Home Appunti - Bilješke L’entrata dello Stato croato nella gestione del bene immobile dell’Unione Italiana, acquistato e restaurato con i mezzi finanziari dello Stato italiano
L’entrata dello Stato croato nella gestione del bene immobile dell’Unione Italiana, acquistato e restaurato con i mezzi finanziari dello Stato italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Martedì 25 Agosto 2015 06:27

Nel 1998, grazie ai fondi stanziati dal Ministero degli Affari Esteri italiano, l’Unione Italiana di Fiume ha acquistato il Palazzo Soardo-Bembo (Castel Bembo) a Valle per 247.761,67 euro, assegnandolo in usufrutto alla locale Comunità degli Italiani per la durata di 99 anni. Per l’intera ristrutturazione di Castel Bembo, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha stanziato circa 1 milione e 700 mila euro. Pertanto, per l’acquisto del Palazzo, il suo restauro e l’acquisto degli arredi e delle attrezzature, la Repubblica Italiana ha investito circa 2 milioni di euro. Il 19 novembre 2012 a Valle, il Sottosegretario di Stato agli affari esteri, Staffan de Mistura, ha inaugurato il Palazzo Soardo-Bembo, che dopo un lungo restauro è tornato a essere sede della locale Comunità degli Italiani (vedi: http://www.unipoptrieste.it/rassegna-stampa/novita/inaugurato-castel-bembo-gioiello-dellistria-e-della-cni). 

Grazie al recupero di questo tesoro della cultura italiana, la Comunità degli Italiani di Valle dispone di 800 m2 di superficie, suddivisi in quattro piani per svolgere le sue varie attività.

Nel 2013, l’Unione Italiana di Fiume come proprietaria di Castel Bembo, dopo aver esaminato la richiesta della Regione Istriana, ha deciso di partecipare alla licitazione bandita dalla Regione medesima per la costituzione a Valle, presso la sede della Comunità degli Italiani, del Centre for EU and international cooperation e la conseguente concessione in affitto dei vani siti al secondo piano dello stabile di Castel Bembo, con la durata del contratto d’affitto di 23 mesi per un prezzo d’affitto pari a 139.700,00 kune (vedi: Conclusione della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana del 23 aprile 2013, n. 423, Partecipazione alla gara per la concessione in affitto alla Regione Istriana ai sensi del bando “contract on the rental service of business space for the establishment of the Centre for EU and international cooperation”, sigla amm.: 013-04/2013-15/8, n. prot.: 2170-67-02-13-4, internet: http://unione-italiana.eu/Backup/documents/2010-2014/423_Affitto-Valle_Con_XXXIX-GE.pdf). Inoltre, grazie a un accordo con il Comune di Valle, la Sala signorile al primo piano, dalla quale si accede alla balconata sul lato della piazza, da oltre un anno accoglie le cerimonie nuziali.

Castel Bembo, oltre ad essere la casa degli Italiani, possiede più spazi che, dotati di una moderna attrezzatura tecnica, sono adeguati per l’organizzazione di congressi, seminari, convegni, tavole rotonde, matrimoni. Per far fronte alle spese di gestione e manutenzione del Palazzo, il sodalizio ha avviato diverse attività per incamerare i mezzi finanziari necessari. In tale contesto, consultando i vari siti internet, sono venuto a conoscenza della seguente notizia, che riporto integralmente:

Caffè bar “Castrum Bembo”

La società commerciale “Pleter-usluge”, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Valle, ha ampliato le sue attività con l’apertura del ristorante “Castrum Bembo” a Valle. Il Caffè bar è situato in un magnifico palazzo del XV secolo “Castel Soardo” ed è al servizio di tutti i cittadini e gli utenti. Nei vani del castello e del caffè bar vi è la possibilità di organizzare i catering, i banchetti, i ricevimenti degli ospiti e i matrimoni. Rendete più grandi i vostri eventi importanti e il vostro matrimonio nella romantica atmosfera di questo castello e assicurate a Voi e ai Vostri ospiti un ambiente quanto più speciale e bello! (tratto dal sito internet dell’azienda “Pleter-usluge”: http://www.pleter-usluge.hr/castrum-bembo/).

L’azienda “Pleter-usluge” (letteralmente in italiano, “Intrecciatura-servizi”) è una società a responsabilità limitata con sede a Zagabria, il cui fondatore unico è la Repubblica di Croazia e il cui capitale sociale è di 19.513.300,00 kune. La Delibera di fondazione della società commerciale “Pleter-usluge” s.r.l. è pubblicata nella “Gazzetta ufficiale” n. 151 del 23.12.2005 con le successive modifiche e integrazioni pubblicate nel n. 92 del 08.08.2008, n. 88 del 22.07.2009 e n. 97 del 26.07.2013. Il Governo croato ha fondato l’azienda allo scopo di scorporare le attività di ristorazione, ricettive, commerciali e altre attività di servizio del Ministero della Difesa e delle Forze Armate della Repubblica di Croazia. Detto più semplicemente, sulla base del contratto di cooperazione commerciale con il Ministero della Difesa, l’azienda “Pleter-usluge” si è assunta le attività commerciali, di ristorazione, alberghiere e altre attività di servizio del Ministero della Difesa e delle Forze Armate, che così sono state scorporate dal sistema di difesa e dall’esercito e assegnate a tale soggetto economico con l’opportunità di acquisire profitti, fornendo anche altre e varie attività e servizi sul mercato. Pertanto, la società gestisce la quasi totalità delle strutture ricettive (alloggi, alberghi), di ristorazione (cucine militari, ristoranti, case dei difensori croati) e commerciali (negozi) del Ministero della Difesa e dell’Esercito croato. L’azienda “Pleter-usluge” s.r.l. è in realtà una sorta di outsourcing del Ministero della Difesa e delle Forze Armate croate. Non solo, ma attraverso gare pubbliche riesce ad ottenere lavori e attività di ogni genere a nome e per conto di altre istituzioni statali (come per esempio, l’anno scorso, ha ottenuto la gestione dei villaggi turistici di proprietà dell’azienda statale che gestisce il demanio forestale in Croazia). Il Consiglio d’amministrazione della “Pleter-usluge” conta 4 membri e ne fanno parte: il generale di brigata in pensione Zvonko Peternel come presidente, Tanja Major come vicepresidente, Ivan Jelavić come membro e l’ex ufficiale Tomislav Kačić-Alesić come membro. Amministratore delegato della società è l’ex ispettore capo della difesa e generale in pensione Marijan Mareković, mentre membro della Direzione è Denis Skubic. L’Assemblea della società è composta dal Ministro della difesa, Ante Kotromanović, come presidente, e dai Ministri dell’economia, Ivan Vrdoljak, e del turismo, Darko Lorencin. Gli introiti annuali dell’azienda ammontano a circa 150.000.000,00 di kune e i dipendenti della stessa sono circa 900 (dati e informazioni sull’azienda tratti dal Registro del Tribunale commerciale di Zagabria, presso il quale la società è registrata).

Tenuto conto del fatto che Castel Bembo è di proprietà dell’Unione Italiana e assegnato in usufrutto alla Comunità degli Italiani di Valle (come beneficiario dell’immobile), in nome della decantata trasparenza e a rigore di legge, sia l’Unione Italiana e sia la Comunità degli Italiani avrebbero dovuto bandire un concorso pubblico per l’assegnazione dei vani d’affari e informare l’opinione pubblica, ossia i propri associati, sull’esito del concorso e sulle condizioni stabilite nel contratto d’affitto, ma ciò non è stato fatto. Non meraviglia che tale mancanza sia dovuta ai due Presidenti dell’Unione Italiana, Furio Radin e Maurizio Tremul, ma desta stupore che a non farlo sia stata anche la Presidente della Comunità degli Italiani di Valle, che è anche la responsabile del settore Coordinamento e rapporti con le Comunità degli Italiani della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, e che quindi così facendo rappresenta di certo un cattivo esempio per le altre Comunità degli Italiani (con le quali dovrebbe coordinare le attività e curare i rapporti di collaborazione con l’Unione Italiana).

Va da se la constatazione che i posti di lavoro in lingua italiana sul nostro territorio d’insediamento storico sono pochi (per non dire pochissimi) e pertanto se anche questi pochi sono assegnati alla maggioranza da parte di chi dovrebbe innanzitutto tutelare e fare gli interessi dei propri connazionali allora ne consegue che siamo messi proprio male!

E poi, a qualcuno sembra del tutto normale il fatto che la Repubblica Italiana investa circa 2 milioni di euro per il restauro di un Palazzo a favore della Comunità Nazionale Italiana (per assicurarle le condizioni necessarie per svolgere le proprie attività finalizzate alla tutela, all’affermazione e allo sviluppo della propria identità e cultura) e i suoi rappresentanti legali decidono di dare in gestione i vani a un’azienda dello Stato croato invece di assegnare tale gestione a qualche nostro connazionale o a qualche socio sostenitore?

E il Ministero degli Affari Esteri italiano è informato di come sono gestiti gli immobili da parte dell’Unione Italiana, o meglio da parte delle persone che la rappresentano e cioè Furio Radin e Maurizio Tremul? Il Revisore dei conti dell’Università Popolare di Trieste, le rappresentanze diplomatiche italiane in Croazia e il Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia (istituito dal Ministero degli Affari Esteri italiano) che cosa stanno facendo?

Insomma, anche in questo caso, le persone responsabili per quanto sopra riportato sono sempre le stesse e cioè Furio Radin come presidente dell’Unione Italiana e Maurizio Tremul come (secondo me illegittimo) Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana.

La questione sopra riportata, che coinvolge l’azienda del Ministero della Difesa, inevitabilmente mi fa pensare anche a un’altra notizia apparsa qualche settimana fa. Infatti, in occasione della Giornata della vittoria e del ringraziamento della Patria e della Giornata dei difensori croati nonché del 20° anniversario dell’operazione militare “Oluja” (“Tempesta”), il 4 agosto u.s., si è tenuta una solenne parata, organizzata dal Ministero della Difesa e dall’Esercito croato, la cui regia è stata affidata a Petra Radin, figlia del deputato Furio Radin (vedi: http://www.editfiume.com/lavoce/politica/14496-una-giornata-memorabile).

È evidente che ultimamente (ma forse era così anche prima, soltanto che non me ne ero accorto) i rapporti di collaborazione tra i rappresentanti dell’Unione Italiana e il Ministero della Difesa croato sono ottimi.

Personalmente, se penso alla circostanza vissuta negli anni Novanta, quando come vicesindaco di Rovigno mi ha fatto visita un graduato dell’Esercito croato con sede a Pola per dirmi che hanno un fascicolo aperto a mio nome dovuto alla mia attività politica (pressione che non ha prodotto l’effetto voluto), mi si rivolta lo stomaco nel considerare che alcuni, invece, collaborino in modo ottimale e nel reciproco interesse con le strutture di difesa e dell’esercito statali.

Purtroppo, nell’ambito dell’Unione Italiana, grazie a Furio Radin e Maurizio Tremul, sono molti i casi abominevoli che vanno al di là di ogni mia pessima aspettativa.

 
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