Home Appunti - Bilješke Renzo Arbore come testimonial della campagna elettorale del deputato Furio Radin a spese della Direzione generale per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e pertanto violando la Legge n. 73 /2001
Renzo Arbore come testimonial della campagna elettorale del deputato Furio Radin a spese della Direzione generale per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e pertanto violando la Legge n. 73 /2001 PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Mercoledì 02 Settembre 2015 06:55

L’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste hanno inviato una lettera, datata 5 agosto 2015, a tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per informarli che hanno organizzato un concerto del grande artista Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana, che avrà luogo il 5 settembre p.v. all’Arena di Pola. Stando ai dati delle ultime elezioni dell’Unione Italiana nel 2014, sono 37.502 gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia e, quindi, se sono state altrettante le lettere inviate, soltanto per le spese postali sono stati sborsati almeno 16.000,00 euro. Naturalmente, l’ingresso al concerto è libero, ossia gratuito. La lettera è in funzione della campagna elettorale di Furio Radin, deputato al Parlamento croato (dal 1992) e Presidente dell’Unione Italiana (dal 2006), che ha intenzione di candidarsi per la settima (7) volta consecutiva alla funzione di deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato. Stando alle ultime indiscrezioni, le elezioni parlamentari in Croazia si terranno entro quest’anno. Non desta meraviglia che Furio Radin, con l’appoggio di Maurizio Tremul (un tandem ben rodato nell’ultimo Ventennio), sia riuscito nell’intento di organizzare il concerto di Renzo Arbore all’Arena di Pola a qualche mese dalle elezioni parlamentari, presentando l’evento sotto le mentite spoglie denominate “Giornate della Comunità Nazionale Italiana” o “Raduno della Comunità Nazionale Italiana” (aggiungendo al concerto un convegno e una tavola rotonda), ma stupisce che il Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia (istituito dal Ministero degli Affari Esteri italiano con decreto ministeriale n. 4032 del 3 luglio 1995) abbia approvato tale iniziativa, che comporta una spesa pianificata pari a 182.754,00 euro (e cioè 31.830,00 euro per il raduno dei giovani + 130.924,00 euro per il raduno della Comunità Nazionale Italiana + 20.000,00 euro per l’evento promozionale dell’imprenditoria). Di fatto, la partecipazione dei connazionali al concerto di Renzo Arbore si vuole presentare come “Raduno della Comunità Nazionale Italiana” e le spese che si dovranno sostenere alla fine saranno maggiori di quelle pianificate.

 

Da segnalare che il convegno, previsto per il 5 settembre p.v., si svolgerà alla Comunità degli Italiani di Valle, probabilmente per assicurare qualche guadagno all’azienda “Pleter-usluge” s.r.l. di Zagabria, il cui fondatore unico è la Repubblica di Croazia (ossia il Ministero della Difesa), e che gestisce alcuni vani (compreso un ristorante) di Castel Bembo, che è di proprietà dell’Unione Italiana (acquistato e restaurato con i mezzi finanziari dello Stato italiano per un costo complessivo di 2 milioni di euro) e assegnato in usufrutto alla locale Comunità degli Italiani.

Non soltanto, in questi giorni siamo testimoni di chiamate telefoniche da parte di operatori, che si presentano (in un italiano stentato) a nome dell’Unione Italiana per ricordare ai singoli connazionali che il 5 settembre p.v. si terrà il concerto di Renzo Arbore all’Arena di Pola, organizzato dall’Unione Italiana, invitando l’interlocutore a parteciparvi e, approfittando della telefonata, all’interlocutore vengono poste due domande: “Come valuta l’operato di Furio Radin?” e “Quanto si sente vicino all’Unione Italiana?” Non c’è dato sapere quanto costerà il sondaggio ma di certo non risulterà gratuito. Inoltre, per assicurare la massima presenza dei connazionali al concerto, l’Unione Italiana ha richiesto alle Comunità degli Italiani in Croazia e Slovenia di organizzare il trasporto per i loro associati interessati, pretendendo che le stesse si accollino tali spese dai mezzi finanziari che hanno ricevuto per le loro attività.

Vista la mobilitazione generale in corso (che ricorda i raduni al tempo dei passati regimi totalitari, che dovevano comprovare il consenso di massa), per il 5 settembre p.v. si prospetta una bella serata con l’Arena di Pola strapiena di elettori, con il saluto/l’intervento di Furio Radin e le canzonette di Arbore con la sua Orchestra; il tutto pagato dalla Direzione generale per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Pertanto, in tale contesto, Renzo Arbore appare come testimonial della campagna elettorale del deputato Furio Radin a spese del contribuente italiano.

E poi si sosterrà che nell’ambito dell’Unione Italiana e della Comunità Nazionale Italiana le elezioni sono democratiche. E poi si sosterrà che non vi sono mezzi finanziari per assicurare le 1.800 borse libro individuali (a 100,00 euro cadauna) e quelle cumulative per le scuole, le Comunità degli Italiani e le istituzioni oppure i viaggi d’istruzione in Italia per gli alunni iscritti alle nostre scuole di ogni ordine e grado oppure per altre attività, di certo più importanti e strettamente legate alla nostra identità nazionale e culturale.

In tutta questa vicenda ci si è dimenticati di un particolare essenziale e cioè che il concerto di Renzo Arbore non rientra nelle tipologie delle attività finanziate a valere sulla Legge n. 73 del 21 marzo 2001, recante “Interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia” (che proroga e rifinanzia l’articolo 14, comma 2, della Legge n. 19 del 9 gennaio 1991, recante “Norme per lo sviluppo delle attività economiche e della cooperazione internazionale della Regione Friuli-Venezia Giulia, della Provincia di Belluno e delle aree limitrofe”). Sulla base della Legge n. 73/2001 (prorogata e rifinanziata, da ultimo, dall’articolo 1, comma 295, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228), il 2 luglio 2015 a Roma è stata stipulata la “Convenzione tra la Direzione generale per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste”, che nel piano d’interventi prevede anche il concerto di Renzo Arbore, approvato in data 31 marzo 2015 dal Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia (costituito dal Ministero degli Affari Esteri italiano).

L’articolo 1, comma 2, della Legge n. 73 del 21 marzo 2001, recante “Interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia” (“Gazzetta ufficiale” n. 73 del 28.03.2001) recita: “Lo stanziamento a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, di cui al comma 2, dell’articolo 14 della Legge 9 gennaio 1991, n. 19, sarà utilizzato mediante convenzione da stipulare tra il Ministero degli Affari Esteri, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, sentito il parere, da esprimere entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministero degli Affari Esteri della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, o comunque delle singole associazioni. Detto stanziamento è finalizzato alla realizzazione di interventi ed attività, indicati dall’Unione Italiana in collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia, da attuare nel campo scolastico, culturale, dell’informazione nonché, fino ad un massimo del 20 per cento dello stanziamento annuo previsto, nel campo socio-economico”.

Inoltre, stando agli atti parlamentari, nella relazione illustrativa della Legge n. 73 del 21 marzo 2001 si evidenzia che: “Allo stato attuale si deve rilevare la persistenza delle motivazioni che determinarono l’approvazione delle citate leggi del 1991, del 1995 e del 1998, in quanto sia la rete scolastica, sia le istituzioni culturali della minoranza hanno tuttora necessità di interventi ad hoc, affinché possa essere assicurato, anche nel futuro, un adeguato livello di funzionalità. La conferma dello stanziamento potrà, dunque, risultare determinante ai fini del consolidamento e dello sviluppo degli interventi posti in essere negli ultimi anni a vantaggio della nostra Comunità nazionale. Il prosieguo degli interventi contribuirà altresì a rafforzare il patrimonio storico e culturale della minoranza e ad accrescere il valore del contributo da essa dato al processo di comprensione e di cooperazione con la Slovenia e la Croazia, coerentemente con gli attuali indirizzi di politica estera. Attraverso il sostegno all’attività della minoranza nei settori culturale, informativo, socio-economico, scientifico e di ricerca, lo Stato italiano potrà ottenere inoltre lo scopo di rafforzare il ruolo della nostra Comunità nei due Paesi menzionati, rafforzandone il potere contrattuale dinanzi alle autorità locali”.

Inoltre, sempre stando agli atti parlamentari, nella relazione tecnico-finanziaria della Legge n. 73 del 21 marzo 2001 si rileva che: “Gli oneri in questione, come già precisato nella relazione illustrativa, sono destinati sia alla rete scolastica, sia alle istituzioni culturali della minoranza italiana che hanno tuttora necessità di interventi ad hoc affinché, anche in futuro, possa essere loro assicurato un adeguato livello di funzionalità. Non appare possibile fornire un’indicazione dettagliata delle modalità di utilizzo degli oneri in oggetto dovendo tali modalità essere stabilite dalle convenzioni da stipulare tra il Ministero degli Affari Esteri, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste. La tipologia di tali interventi sarà, tuttavia, divisa in due categorie:

a) acquisti, ristrutturazioni, allestimento di sedi delle comunità (oltre 43 nella regione istriana), di edifici scolastici, nonché degli immobili che ospitano le istituzioni culturali della minoranza;

b) contributi e sovvenzioni, per la realizzazione di studi, ricerche ed analisi, alle istituzioni, enti e istituti comuni della stessa minoranza”.

Pertanto, stando agli atti parlamentari (alla relazione tecnico-finanziaria e a quella illustrativa) e alla Legge n. 73 del 21 marzo 2001 recante “Interventi a favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia”, l’organizzazione del concerto di Renzo Arbore all’Arena di Pola non rientra nelle tipologie degli interventi da finanziarsi con i mezzi stabiliti dalla Legge.

Eppure, al fine di compiacere al deputato Furio Radin, l’Università Popolare di Trieste, il Comitato di coordinamento per le attività in favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia (composto dai rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri italiano, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, delle rappresentanze diplomatiche italiane in Slovenia e Croazia, dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana), il Presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’Università Popolare di Trieste, il Direttore generale della Direzione per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e con la presenza e l’avallo dei rappresentanti della Federazione delle Associazioni degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, volontariamente o involontariamente, consapevolmente o inconsapevolmente, si sono messi tutti in funzione della campagna elettorale del deputato per la sua settima (7) rielezione consecutiva, approvando il finanziamento del concerto di Renzo Arbore all’Arena di Pola e cioè approvando una tipologia d’intervento che non è contemplata, non è stabilita dalla Legge n. 73 del 21 marzo 2001, e a valere sulla quale si finanzierà l’evento.

Quindi, stando a quanto sopra riportato, tutti, proprio tutti sono in funzione di Furio Radin, che invece si occupa e preoccupa soltanto di se stesso e della sua “poltrona” al Parlamento croato. Ormai tutto è in funzione della campagna elettorale del deputato Furio Radin, e non soltanto nell’ambito della Comunità Nazionale Italiana e dell’Unione Italiana.

Per finire, la questione m’induce a riflettere sulla giustizia, intesa nei suoi due significati, e cioè come conformità al diritto (anche se è l’autorità, non la verità, che fa le leggi) e all’uguaglianza o proporzione. Come sostiene André Comte-Sponville nel suo “Piccolo trattato delle grandi virtù”, di fatto, la giustizia esiste fintantoché gli uomini la vogliono, di comune accordo, e la fanno. Ogni giustizia è umana e storica: nessuna giustizia (nel senso giuridico del termine) senza legge, né (in senso morale) senza cultura. Non è la giustizia a fare i giusti ma sono i giusti che fanno la giustizia. Essere giusto, nel senso morale del termine, è rifiutare di mettersi al di sopra delle leggi (cosicché la giustizia, anche come virtù, resta legata alla legalità) e degli interessi (cosicché resta legata all’uguaglianza). La giustizia è quella virtù per la quale ciascuno tende a superare la tentazione che consiste nel porsi al di sopra di tutto e nel sacrificare tutto ai propri desideri o ai propri interessi. Purtroppo, come sosteneva Pascal: “La giustizia senza la forza è impotente; la forza senza la giustizia è tirannica: a vincere non sono i più giusti, sono i più forti, sempre”. Ma ciò non proibisce, però, di battersi per la giustizia. Occorre dunque mettere insieme la giustizia e la forza: è a questo che serve la politica, che la rende necessaria. A me non rimane che constatare che, nell’Unione Italiana, grazie a Furio Radin e Maurizio Tremul, la giustizia brilla per la sua assenza.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Settembre 2015 07:20
 
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