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Il Presidente e la sua Giunta esecutiva violano la Legge sulle associazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Martedì 10 Febbraio 2015 11:11

Egregi membri del Comitato dei garanti, d’appello e di controllo dell’Unione Italiana,

ai sensi dell’articolo 42 della Legge sulle associazioni e dell’articolo 45 dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume, si esprime l’avvertenza sulla violazione degli articoli 22, 23 e 39 dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume e dell’articolo 19 della Legge sulle associazioni e si richiede di invalidare: 

-la Conclusione della Giunta esecutiva del 12 settembre 2014, n. 19, “Proposta inviata in adesione alla richiesta per la presentazione del Piano finanziario per il 2015 emesso dall’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia”, con la quale si approva la proposta di Piano finanziario per il 2015 trasmesso all’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia, pari a 60.000,00 euro per le necessità della sede di Capodistria dell’Unione Italiana e

-la Conclusione della Giunta esecutiva del 6 febbraio 2015, n. 72, “Contratto tra l’Unione Italiana di Fiume e l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria - 2015”, con la quale si approva il Contratto in cui vengono definiti i rapporti interni nell’attuazione del programma e la struttura e la suddivisione dei costi (ossia con il quale si approva il trasferimento del finanziamento assegnato pari a 41.800,00 euro);

al fine di rimuovere le irregolarità segnalate, nei termini e nei tempi stabiliti dalla Legge sulle associazioni.

 

Motivazione

 

L’articolo 22 dello Statuto dell’Unione Italiana stabilisce che “l’Assemblea è il massimo organo rappresentativo e deliberativo dell’Unione”, “traccia le direttrici fondamentali di tutta l’attività” e “stabilisce i programmi”.

L’articolo 23 dello Statuto dell’Unione Italiana determina che l’Assemblea approva in particolare “i lineamenti programmatici e i piani di attività dei singoli settori e conferma i progetti proposti da tutti i suoi organi istituzionali e operativi”, “il programma operativo annuale” e “tutte le decisioni, le conclusioni, gli indirizzi, i documenti e gli altri atti che interessino la vita, l’organizzazione, la gestione, la programmazione e lo sviluppo generale dell’Unione”.

L’articolo 39 dello Statuto dell’Unione Italiana stabilisce che la Giunta esecutiva “dà esecuzione alle decisioni, gli indirizzi programmatici e i programmi fondamentali dell’Assemblea”, “prepara, predispone e attua, in collaborazione con i corpi da essa costituiti e con i corpi e le commissioni dell’Assemblea, i programmi di lavoro annuali e i piani di attività dell’Unione” e “delibera e approva accordi e stipula contratti necessari allo sviluppo delle attività dell’Organizzazione, in conformità all’articolo 23 del presente Statuto” (articolo sopra citato).

In data 10 settembre 2014, il Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana ha inviato il Piano finanziario e il Programma di lavoro per l’anno d’esercizio 2015 attinente la sede di Capodistria dell’Unione Italiana (sigla amm.: 402-08/14-001, n. prot.: 2170-67-03-14-6) all’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia. Il Presidente della Giunta esecutiva ha stabilito e inviato il Programma di lavoro e Piano finanziario in modo arbitrario (senza l’autorizzazione dell’Assemblea) e illegittimo (poiché non rientra nelle sue attribuzioni statutarie), violando gli articoli 22, 23 e 39 dello Statuto dell’Unione Italiana. Si tratta di un atto illegittimo perché emesso da organo privo di competenza.

Due giorni dopo, la Giunta esecutiva, alla sua II sessione ordinaria, tenutasi a Dignano il 12 settembre 2014, su proposta del suo Presidente come titolare del settore Finanze e bilancio, ha approvato la Conclusione n. 19, “Proposta inviata in adesione alla richiesta per la presentazione del Piano finanziario per il 2015 emesso dall’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia” (sigla amm.: 013-04/2014-15/18, n. prot.: 2170-67-02-14-10), con la quale si approva la proposta già inviata all’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia. Approvando tale Conclusione, la Giunta esecutiva ha violato gli articoli 22, 23 e 39 dello Statuto dell’Unione Italiana, poiché il tutto è stato fatto in modo arbitrario e illegittimo, ossia senza l’approvazione dell’Assemblea e da parte di due organi (il Presidente e la sua Giunta esecutiva) nelle cui competenze statutarie non rientra tale attribuzione. Comunque, la Conclusione del 12 settembre 2014, n. 19, al punto 1, stabilisce che “si approva la proposta di Piano finanziario per il 2015 trasmesso all’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia, pari a 60.000,00 euro, per l’anno finanziario 2015, per le necessità dell’Ufficio dell’Unione Italiana di Capodistria” e non per le necessità dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria. L’Ufficio dell’Unione Italiana in Slovenia e l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria non sono la stessa cosa, ma sono due entità giuridicamente distinte. L’articolo 18 dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume determina l’Ufficio dell’Unione Italiana in Slovenia, mentre l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria è un’associazione a sé stante, con un proprio Statuto e con i propri organi, competenze e attività (vedi internet: http://unione-italiana.eu/Backup/documents/Statuto_UI_Slo.pdf). A comprovare che il finanziamento è stato richiesto per le necessità dell’Ufficio dell’Unione Italiana in Slovenia sono le attività culturali riportate nel Programma di lavoro e Piano finanziario, e cioè per il Festival “Voci Nostre”, l’Ex-tempore di Grisignana, il concorso d’arte e di cultura “Istria Nobilissima”, ossia attività che sono organizzate e svolte dall’Unione Italiana di Fiume (che si può avvalere del suo Ufficio in Slovenia, stabilito dallo Statuto) in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste.  L’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria non ha nulla a che vedere con tali attività. Inoltre, il Programma di lavoro e Piano finanziario per l’anno d’esercizio 2015 è stato sottoscritto e inviato, in modo arbitrario e illegittimo, dal Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana di Fiume all’Ufficio per le nazionalità della Repubblica di Slovenia ed è stato approvato in seguito, in modo arbitrario e illegittimo, dalla Giunta esecutiva dell’Unione Italiana di Fiume, ovvero non è stato né preparato, né approvato, né inviato dagli organi dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria, che sono la Consulta (come suo massimo organo) e il Coordinatore (che la rappresenta).

La Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, alla sua VIII sessione ordinaria, tenutasi il 6 febbraio 2015 a Gallesano, ha approvato la Conclusione del 6 febbraio 2015, n. 72, “Contratto tra l’Unione Italiana di Fiume e l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria - 2015”, con la quale “si approva il Contratto in cui vengono definiti i rapporti interni nell’attuazione del programma e la struttura e la suddivisione dei costi”.

Nella Conclusione, al punto 2, si prende atto che l’articolo 7, comma 4, del Contratto tra l’Ufficio per le nazionalità del Governo e l’Unione Italiana di Fiume recita “copia del contratto con la succursale a Capodistria”, per far intendere e giustificare che è necessario stipulare il contratto tra l’Unione Italiana di Fiume e l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria; il che è errato poiché l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria non è la succursale a Capodistria dell’Unione Italiana di Fiume, bensì la succursale è l’Ufficio dell’Unione Italiana a Capodistria come stabilito dallo Statuto.

Stando a quanto riportato finora, risulta che l’Unione Italiana di Fiume, come destinatario del finanziamento da parte della Repubblica di Slovenia, ha presentato il Programma di lavoro e Piano finanziario per il 2015 non per le sue attività o/e per il suo Ufficio a Capodistria bensì l’ha fatto per ottenere il finanziamento che le spetta per destinarlo all’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria, come ente giuridicamente a se stante, autonomo. Ciò costituisce una prassi inusuale per usare un eufemismo: infatti, nessun ente giuridico al mondo riceve un finanziamento senza nemmeno averlo richiesto; e in questo caso l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria si vede assegnare un finanziamento pari a 41.800,00 euro senza aver mai richiesto niente a nessuno (forse sarà dovuto al fatto che i suoi organi sono illegittimi, illegali in Slovenia e quindi non possono nemmeno formulare e sottoscrivere una richiesta di finanziamento?).

Le Parti contrenti del Contratto sono l’Unione Italiana di Fiume, rappresentata dal Presidente Furio Radin, e l’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana ‘Unione Italiana’ di Capodistria, rappresentata dal Coordinatore Maurizio Tremul.

In merito alle Parti contrenti si rileva che:

1. Furio Radin non ha la competenza di sottoscrivere contratti, se questi non sono in precedenza approvati dall’Assemblea dell’Unione Italiana; l’articolo 35 dello Statuto stabilisce chiaramente le competenze del Presidente dell’Unione Italiana;

2. Maurizio Tremul non è il Coordinatore dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana “Unione Italiana” di Capodistria, poiché non è stato eletto alla funzione di Coordinatore dalla Consulta dell’associazione, come stabilito dall’articolo 14 dello Statuto; stando all’articolo 14 dello Statuto, la Consulta è costituita dai membri eletti a suffragio diretto e segreto, che sono parimenti membri dell’Assemblea dell’Unione Italiana con sede a Fiume (e in questo mandato sono i seguenti: Roberto Battelli di Bertocchi, Gianfranco Stancich e Marco Orlando di Capodistria, Giulio Bonifacio di Crevatini, Marko Gregorič ed Erika Skrlič di Isola e Nadia Zigante, Manuela Rojec e Bruno Fonda di Pirano), la durata del suo mandato è di quattro anni, essa elegge e revoca il Coordinatore e si riunisce e delibera in seduta comune con l’Assemblea dell’Unione Italiana con sede a Fiume, di cui è parte integrante; stando all’articolo 15 dello Statuto la durata del mandato del Coordinatore è di quattro anni. Quindi, si può costatare che Maurizio Tremul è stato eletto Coordinatore dalla Consulta, non appena costituita l’associazione nel 1998, per la durata del mandato 1998-2002, poi nel mandato 2002-2006 è stato professionalizzato alla funzione di Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana di Fiume con regolare delibera dell’Assemblea dell’Unione Italiana di Fiume (sigla amm.: 013-04/2003-14/1, n. prot.: 2170-67-02-03-13, del 18 gennaio 2003) e perciò con l’approvazione anche dei membri dell’allora Consulta presenti alla seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana di Fiume, e dal 2006 a oggi, la Consulta (che si riunisce e delibera in seduta comune con l’Assemblea dell’Unione Italiana di Fiume) non ha mai né eletto né deliberato nulla con riferimento al Coordinatore e/o alla persona di Maurizio Tremul. Oltretutto, dal 2010 Maurizio Tremul non è e non può essere né membro della Consulta né membro dell’Assemblea dell’Unione Italiana, poiché candidandosi a Presidente della Giunta esecutiva, non può candidarsi ad altre cariche all’interno dell’Unione Italiana e delle Comunità degli Italiani, perché il suo mandato è incompatibile con qualsiasi carica o funzione all’interno dell’Unione Italiana e delle Comunità degli Italiani, ai sensi dell’articolo 42, comma 4, dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume. La Consulta (che si riunisce e delibera in seduta comune con l’Assemblea dell’Unione Italiana di Fiume), in ogni suo mandato quadriennale, avrebbe dovuto eleggere il suo Coordinatore con la durata del mandato di quattro anni, il che non è stato fatto dal 2006 a oggi, ossia nemmeno nel mandato appena iniziato; in merito, ci si rivolge ai membri attuali della Consulta con la richiesta di preparare una proposta di nomina del Coordinatore da inserire all’ordine del giorno della prossima seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana; qualora la Consulta non lo farà, si renderà compartecipe e corresponsabile della situazione, che persiste negli ultimi 8 anni e che si manifesta con la sottoscrizione di vari atti (contraddistinti anche da importi finanziari cospicui) da parte di Maurizio Tremul, in modo arbitrario, illegittimo e illegale (considerazione che ho già segnalato nella mia avvertenza del 3 novembre 2014, inviata per conoscenza anche alla Consulta dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana “Unione Italiana” di Capodistria).

3. Le persone con attribuzioni di rappresentanza legale dell’Unione Italiana di Fiume sono il Presidente dell’Unione Italiana e il Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana (il che è prescritto dagli articoli 35 e 42 dello Statuto, riportati nelle note n. 7 e 10 del presente testo), e conseguentemente i contratti in cui l’Unione Italiana di Fiume è Parte contraente devono essere sottoscritti, a nome e per conto dell’Unione Italiana di Fiume, da ambedue i rappresentanti legali dell’associazione. Con riferimento alla rappresentanza legale, si rileva che l’articolo 16, comma 5, della Legge sulle associazioni stabilisce che “l’associazione nomina una o più persone fisiche a rappresentare l’associazione”, mentre l’articolo 19 della Legge sulle associazioni determina che le persone con autorizzazioni di rappresentanza legale “stipulano i contratti a nome e per conto dell’associazione”. Infatti, il Contratto tra l’Ufficio per le nazionalità del Governo della Repubblica di Slovenia e l’Unione Italiana di Fiume inerente al cofinanziamento è sottoscritto, a nome e per conto dell’Unione Italiana di Fiume, da Furio Radin, come Presidente, e da Maurizio Tremul, come Presidente della Giunta esecutiva, ossia da ambedue le persone con attribuzioni di rappresentanza legale dell’Unione Italiana di Fiume.

Terminando, ritengo arbitrarie, illegittime e illecite sia la Conclusione della Giunta esecutiva del 12 settembre 2014, n. 19 (come pure il Programma di lavoro e Piano finanziario per il 2015 inviato arbitrariamente dal Presidente della Giunta esecutiva) sia la Conclusione della Giunta esecutiva del 6 febbraio 2015, n. 72, poiché sono state approvate violando gli articoli 22, 23 e 39 dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume e l’articolo 19 della Legge sulle associazioni.

Con la presente si richiede il Vostro intervento, nell’ambito delle Vostre competenze e responsabilità, al fine di assumere un atteggiamento chiaro e univoco con relativa conseguente decisione, atta a far rispettare lo Statuto dell’Unione Italiana di Fiume e la Legge sulle associazioni.

Distinti saluti. Silvano Zilli.

 

Per conoscenza:

-alla Consulta dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana “Unione Italiana” di Capodistria, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

-all’Università Popolare di Trieste, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , e per il suo tramite al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia;

-all’Ambasciata d’Italia a Zagabria, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , e al Consolato generale d’Italia a Fiume, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 
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