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Io sto con la coalizione regionalista! PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Giovedì 05 Novembre 2015 19:43

Il 21 ottobre 2015, la Commissione elettorale statale ha pubblicato le candidature nelle circoscrizioni elettorali per l’elezione dei rappresentanti al Parlamento croato sul suo sito ufficiale (vedi:http://www.izbori.hr/ws/index.html?documentId=0C27F26CC372E647C1257ED8004490F2).

 

La Commissione elettorale statale ha accolto in totale 166 liste di candidatura (161 liste di partiti e 5 liste indipendenti; delle 161 liste di partiti, 97 sono liste di singoli partiti e 64 sono liste di coalizioni). Sono stati accolti anche 41 candidati delle minoranze nazionali, che eleggono i loro rappresentanti nella XII circoscrizione elettorale.

Nell’VIII circoscrizione elettorale, che comprende tutta la Regione Istriana e parte della Regione Litoraneo-Montana, compresa Fiume, per i 14 seggi in Parlamento gareggiano, per il consenso elettorale, in totale 210 candidati su 15 liste (alle ultime elezioni parlamentari le liste erano 26), che sono tutte liste di partiti (di cui 9 liste di singoli partiti e 6 liste di coalizioni), ossia non vi è alcuna lista indipendente.

Nella XII circoscrizione elettorale per il rappresentante della minoranza nazionale italiana concorrono tre candidati: Furio Radin di Vintian e il suo sostituto Roberto Palisca di Fiume, proposti da un gruppo di elettori; Maurizio Zennaro di Antonzi e il suo sostituto Ernie Gigante Dešković di Abbazia, proposti da un gruppo di elettori; Daniela Dapas di Zagabria e il suo sostituto Lovre De Grisogono di Zagabria, come candidati proposti dal partito Sviluppo sostenibile della Croazia (Održivi razvoj Hrvatske-OraH); mentre alle precedenti elezioni c’era un solo candidato (Furio Radin di Vintian con il suo sostituto Roberto Palisca di Fiume, proposti da un gruppo di elettori). Tra l’altro, Furio Radin è deputato al Parlamento croato dal 1992, ossia ha accumulato uno stato di servizio che dura ininterrottamente da 23 anni (ridotto di un giorno, poiché si è dichiarato pensionato per un solo giorno, per acquisire la pensione parlamentare privilegiata, il vitalizio), ed è ora in corsa per la settima volta consecutiva per il seggio parlamentare.

Anche in queste elezioni parlamentari, così come alle precedenti, i membri delle minoranze nazionali sono rimasti privi della possibilità costituzionale che stabilisce che “oltre al diritto elettorale generale, con la legge si può garantire ai membri delle minoranze nazionali il diritto particolare a eleggere i propri deputati al Parlamento croato”. Come al solito, la rappresentanza delle minoranze nazionali al Parlamento croato, garantita dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali, è attuata e si riduce a dei diritti alternativi (o/o - il diritto di voto generale nella circoscrizione elettorale della propria residenza o il diritto di voto particolare poiché membri delle minoranze nazionali nella XII circoscrizione elettorale) e non a dei diritti aggiuntivi (e/e - il diritto di voto particolare accanto, in aggiunta, al diritto di voto generale).

In merito alle elezioni parlamentari e ai diritti di voto degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana, ritengo necessario riportare i seguenti dati disponibili:

 

Data

elezioni

N. degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana

N. votanti

N. degli elettori che hanno esercitato il diritto di voto generale

(“voto politico”)

N. degli elettori che hanno esercitato il diritto  di voto particolare

(“voto etnico”)

N. degli elettori che non si sono recati alle urne

23.11.2003

17.005*

10.536

(61,96%)

4.485

(26,38%)

6.051

(35,58%)

6.469

(38,04%)

25.11.2007

16.589*

10.167

(61,29%)

5.359

(32,31%)

4.808

(28,98%)

6.422

(38,71%)

04.12.2011

18.387**

11.541

(62,77%)

8.382

(45,59%)

3.159

(17,18%)

6.846

(37,23%)

08.11.2015

18.699***

?

?

?

?

* Dato ricavato dall’“Informazione sui risultati delle elezioni per i membri dei consigli e per i rappresentanti delle minoranze nazionali” nel 2003 e 2004 e nel 2007, pubblicate dalla Commissione elettorale statale sul sito internet ufficiale  (vedi: http://www.izbori.hr/ws/index.html?documentId=DF2CA3FEF99BA5CBC1257C5C004BF6B4).

** Il 1° dicembre 2011, abbiamo ricevuto la risposta della Commissione elettorale statale, nella quale si riporta che, in data 30 novembre 2011, nel Registro degli elettori sono iscritti 18.387 elettori appartenenti alla minoranza nazionale italiana.

*** Il 26 ottobre 2015, abbiamo ricevuto la risposta del Ministero della pubblica amministrazione, nella quale si riporta che, in data 15 ottobre 2015, nel Registro degli elettori sono iscritti 18.699 elettori appartenenti alla minoranza nazionale italiana, e cioè: 18.172 residenti nella Repubblica di Croazia e 527 senza la residenza in Croazia.

 

Dai dati riportati si desume che:

-il numero degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana che hanno votato alle elezioni è stabile e in percentuale ammonta a circa il 62%;

-il numero degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana che non si sono recati alle urne è stabile e in percentuale ammonta a circa il 38%;

-fino al 2003, il numero degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana che hanno esercitato il diritto di voto particolare nella XII circoscrizione elettorale (cioè il diritto al “voto etnico” e quindi il diritto di rappresentanza al Parlamento croato attraverso uno dei suoi rappresentanti eletti) è stato maggiore (in termini assoluti e in percentuale) del numero di elettori che hanno esercitato il diritto al suffragio universale nella circoscrizione elettorale della propria residenza (vale a dire il diritto al “voto politico”);

-dal 2007, il numero degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana che hanno esercitato il diritto di voto generale (cioè il diritto al “voto politico”) è maggiore (in termini assoluti e in percentuale) del numero di elettori che hanno esercitato il diritto di voto particolare (cioè il diritto al “voto etnico”);

-nel 2011, il rapporto tra gli elettori che hanno esercitato il diritto al “voto politico” e quelli che hanno esercitato il diritto al “voto etnico” è rilevante e ammonta a 8.382 rispetto ai 3.159 elettori, una differenza di 5.223 votanti a favore di coloro che hanno esercitato il diritto al “voto politico”.

È evidente che, fino al 2003, la maggioranza relativa degli elettori (ossia la maggioranza assoluta dei votanti) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana esercitava il diritto di voto particolare nella XII circoscrizione elettorale (cioè il diritto al “voto etnico”). Invece, dal 2007 a oggi, la maggioranza relativa degli elettori (ossia la maggioranza assoluta dei votanti, che sta diventando anche la maggioranza assoluta degli elettori) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana esercita il diritto di voto generale (cioè il diritto al “voto politico”), dimostrando in tal modo che lo ritiene più importante. Personalmente ritengo che il capovolgimento del rapporto sopra evidenziato, avvenuto alle elezioni parlamentari tenutesi nel 2007, è il risultato della politica che definisco “settebandiere” o “radinismo”, il cui promotore e realizzatore è Furio Radin: è sufficiente riportare che proprio il voto di Radin è stato il 77-esimo voto, essenziale per la formazione del Governo Sanader, dopo le elezioni parlamentari tenutesi alla fine del 2003. Personalmente ritengo che gli Accordi tra il Presidente della Comunità Democratica Croata (HDZ) e il mandatario per la formazione del nuovo Governo, Ivo Sanader, e il deputato della minoranza nazionale italiana, Furio Radin, sottoscritti nel 2003 e nel 2008, rappresentano e sono il motivo (la causa) più importante per la quale la maggioranza relativa degli elettori (ossia la maggioranza assoluta dei votanti) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana ha desistito dal “voto etnico” e ha deciso di esercitare il diritto al “voto politico”. In concreto, credo che la maggioranza degli elettori non è indifferente al fatto di aver sostenuto, con il proprio voto, il candidato della minoranza nazionale che, poi, in Parlamento, con il proprio voto, ha sostenuto lo schieramento politico (i partiti/la coalizione) che gli elettori non avrebbero mai appoggiato (indipendentemente di quale compagine politica si tratti), perché anche gli elettori appartenenti alle minoranze nazionali sono esseri politici con le loro opinioni, le loro idee e i loro valori. I candidati/deputati delle minoranze nazionali hanno prudentemente taciuto sul fatto di quali formazioni politiche avrebbero appoggiato dopo le elezioni parlamentari del 2003, e gli elettori hanno dato loro un sostegno incondizionato e cieco, ossia li hanno votati, ma gli eletti poi hanno utilizzato il loro voto al Parlamento secondo la situazione e i propri interessi, sia generali e sia personali. A titolo di esempio, basta ricordare che Furio Radin: -dal 2000 al 2003 ha appoggiato il Governo di coalizione del centro-sinistra (di cui era Premier il social-democratico Ivica Račan); -dal 2003 al 2011 ha sostenuto il Governo di colazione del centro-destra (di cui era Premier il Presidente dell’HDZ, ossia dapprima Ivo Sanader e poi Jadranka Kosor); -dal 2011 a oggi sostiene il Governo di colazione del centro-sinistra (di cui è Premier il social-democratico Zoran Milanović).

Naturalmente, sarebbe corretto e giusto da parte dei candidati delle minoranze nazionali affermare pubblicamente, in modo chiaro, quale schieramento politico, ossia il partito / la coalizione, intendono sostenere, prima delle elezioni, con la firma di accordi pre-elettorali che garantiscano la realizzazione dei loro programmi. È un dato di fatto che finora hanno sempre evitato di farlo ed è logico che ciò non sia piaciuto agli elettori. Una volta si possono anche raggirare gli elettori, ma non due volte, ed è abbastanza logico che il numero degli elettori raggirati in tutte le elezioni successive diminuisca rispetto a quelle precedenti. Poiché, la domanda che s’impone è: perché votare per il candidato della minoranza nazionale quando egli poi forse appoggerà un Governo che lo stesso votante non avrebbe mai sostenuto politicamente? In questo caso, è meglio votare subito per lo schieramento politico (per le liste di partito/coalizione) e astenersi dal votare il candidato della minoranza nazionale. Questo, almeno, garantisce una certa sicurezza di aver sostenuto una determinata compagine politica e, quindi, che si è partecipato direttamente al sostegno del futuro Governo. Pertanto, gli elettori appartenenti alle minoranze nazionali devono riflettere attentamente a chi esprimere la fiducia, poiché il loro sostegno per un candidato della minoranza nazionale senza dubbio sarà trasformato al Parlamento, a sostegno di un Governo di coalizione sia di centro-sinistra e sia di centro-destra; e per esperienza sappiamo che nessuna compagine politica (sia di sinistra e sia di destra) può “dare per scontato” il sostegno dei deputati delle minoranze nazionali. Finora, i deputati delle minoranze nazionali hanno assunto soprattutto il principio che “è importante adeguarsi a chi è al Governo”. La valutazione se erano guidati da interessi personali, da motivazioni fondate o qualcos’altro, spetta agli elettori. Dato che la storia si ripete, non mi sorprenderebbe il loro sostegno alla “Coalizione Patriottica”, qualora questa vincesse alle imminenti elezioni, indipendentemente dal fatto che tale coalizione prova disgusto per qualsiasi minoranza, comprese quindi quelle nazionali.

Mi auguro che, alle prossime elezioni parlamentari, gli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana terranno presente quanto sopra riportato. Il mio voto personale, anche se un voto significa poco, sarà un “voto politico”, ossia a favore dei partiti / delle coalizioni, poiché non intendo assumermi la responsabilità di ciò che potrebbe o che farà il candidato eletto della Comunità Nazionale Italiana, senza che in precedenza (nel periodo pre-elettorale) si sia pronunciato in modo chiaro sulle sue idee e intenzioni politiche accanto al suo programma, e così facendo abbia informato i propri elettori, che in conformità a queste potrebbero giudicare e decidere a chi esprimere la fiducia con il voto.

Dopo aver esaminato i programmi e le informazioni sui candidati proposti nelle liste dei partiti e delle coalizioni nell’VIII circoscrizione elettorale, ma soprattutto tenendo conto del loro precedente lavoro, della loro coerenza, dei valori per i quali si sono adoperati e dei risultati finora raggiunti, posso tranquillamente affermare che voterò per la coalizione regionalista, di cui fanno parte la Dieta Democratica Istriana, l’Alleanza Litoraneo-Montana e la Lista per Fiume (Istarski demokratski sabor, Primorsko-goranski savez, Lista za Rijeku, ossia IDS-PGS-RI), perché questi partiti ritengono che la Comunità Nazionale Italiana è da sempre presente sul territorio istro-quarnerino, è numericamente rilevante e culturalmente significante ed è una sua importante ed essenziale componente autoctona. Sono fatti indiscutibili che la coalizione regionalista, e in particolare la DDI:

-da sempre è impegnata e si adopera per garantire e attuare tutti i diritti acquisiti e per migliorare le condizioni di lavoro e d’azione della Comunità Nazionale Italiana autoctona e di altri gruppi etnici presenti nell’area istro-quarnerina;

-si impegna per la tutela dei diritti delle minoranze nazionali secondo i principi della discriminazione positiva, e in questo contesto ritiene essenziale che agli appartenenti alle minoranze nazionali sia garantito il diritto al voto “politico” e a quello “etnico/nazionale” (in merito, al Parlamento croato la DDI si è impegnata molto di più che non il Gruppo parlamentare dei deputati delle minoranze nazionali!);

-dalla sua costituzione a oggi, si è credibilmente dimostrata di essere il protettore dei diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali, delle differenze etnico-nazionali e delle particolarità regionali, della convivenza e del rispetto reciproco, come in Istria, a Fiume e nel Quarnero così anche a Zagabria.

Sono convinto che la coalizione regionalista, IDS-PGS-RI (DDI-ALM-LF), garantisca che i valori acquisiti nel territorio istro-quarnerino, che costituiscono il nostro retaggio, saranno preservati e arricchiti, poiché ritiene che questo sia un nostro dovere, e come autentica ricchezza vuole lasciarli alle nostre future generazioni.

 

Pertanto, miei cari lettori, io sto con la coalizione regionalista!

 
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