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La Corte suprema non si è pronunciata in merito alla controversia PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Lunedì 20 Luglio 2015 07:04

Con riferimento al Comunicato stampa del Presidente (secondo me illegittimo) della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana del 15 luglio 2015, incentrato sul Decreto della Corte suprema e reso pubblico sui mezzi d’informazione della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, ritengo necessario esprimere le seguenti precisazioni:

1. Nell’istanza è stato richiesto di determinare l’irregolarità della candidatura di Maurizio Tremul alla funzione di Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana poiché in base allo Statuto sono consentiti solo due mandati consecutivi, mentre Maurizio Tremul ha ricoperto tale funzione nei mandati quadriennali 2006-2010 e 2010-2014, e quindi la sua candidatura al terzo mandato consecutivo (2014-2018, che è in corso) non doveva essere convalidata dalla Commissione elettorale centrale dell’Unione Italiana. Da rimarcare che Maurizio Tremul dal 1991 a oggi, per ben 24 anni consecutivi, sta ricoprendo una delle due massime cariche dell’Unione Italiana.

2. Il 29 aprile 2015, la Corte suprema della Repubblica di Croazia ha approvato il Decreto con il quale ha respinto l’istanza e confermato il Decreto del Tribunale regionale di Fiume. Va rilevato che la Corte suprema di Zagabria e il Tribunale regionale di Fiume non si sono pronunciati in merito alla controversia ma, adducendo motivi procedurali, hanno ritenuto di non dover esprimersi sul fatto se il mandato in corso (2014-2018) sia il secondo o il terzo consecutivo di Maurizio Tremul (in poche parole, se ne sono lavati le mani), il che non è indicato nel Comunicato stampa allo scopo di manipolare l’opinione pubblica. È da ritenersi assodato che se la Corte suprema e il Tribunale regionale avessero la certezza che si tratta del secondo e non del terzo mandato consecutivo allora avrebbero anche deliberato in tal senso, invece non l’hanno fatto ma hanno preferito evitare tale argomento nelle motivazioni e richiamarsi solo e soltanto a questioni procedurali, formali, ossia che ci si doveva rivolgere al Comitato dei garanti, d’appello e di controllo (che era inesistente dal giorno dell'indizione delle elezioni) al posto del Comitato generale di controllo delle elezioni (eletto all'ultima seduta dell'Assemblea uscente quale massimo organo nel processo elettorale).

3. Ritengo utile rilevare che il Decreto della Corte suprema, approvato il 29 aprile u.s., ci è giunto il 14 luglio 2015, ossia ci sono voluti ben 76 giorni affinché il Decreto giungesse da Zagabria via Fiume a Rovigno.

4. In seguito alle deliberazioni del Tribunale regionale di Fiume e della Corte suprema di Zagabria, nelle quali non ci si esprime in merito alla controversia, rimango fermamente convinto che Maurizio Tremul ricopra in modo illegittimo la funzione di Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana.

 

P.S. Nell’edizione del 16 luglio 2015, “La Voce del Popolo” riporta la notizia con il titolo “Respinta la denuncia contro Tremul”, il cui autore è anonimo. Il titolo è errato poiché la denuncia non è contro Tremul ma contro l’Unione Italiana e i suoi organi (la Commissione elettorale centrale e il Comitato generale di controllo delle elezioni). Il fatto che “La Voce del Popolo” e molte altre persone giuridiche e fisiche identificano l’Unione Italiana con Maurizio Tremul sta a significare che l’Unione Italiana è degenerata in un sistema autoritario e totalitario.

 
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