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L’usurpazione di funzioni pubbliche PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Venerdì 27 Marzo 2015 09:41

Usurpare significa “usare, pretendere, appropriarsi illegalmente”, “prendere possesso con l’uso”, “appropriarsi, far proprio con la violenza o con la frode ciò che spetta legittimamente ad altri”, per estensione “ricoprire indegnamente un ufficio, fregiarsi indegnamente di un titolo”.  L’usurpazione di funzioni pubbliche è commessa da chi si arroga funzioni che non gli competono, anche se ha la veste di pubblico ufficiale e appartiene all’ente che ha la competenza a decidere in materia. Nell’ordinamento giuridico italiano, il reato è disciplinato dall’articolo 347 del Codice penale. In sintesi, si può correttamente affermare che l’usurpazione s’identifica con l’auto-attribuzione di una funzione pubblica o di un pubblico impiego e che ricorre quando la pubblica funzione è esercitata non solo senza legittima investitura, ma per fini esclusivamente propri, in contrasto con quelli collettivi, pubblici.

Personalmente ritengo che Maurizio Tremul ricopra illegittimamente:

-la funzione di Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, poiché rappresenta un’evidente violazione dello Statuto, perché risulta che mentre lo Statuto limita l’investitura a tale carica a due mandati consecutivi egli invece sta ricoprendo tale incarico nel terzo mandato consecutivo;

-la funzione di Coordinatore dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana “Unione Italiana” di Capodistria poiché la Consulta non l’ha eletto all’incarico e inoltre non può ricoprire tale ruolo poiché il mandato del Presidente della Giunta esecutiva è incompatibile con qualsiasi carica o funzione all’interno dell’Unione Italiana;

-la funzione di membro della Giunta esecutiva con tre deleghe (e cioè responsabile dei settori: Affari giuridico-amministrativi, rapporti con le CAN, con i Consigli per la minoranza italiana e i rappresentanti politici della CNI, Economia e Finanze e bilancio) poiché il mandato del Presidente della Giunta esecutiva è incompatibile con qualsiasi carica o funzione all’interno dell’Unione Italiana e quindi va da se l’impossibilità di ricoprire ruoli in due organi distinti (il Presidente e la Giunta esecutiva sono due organi a sé stanti dell’Unione Italiana);

-e tutti gli altri numerosi incarichi e ruoli che svolge e che conseguono dal fatto di ricoprire le funzioni prima indicate.

Si tratta di una persona dotata di determinate attribuzioni in modo illegittimo che non si astiene di usarle nel proprio interesse, ossia per la sua autoconservazione.

Sulla situazione sono informati i principali finanziatori e gli organi competenti, interni ed esterni alla Comunità Nazionale Italiana, e cioè: il Comitato dei garanti, d’appello e di controllo dell’Unione Italiana; il Presidente dell’Unione Italiana; il Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana; la Consulta dell’Associazione degli appartenenti alla comunità nazionale italiana “Unione Italiana” di Capodistria; le Ambasciate e i Consolati della Repubblica Italiana in Croazia e Slovenia; l’Università Popolare di Trieste; la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (e specificamente il Presidente e l’Assessore alla cultura); il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (e specificamente il Ministro, il Sottosegretario Della Vedova, la Direzione generale per l’Unione Europea e l’Ispettorato generale); l’Unità amministrativa di Capodistria del Dipartimento affari amministrativi interni e il Ministero della pubblica amministrazione sloveno; l’Ufficio dell’amministrazione statale della Regione Litoraneo-Montana e il Ministero dell’amministrazione croato; ecc.

I principali finanziatori dell’Unione Italiana sono a conoscenza anche delle ormai numerose deliberazioni arbitrarie, illecite e illegittime del Presidente e della sua Giunta esecutiva.

Tutti sono informati sulla situazione, ormai insostenibile, in cui versa l’Unione Italiana e, conseguentemente, ne risente tutta la Comunità Nazionale Italiana. Anche se informati, non intraprendono nessuna azione, misura nell’ambito delle proprie competenze per evitare o meglio contenere i danni e, conseguentemente, sono corresponsabili di quanto sta accadendo; e la loro inazione è dovuta, forse, al fatto che sono stati coinvolti e quindi risultano complici in tutto ciò che accadeva e sta accadendo.

Tutti sanno tutto, ma nessuno reagisce, nell’ambito delle proprie competenze, allo scopo di impedire a Maurizio Tremul di continuare a danneggiare, operando in modo arbitrario, illegittimo e illecito nell’ambito sia dell’Unione Italiana di Fiume sia dell’Unione Italiana di Capodistria; e, conseguentemente, al fine di scongiurare una situazione già insostenibile all’interno dell’Unione Italiana di Fiume e dell’Unione Italiana di Capodistria e perciò presente in tutta la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.

Grazie all’inazione e alla (ir)responsabilità di tutti costoro il destino di tutta la Comunità Nazionale Italiana è ormai in balia degli eventi e ostaggio di una singola persona.

L’elenco delle difficoltà, dei problemi, delle preoccupazioni, dei danni presenti nell’ambito dell’Unione Italiana e, quindi, della Comunità Nazionale Italiana è ormai lungo, e ne riportiamo alcuni come esempio: gli indici negativi riguardanti i dati acquisiti nei censimenti; l’andamento degli iscritti nelle istituzioni prescolari e scolastiche negativo anche se alquanto contenuto; l’enorme differenza tra gli iscritti alle Comunità degli Italiani e i censiti; l’affluenza alle urne ridotta ai minimi storici, in termini numerici e percentuali, che denota una disaffezione, disinteresse e scollamento dell’elettorato nei confronti dell’Unione Italiana; il sistema elettorale che ha lo scopo precipuo di escludere, neutralizzare, rendere inesistente qualsiasi leader dell’opposizione; le candidature blindate che comportano delle elezioni scontate; la ripartizione dei seggi in Assemblea sorpassata e ingiusta e che non rispecchia la realtà; l’incidenza degli elettori nelle singole circoscrizioni elettorali disuguale e ingiusta; la violazione degli atti generali dell’Unione Italiana da parte degli organi della stessa; il consenso elettorale irrisorio degli eletti, che comporta una rappresentatività democraticamente illegittima dei rappresentanti-eletti; l’illimitata investitura alle funzioni e l’accumulo di cariche, che determinano delle elezioni scorrette, fraudolente; la distribuzione “clientelare” delle risorse di ogni genere; la subordinazione all’arbitrarietà di poche persone che da oltre un Ventennio detengono le funzioni e le risorse; il fallimento dei progetti socioeconomici; i condizionamenti vari; l’autocensura dei mezzi d’informazione; l’assenza di un ricambio generazionale e di un rinnovamento culturale; le deliberazioni arbitrarie, illecite e illegittime della Giunta esecutiva; le promesse fatte e mai mantenute; gli impegni assunti che sono stati regolarmente disattesi; ecc.

In considerazione delle incertezze e delle difficoltà della vita collettiva, sociale, non ci rimane che confidare nell’auto-appartenenza, nell’auto-determinazione come tutela della nostra capacità di perseguire i nostri obiettivi, la nostra “concezione di noi stessi”, giacché ci consente di resistere ai tentativi altrui di usarci come mezzi per i loro fini; mentre a noi è caro l’intrinseco valore delle persone trattate come fini in sé, che acconsentono alle attività reciprocamente vantaggiose (ai vantaggi reciproci) solo se rispettano i diritti degli altri, ossia se considerano e riconoscono l’eguale dignità di chiunque e di ciascuno.

 
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