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In mancanza di garanzie interne, l’Unione Italiana è degenerata in un regime autoritario e totalitario PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Giovedì 30 Aprile 2015 05:16

L’articolo 42 della Legge sulle associazioni (“Gazzetta ufficiale” n. 74 del 18.06.2014) recita: “(1) I soci dell’associazione controllano da soli il lavoro dell’associazione. (2) Se un socio dell’associazione ritiene che l’associazione abbia violato lo Statuto o un altro atto generale dell’associazione, è autorizzato avvertire in merito l’organo preposto dallo statuto dell’associazione, ossia l’assemblea qualora tale organo non sia determinato dallo statuto, e richiedere che le irregolarità siano rimosse. (3) Se l’avvertenza non è esaminata, entro 30 giorni dalla data di presentazione di una richiesta scritta e non si ottemperi alla richiesta, ossia se entro tale termine non è convocato l’organo competente o l’assemblea e le irregolarità non sono rimosse entro i successivi 30 giorni, il socio può sporgere querela al tribunale comunale competente, secondo la sede dell’associazione, al fine di tutelare i propri diritti stabiliti dallo statuto dell’associazione”.

L’articolo 45 dello Statuto dell’Unione Italiana di Fiume recita: “Il Comitato dei garanti, d’appello e di controllo è composto da 5 membri, compreso il Presidente. Il Comitato dei garanti, d’appello e di controllo verifica la regolarità degli atti e dell’azione dell’Unione e dei suoi organismi. Funge da Giurì d’onore e da organo di conciliazione per la soluzione delle controversie tra gli associati all’organizzazione, tra gli organismi e le strutture dell’Unione, tra l’Unione e le Comunità. Ha la funzione di Corte d’appello per tutte le istanze e i ricorsi da parte degli associati, delle istituzioni e degli organismi che compongono l’Unione. Decide, nel caso di contrasto fra le disposizioni approvate da diverse strutture dell’Unione, conflitti di competenza tra l’Unione e le CI. Funge da Corte dei conti per il controllo delle spese e della gestione finanziaria dell’Unione”.

Sulla base delle sopra citate disposizioni, dal 3 novembre 2014 al 9 marzo 2015, ossia nel periodo di 4 mesi, ho presentato 13 ricorsi con motivazioni scritte al Comitato dei garanti, d’appello e di controllo dell’Unione Italiana. Il Comitato ha respinto 11 ricorsi, ritenendoli infondati, e accolto 2 ricorsi, invitando l’Assemblea a procedere con l’aggiornamento del suo Regolamento interno e della Delibera sugli organismi operativi permanenti dell’Assemblea (poiché la loro non conformità allo Statuto è talmente palese da non poter sostenere il contrario), ma dopo l’approvazione del nuovo Statuto che sarà preparato in base alle disposizioni della nuova Legge sulle associazioni; e ciò sta a significare che per il Comitato il fatto che dal 2010 al 2015 si sia operato applicando tali atti non conformi allo Statuto non costituisce alcun problema e non implica alcuna responsabilità da parte di nessuno nell’ambito dell’Unione Italiana. Tutte e 13 le deliberazioni del Comitato dei garanti, d’appello e di controllo riportano che sono state approvate sulla base del parere dell’avvocato di fiducia dell’Unione Italiana, l’avvocato Ladislav Radoslović di Fiume, pagato dall’Unione Italiana e cioè dal Presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul. Tutte e 13 le deliberazioni del Comitato mi sono state recapitate senza il parere dell’avvocato di fiducia dell’Unione Italiana, al quale il Comitato si richiama, e senza alcuna motivazione scritta, e per di più in alcune si specifica che il ricorrente (ossia il sottoscritto) sta abusando del suo diritto stabilito dall'articolo 45 dello Statuto. Deliberazioni del genere senza una motivazione, alcun argomento, alcuna spiegazione, ma con un respingimento secco, come se si trattasse di proposizioni infallibilmente vere o del verbo divino di cui non si ha nulla da argomentare, denotano soltanto che nell’ambito dell’Unione Italiana vige un regime autoritario e totalitario (soltanto al tempo di tali regimi succedevano cose del genere!). Il Comitato dei garanti, d’appello e di controllo dell’Unione Italiana invece di adempiere le proprie attribuzioni statutarie in modo imparziale, obiettivo, equidistante nei confronti delle parti contrapposte, è ridotto a semplice organo di ratifica dei pareri “di parte”, faziosi, parziali dell’avvocato di fiducia dell’Unione Italiana (pagato dall’Unione Italiana, ossia dal Presidente della Giunta esecutiva), che nelle controversie interpreta lo Statuto e gli atti generali dell’Unione Italiana esclusivamente nell’interesse del Presidente Tremul e della sua Giunta esecutiva, ossia in modo non conforme alle disposizioni dello Statuto e degli atti generali dell’Unione Italiana e delle vigenti leggi.

 

Quanto sopra riportato, è un’eclatante dimostrazione della mancanza di garanzie interne nell’ambito dell’Unione Italiana. Ormai da parecchi anni, l’Unione Italiana è degenerata in un regime autoritario e totalitario.

 
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