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Furio Radin e Maurizio Tremul, sostenitori di Ivo Sanader e Silvio Forza PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Mercoledì 04 Giugno 2014 11:15

Furio Radin e Maurizio Tremul hanno appoggiato Ivo Sanader, l’ex presidente dell’HDZ ed ex premier della Croazia, nel 2003 e nel 2007, e cioè l’hanno fatto per ben 6 anni consecutivi; ma, così facendo, hanno dato la possibilità e hanno contribuito all’affermazione di chi oggi è condannato per corruzione, tangenti, associazione per delinquere, abuso di potere, profitti di guerra (con una sentenza di condanna a 10 e l’altra a 9 anni di carcere) ed è ancora imputato in altri processi in corso. Oggi, Ivo Sanader sta scontando le sue pene in carcere. Furio Radin e Maurizio Tremul, come molti altri che hanno sostenuto Ivo Sanader per ben 6 anni, non possono oggi ritenersi incolpevoli, sostenendo di non essere stati a conoscenza delle attività illecite di Ivo Sanader, perché se strumentalizzati sono immeritevoli di ricoprire gli incarichi che ricoprono (per ignoranza, incapacità), e soprattutto poiché il fatto di ignorare qualcosa non può esimere dalla responsabilità per i fatti che si sono succeduti. Tutti quelli che hanno appoggiato Ivo Sanader per 6 anni avrebbero dovuto sapere ciò che stava succedendo (giacché le innumerevoli malversazioni erano state denunciate da alcuni mass media), e probabilmente lo sapevano, ma per una questione di opportunismo hanno preferito continuare a “non vedere”, “non sentire”, “non parlare” (hanno preferito fare propria la morale umana delle tre proverbiali scimmiette). Semplicemente, tutti coloro che hanno sostenuto in qualsiasi modo Ivo Sanader sono complici e corresponsabili.

Alle elezioni per il Parlamento croato del 2007, il primo firmatario e proponente della candidatura di Furio Radin al seggio specifico è stato Silvio Forza, l’allora direttore dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume. Furio Radin e Maurizio Tremul, quali presidenti dell’Unione Italiana, fondatore unico dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, hanno sostenuto Silvio Forza quale direttore dell’Ente. Oggi, Silvio Forza è indagato per il reato di abuso d’ufficio e di potere, poiché sussiste la fondatezza del sospetto che, dal 2011 al 2013, come direttore dell’EDIT, utilizzando carte di credito dell’EDIT per pagare conti privati e prelevando contanti presso gli sportelli bancomat per le proprie esigenze e frodi con ordini di viaggio in suo favore, ha danneggiato l’EDIT per un importo in denaro di 402.730,71 kune. S’impone la responsabilità del fondatore, l’Unione Italiana, e quindi di Furio Radin e Maurizio Tremul, che dovevano essere informati su tutto ciò che accadeva nell’Ente; sostenere, come cercano di fare, che non ne erano informati può costituire soltanto un’aggravante e non un’attenuante! Con riferimento all’EDIT, cogliamo l’occasione per riportare un’altra informazione, che c’è giunta da fonti considerate attendibili, e cioè che il caporedattore de “La Voce del Popolo” e facente funzione di direttore dell’EDIT, Errol Superina, ha come colleghi di lavoro la sua intera famiglia, ossia la moglie, la figlia, il figlio e anche il futuro genero (qualora la notizia dovesse essere sbagliata, ci scuseremo pubblicamente ben volentieri). Complimenti vivissimi a Errol Superina, che da parecchi anni ormai ha assunto il ruolo di portavoce di Furio Radin e Maurizio Tremul e che è promotore, sostenitore ed esecutore della politica redazionale “sup(er)ina”. Naturalmente, in merito sia Furio Radin sia Maurizio Tremul fanno finta di nulla, e poi diranno di non esserne stati a conoscenza; chissà, forse si tratta soltanto di uno scambio clientelare, la politica redazionale “sup(er)ina” per i posti di lavoro a favore dei componenti della propria “famiglia”?

Riteniamo legittimo che ognuno decida chi e che cosa sostenere nell’espletamento della propria funzione (e ci mancherebbe che non fosse così), e Furio Radin e Maurizio Tremul hanno appoggiato chi e cosa hanno ritenuto opportuno; ma lo dovevano fare con responsabilità, perché ogni scelta comporta anche la corrispondente responsabilità, e quindi oggi devono assumersi le responsabilità per le “loro” scelte fatte. Ma il problema che ci preme rilevare è che non si è trattato e non si tratta a tutt’oggi soltanto delle “loro” scelte. Per opportunismo e/o codardia, sono riusciti a coinvolgere nelle “loro” scelte l’Unione Italiana, il che riteniamo irresponsabile e inaccettabile. E lo è ancor di più dal 2006 a oggi, ossia dall’elezione di Furio Radin alla funzione di Presidente dell’Unione Italiana, accanto alla funzione di deputato. È un “dato di fatto” che Furio Radin ricopra sia una sia l’altra funzione e che le “sue” prese di posizione di deputato possono e sono interpretate anche come prese di posizione dell’Unione Italiana; il che non dovrebbe succedere se, naturalmente, si vuole e si sostiene di volere un’Unione Italiana quale organizzazione che dovrebbe, o che per lo meno pretende, rappresentare tutti gli italiani in Croazia e Slovenia.

Non va scordato che il “Ventennio radiniano-tremuliano-battelliano” è contraddistinto:

-dalla politica utilitarista, opportunista, clientelare e cinica, insomma, una politica che risale al Medio Evo, dove si possono rintracciare dei precedenti di questa mentalità nel famoso detto: “Franza o Spagna, purché se magna”;

-dalla “loro” pochezza etico-morale;

-dalle “loro” modifiche ad personam allo Statuto dell’Unione Italiana;

-dalla “loro” responsabilità per i risultati (non) conseguiti con riferimento ai progetti imprenditoriali che avrebbero dovuto creare la tanto auspicata base economica allo scopo di giungere a un’autonomia finanziaria della Comunità Nazionale Italiana;

-dal fatto di aver ridotto l’Assemblea dell’Unione Italiana a un intralcio, a notaio, a organo di ratifica, a “votificio” dei “loro” desiderata e di quelli dei loro proseliti;

-dall’illimitata investitura alle cariche dirigenziali di singoli “personaggi”;

-dalla concentrazione di poteri, un accumulo di funzioni, cariche, responsabilità in poche mani e, alla stregua dei massimi dirigenti, il cumulo di cariche è poi praticato da altri connazionali calati nelle loro realtà locali;

-dalla politica del piccolo cabotaggio individuale degli opportunisti, una politica corporativa, un consociativismo deteriore, e cioè la prassi della collusione, delle omertà reciproche, degli accordi spartitori;

-da un’indisponibilità assoluta al rinnovamento culturale e al ricambio generazionale;

-dalle numerose irregolarità presenti nell’ambito del lavoro e del comportamento dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana;

-dalle promesse che sono state fatte e mai mantenute, gli impegni che si sono assunti e che sono stati regolarmente disattesi, le iniziative e i progetti che sono stati proposti e approvati ma non realizzati;

-dai mass media (Radio e TV Capodistria, Radio Fiume, Radio Pola, “La Voce del Popolo”, “Panorama”, ecc.) che al posto di assumersi la loro responsabilità, assecondano, funzionano da megafoni dei soliti “personaggi tuttologi”, che della loro funzione hanno fatto la loro professione;

Siamo certi che le sopra citate considerazioni hanno influito in modo considerevole affinché Furio Radin sia decorato come Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia, Maurizio Tremul sia decorato come Grande ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, Silvio Forza sia decorato come Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia ed Errol Superina sia decorato come Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Con riferimento a Furio Radin e Maurizio Tremul, ci sembra il minimo indispensabile, tenuto conto del fatto che dell’italianità hanno fatto la “loro” professione per oltre vent’anni.

Terminiamo questo intervento con due citazioni, che ci sembrano, adeguate all’odierna situazione:

-la prima di George Orwell, che recita “Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima! È complice!”;

-e la seconda di Albert Einstein, che recita “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

 
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