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La politica fallimentare battelliano-tremuliana-radiniana dell’ultimo Ventennio PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Lunedì 25 Marzo 2013 09:01
Negli ultimi 22 anni d’esistenza della nuova Unione Italiana, la politica battelliano-tremuliana-radiniana ha registrato e registra tendenze negative sui fronti salienti per la Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia. I risultati di tale politica fallimentare sono ben visibili e a disposizione di tutti, eppure tali “personaggi” continuano imperterriti nella loro opera di disfacimento della Comunità Nazionale Italiana e nessuno si scompone. È sicuramente un grande peccato per la presenza dell’elemento italiano sul suo territorio d’insediamento storico, ma è evidente che uno “zoccolo duro”, numericamente sempre più irrisorio, continua a sostenerli e a permettergli di operare a discapito della collettività e del suo futuro identitario. Il problema non è costituito da tali “personaggi” che, alla fine, dovranno rinunciare alle loro posizioni, ma dal fatto che la loro politica (battelliano-tremuliana-radiniana) dopo oltre un Ventennio ha determinato (e comportato) e continua a determinare (e comportare) lo sfacelo, il fallimento, la scomparsa più rapida e anticipata della Comunità Nazionale Italiana (numericamente sempre più inconsistente, senza possibilità di ripresa, destinata alla sua estinzione biologica, identitaria e socio-culturale).
Per corroborare le nostre considerazioni riporteremo soltanto alcuni dati con i corrispettivi indici negativi registrati nel Ventennio battelliano-tremuliano-radiniano.
 
 
N.censiti di: Croazia 1991 Slovenia 1991 Totale Croazia 2001 Slovenia 2001 Totale Croazia 2011 
nazionalità italiana 21.303 2.959 24.262 19.636 2.258 21.894 17.807
madrelingua italiana 25.544 3.882 29.426 20.521 3.762 24.283 18.573


Dai dati riportati si desume che gli indici negativi riguardanti l’appartenenza alla nazionalità italiana corrispondono a una diminuzione del 9,76% tra due censimenti (in Croazia e Slovenia), ossia a una diminuzione del 16,41% nell’arco di vent’anni (in Croazia); mentre gli indici riguardanti la madrelingua italiana corrispondono a una diminuzione del 17,47% tra due censimenti (in Croazia e Slovenia), ossia a una diminuzione del 30,12% nell’arco di vent’anni (in Croazia). 

Data elezioni N.iscritti el.elett. N.votanti 
 25-27 gennaio 1991 15.565 13.150 84,48
 20-21 novembre 1993 27.304 16.698 57,49
 25-26 aprile 1998 30.015 15.212 50,68
 9 giugno 2001 33.472 13.647 40,77
 11 giugno 2006 34.550 11.270 32,61
 13 giugno 2010 37.662 10.727 28,48

Dai dati riportati si desume che:
-il numero totale degli iscritti negli elenchi elettorali della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia è aumentato di 22.097 unità dal 1991 (15.565) al 2010 (37.662), che corrisponde a un aumento del 141,96%;
-il numero dei votanti è diminuito dal 1993 in poi di elezione in elezione (nel 1991 il numero dei votanti era di 13.150, pari all’84,48% degli aventi diritto al voto, mentre nel 2010 il numero di votanti era di 10,727, pari al 28,48% degli aventi diritto al voto), registrando alle ultime elezioni la più bassa affluenza alle urne.
Simili tendenze si registrano anche nelle singole Comunità degli Italiani, e a titolo d’esempio vale la pena ricordare i dati delle elezioni nell’ambito delle maggiori Comunità degli Italiani, quelle di Fiume e Pola.

 1991 2010  2012
CI Fiume    
 N. iscritti elenco elett. 3.4807.360  
 N. votanti

 2.890

(83,05%) 

 1.082

(14,70%) 

 

 N. voti

Agnese Superina e Roberto Palisca 

 

 769

(10,45% degli elettori)

e 724

(9,84% degli elettori) 

 
 CI di Pola   
 N. iscritti elenco elett. 2.471  5.254
 N. votanti

 1.534

(62,08%) 

 

 950

(18,08%) 

 N. Voti

Fabrizio Radin 

 920

(37,23% degli elettori) 

 

 599

(11,40% degli elettori) 


In tale contesto, riteniamo utile evidenziare che:
-Furio Radin e Maurizio Tremul (rispettivamente Presidente dell’Unione Italiana e Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana) con 6.003 voti (il 15,94%) rappresentano 37.662 elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia;
-Agnese Superina e Roberto Palisca (rispettivamente Presidente dell’Assemblea e Presidente del Giunta esecutiva) con 769/724 voti (il 10,45/9,84%) rappresentano 7.360 elettori iscritti alla Comunità degli Italiani di Fiume;
-Fabrizio Radin (Presidente della Giunta esecutiva) con 599 voti (l’11,40%) rappresenta 5.254 elettori iscritti alla Comunità degli Italiani di Pola;
-Furio Radin (candidato unico al Parlamento croato) con 3.067 voti (il 16,68%) rappresenta 18.387 iscritti nell’elenco elettorale specifico della Comunità Nazionale Italiana in Croazia;
-Roberto Battelli (candidato unico al Parlamento sloveno) con 1.009 voti (il 37,20%) rappresenta 2.712 iscritti nell’elenco elettorale specifico della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia.
Dai dati esposti è evidente che, mentre il numero degli iscritti negli elenchi elettorali aumenta in modo considerevole (ossia insensato), il numero dei votanti diminuisce di elezione in elezione, e ormai l’affluenza alle urne è ridotta al lumicino e registra degli indici tra il 14,70% e il 28,48%. Il che sta significando che ormai un gruppo irrisorio di votanti determina l’elezione di rappresentanti sempre meno legittimati (o meglio dire democraticamente delegittimati) a rappresentare il corpo elettorale. Quindi, va da se la constatazione che gli eletti rappresentano soltanto se stessi e i loro parenti, amici, conoscenti, colleghi interessati e opportunisti, ma non la maggioranza degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana. 

Scuole italiane 1991 199319952001/02 2010 2011 2012 
 N. iscritti alle scuole di ogni ordine e grado in Croazia e Slovenia 4.417 4.912 5.072 4.580 4.029 4.032 4.210

Dai dati riportati si desume che anche il numero degli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado della Comunità Nazionale Italiana è in diminuzione; infatti, rispetto al 1991 nel 2012 si registra una diminuzione del 4,92%, mentre rispetto al 1995 (anno in cui è stato registrato il maggior numero di iscritti) tale diminuzione è del 20,5%. In merito alle nostre scuole andrebbero risolte innumerevoli questioni che non elencheremo perché ci vorrebbero troppe pagine per presentarle e affrontarle singolarmente. Cogliamo l’occasione soltanto per riportare un dato significante e cioè che soltanto il 40% circa degli alunni delle nostre scuole si dichiara di nazionalità italiana e circa la metà di madrelingua italiana. 
La politica battelliano-tremuliana-radiniana (pragmatica, utilitarista, opportunista e cinica, che a noi piace definire “settebandiere”) ha comportato da parte di Battelli il sostegno al Governo Janša e poi al Governo Pahor, mentre da parte di Radin il sostegno prima al Governo Račan e poi al Governo Sanader/Kosor, e in tutto questo periodo l’appoggio pubblico sia ai candidati di centro-destra sia di centro-sinistra alle elezioni in Italia, sia alla Dieta Democratica Istriana alle elezioni locali e regionali in Croazia, sia un’ottima collaborazione con le associazioni degli esuli in Italia e sia la presenza ufficiale ogni anno ai festeggiamenti organizzati dall’Associazione dei combattenti antifascisti dell’Istria riguardanti il “ricongiungimento dell’Istria alla madrepatria croata”. Se ciò fosse stato fatto da parte dei deputati, non ci sarebbe nulla da ridire. Ma il problema è che i “personaggi” in questione hanno coinvolto in tale loro politica anche l’Unione Italiana, sebbene definita “organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia, di cui esprime l’articolazione complessiva dei bisogni e degli interessi generali e specifici”, che in tal modo è stata resa compartecipe e corresponsabile per il loro appoggio ai vari schieramenti partitici o di coalizioni, il che non andava assolutamente fatto poiché irresponsabile e inaccettabile. Purtroppo, oggi, grazie a questa politica sciagurata, risulta che l’Unione Italiana ha appoggiato dal 2004 al 2009 (per ben 6 anni consecutivi) Ivo Sanader, cioè chi è indagato e, in parte, già condannato per corruzione, abuso di potere e associazione per delinquere.
La politica battelliano-tremuliana-radiniana è responsabile: per i risultati non conseguiti con riferimento ai progetti imprenditoriali (che avrebbero dovuto creare la tanto auspicata base economica allo scopo di giungere a un’autonomia finanziaria della Comunità Nazionale Italiana); per la (mala)gestione dei mezzi finanziari relativi ai progetti socio-economici dell’Unione Italiana; per aver ridotto l’Assemblea dell’Unione Italiana a organo di ratifica; per l’approvazione delle modifiche “ad personam” allo Statuto dell’Unione Italiana; per le numerose irregolarità presenti nell’ambito del lavoro, del comportamento e del funzionamento dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana; per aver affermato, sostenuto e incoraggiato l’accumulo di funzioni, la concentrazione di poteri nell’ambito della Comunità Nazionale Italiana; per aver ridotto a loro professione le funzioni che ricoprono; per aver ridotto a propri portavoce i mezzi d’informazione della Comunità Nazionale Italiana, inducendoli all’autocensura; ecc.
La politica battelliano-tremuliana-radiniana ha disatteso le promesse fatte, gli impegni che si sono assunti, e cioè: la mancata costituzione del Tavolo tecnico da istituirsi presso il Ministero degli Affari Esteri Italiano al fine di redigere la Legge d’interesse permanente ovvero Legge quadro dello Stato Italiano in favore della Comunità Nazionale Italiana; la mancata attuazione dell’Accordo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze del 1996; l’inconcludente Commissione permanente interministeriale per l’attuazione dell’Accordo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze, istituita ai sensi dell’Accordo Radin-Sanader; il mancato riconoscimento del diritto al “voto aggiuntivo” nell’ambito delle elezioni parlamentari in Croazia; il mancato riconoscimento del diritto all’esenzione dal pagamento dei dazi doganali e dell’IVA sulle donazioni del Governo italiano alla Comunità Nazionale Italiana e a tutte le sue istituzioni, scuole e associazioni; il mancato bilinguismo integrale; l’irrisolta questione concernente il confine di Schengen; la mancata sottoscrizione di accordi tra i Governi sul riconoscimento dei titoli di studio; la mancata costruzione e gestione di una Casa di riposo per anziani; la non realizzata istituzione di un’Università italiana privata, ecc.
Non va dimenticato che dal 1991 al 2012 la politica battelliano-tremuliana-radiniana ha gestito tutti i mezzi finanziari assicurati dai vari soggetti (le Repubbliche d’Italia, Croazia e Slovenia e le Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Istriana), il cui importo complessivo ammonta a più di 250 milioni di euro, assicurati e devoluti a favore della Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia.
Per noi non è così difficile intravedere e capire che la politica battelliano-tremuliana-radiniana ormai rappresenta il passato e non il futuro della Comunità Nazionale Italiana, ma la responsabilità di tale politica la lasciamo alle coscienze dei “personaggi” in questione e ai loro sempre più esigui seguaci. 

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Marzo 2013 11:26
 
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