dimostrando così di non essere all’altezza della funzione che ricopre. Altroché sovrapposizioni nell’agenda dei lavori semivuota della Presidente. Quindi, non si tratta di “grandi passi avanti compiuti negli ultimi mesi nell’ulteriore affermazione della Comunità Nazionale Italiana”, bensì di molti “passi indietro” che subisce l’intera Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il mancato funzionamento del suo massimo organo rappresentativo e deliberativo, l’Assemblea dell’Unione Italiana, il che è dovuto e rientra nella responsabilità della sua Presidente, Floriana Bassanese Radin, in prima e unica persona. A meno che la Presidente non si sia data da fare per affrancare le lettere inviate a tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana. E se è così, ce ne scusiamo sentitamente.
E arriviamo alla seconda questione, stando alla quale lo slogan “oltre al danno anche la beffa” risulta confacente anche ai massimi rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana dell’ultimo “Ventennio”. Infatti, in merito alla visita dei due Presidenti, Giorgio Napolitano e Ivo Josipović, e del concerto organizzato in loro onore all’Arena di Pola (e che poi non si è tenuto ed è stato rimandato al 3 settembre p.v.), voglio segnalare di aver ricevuto, in data 19 luglio 2011, una lettera dei soliti rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana (che della loro funzione - o meglio, della loro italianità - hanno fatto la loro professione), con la quale vengo informato sulla visita e il concerto e invitato a confermare la presenza all’evento entro il termine ultimo del 12 luglio 2011! La lettera porta la data del 30 giugno 2011, il timbro postale dell’8 luglio 2011 e a me è giunta il 19 luglio 2011. Insomma, all’Unione Italiana ci sono voluti 8 giorni per consegnarla agli uffici postali di Fiume, e agli uffici postali ci sono voluti ben 11 giorni per farmi pervenire la missiva da Fiume a Rovigno. Ma oltre alla beffa, anche in questo caso, c’è il danno. Dato che molti altri hanno ricevuto la medesima lettera, mi risulta molto probabile (per non dire di essere certo) che l’Unione Italiana abbia spedito oltre 30.000 lettere di questo tipo; il che comporta una spesa di più di 100.000,00 kune (cioè più di 14.000,00 euro) per un avvenimento programmato, che poi non si è realizzato. E perché no, visto che a pagare sono gli altri, indipendentemente se contribuenti italiani, croati o sloveni; l’importante è (mala)gestire i mezzi altrui, e non si parla nemmeno della possibilità di rimettere di tasca propria per le irresponsabilità commesse. Giammai! Evidentemente, non si è ritenuto sufficiente informare gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana per il tramite di tutti i mezzi d’informazione, ma si è voluto “strafare” per far sapere a tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana chi sono i “personaggi” (e non i “protagonisti”) che vanno ringraziati per tale evento. Naturalmente, il ringraziamento va arricchito da un adeguato “baciamani” per l’ultimo “Ventennio”, che in tal modo avrà un ulteriore seguito “Ventennale”. E per finire, ci manca soltanto qualche “Evviva” o “Eia eia alalà” oppure “Hip hip, urrà”, lasciamo al lettore la libera scelta. 

P.S. 
Il 22 luglio 2011, si terrà a Valle la cerimonia per la consegna dell’Ordine della Stella della Solidarietà italiana con il titolo di Cavaliere alla Presidente del locale sodalizio e membro della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana con deleghe ai settori Coordinamento e rapporti con le Comunità degli Italiani, Attività sociali, religiose e sanitarie, Attività giovanili e Attività per la terza età, Rosanna Bernè, nata a Pola nel 1974 (“La Voce del Popolo” del 22 luglio 2011, “A Rosanna Bernè il titolo di Cavaliere. Valle: oggi il conferimento”). In merito non abbiamo più nessun dubbio: è proprio vero che in Italia un cavalierato o un commendatorato non si negano a nessuno!

 
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