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L’EDIT chiude il 2015 con un ammanco di 140.527,37 euro PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Lunedì 25 Aprile 2016 10:12

Stando ai dati riportati nel Registro delle organizzazioni senza scopo di lucro del Ministero delle finanze della Repubblica di Croazia, l’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume ha chiuso l’esercizio finanziario:

-del 2012 con un’eccedenza di 15.715.785,00 kune = 2.067.866,45 euro (contando in media 99 dipendenti sulla base delle ore lavorative);

-del 2013 con un’eccedenza di 9.445.935,00 kune = 1.242.886,18 euro (contando in media 100 dipendenti sulla base delle ore lavorative);

-del 2014 con un’eccedenza di 4.161.327,00 kune = 547.543,03 euro (contando in media 97 dipendenti sulla base delle ore lavorative);

-del 2015 con un ammanco di 1.068.008,00 kune = 140.527,37 euro (contando in media 92 dipendenti sulla base delle ore lavorative).

L’EDIT registra:

-nel 2012, entrate pari a 22.831.454,00 kune e uscite pari a 28.264.516,00 kune, ossia un’eccedenza delle uscite sulle entrate pari a 5.433.062,00 kune = 714.876,58 euro;

-nel 2013, entrate pari a 20.327.313,00 kune e uscite pari a 26.597.163,00 kune, ossia un disavanzo di 6.269.850,00 kune = 824.980,26 euro;

-nel 2014, entrate pari a 17.454.384,00 kune e uscite pari a 22.738.993,00 kune, ossia un disavanzo di 5.284.609,00 kune = 695.343,29 euro;

-nel 2015, entrate pari a 14.659.280,00 kune e uscite pari a 19.888.614,00 kune, ossia un disavanzo di 5.229.334,00 kune = 688.070,26 euro.

I dati sono riportati sul sito internet del Ministero delle finanze della Repubblica di Croazia (vedi: https://banovac.mfin.hr/rnoprt/Detalji.aspx?id=3095).

È evidente che i disavanzi registrati negli ultimi anni sono stati coperti con l’enorme incasso che l’EDIT ha realizzato ai sensi della Legge 250/90 e che ammontava a 3.196.532,32 euro (pari in sostanza all’importo delle entrate di un anno di gestione dell’ente). L’enorme incasso, al posto di essere utilizzato in modo appropriato con investimenti di sviluppo o con una gestione oculata per assicurarsi un futuro più sereno, è stato usato per coprire le spese correnti e le iniziative adottate ad hoc in modo irresponsabile, giacché a distanza di alcuni anni si è passati da un’eccedenza di oltre 2 milioni di euro all’ammanco di 140.527,37 euro alla fine dell’anno finanziario. Si ritiene superfluo rilevare che l’EDIT avrebbe chiuso l’anno finanziario con un’eccedenza qualora il f.f. di direttore, Errol Superina, non avesse causato un mancato introito di circa 500.000,00 euro a favore de “La Voce del Popolo” per il 2014, disponendo l’EDIT dei requisiti per l’ammissibilità al contributo per l’editoria ai sensi della Legge 250/1990. La sua responsabilità è stata rilevata anche dal Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, nella precisazione pubblicata su “Il Piccolo” del 2 aprile 2016 con il titolo “Ottima comunicazione con l’EDIT”. Il Console generale specifica che la mancata concessione del contributo per il 2014 a “La Voce del Popolo” non è attribuibile a difficoltà tecniche di comunicazione tra il Consolato generale a Fiume e l’EDIT, confermando che il Consolato ha subito trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri la domanda di ammissione al contributo presentata dall’EDIT, corredata da un parere ampiamente positivo, e ciò già all’indomani della sua presentazione, a consueti termini purtroppo già “ampiamente superati”.

Le responsabilità per le irregolarità riscontrate dall’Ufficio per le revisioni della Croazia e lo stato attuale dell’EDIT sono riconducibili sia al Consiglio d’amministrazione (quello precedente costituito da: Roberto Battelli, Presidente, Fabrizio Radin, Vicepresidente, Franco Palma, Marianna Jelicich Buić, Maria Grazia Frank e Ilaria Rocchi; e quello attuale costituito da: Oskar Skerbec, Presidente, Roberta Grassi Bartolić, Vicepresidente, Roberto Bonifacio, Borna Giljević, Samuele Mori e Dario Saftich) sia alla direzione dell’EDIT (il precedente rappresentante legale, fino al 20 febbraio 2014, Silvio Forza e l’attuale f.f. di direttore, Errol Superina). Vale la pena segnalare che l’incaricato della direzione dell’EDIT (in sostituzione di Silvio Forza dal febbraio del 2014 e che dal 2002 al 2014 era caporedattore de “La Voce del Popolo”) ha tutta la famiglia impiegata nell’Ente giornalistico-editoriale.

Come abbiamo già sostenuto, il caso EDIT (per quanto riguarda sia Silvio Forza sia Errol Superina) svela una colposa negligenza nei controlli di gestione da parte dell’Unione Italiana, fondatore unico dell’EDIT e presente nel Consiglio d’amministrazione di quest’ultima con 5 membri su 7. Si tratta di una responsabilità direttamente riconducibile alla dirigenza dell’Unione Italiana per la scelta dei membri del Consiglio d’amministrazione e, tramite questo, dei direttori dell’ente. Conseguentemente, Furio Radin e Maurizio Tremul, per il tramite della loro maggioranza dei consiglieri nell’Assemblea dell’Unione Italiana, sono gravati da una responsabilità politica oggettiva per il danno, finanziario e d’immagine, arrecato all’EDIT e conseguentemente a tutta la Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia. Tutti gli attuali dirigenti sopra citati dovrebbero rassegnare le proprie dimissioni irrevocabili e non porsi come esperti risolutori dei problemi che hanno contribuito ad accumulare, volontariamente o involontariamente, consapevolmente o inconsapevolmente. Tutti loro sono responsabili dell’attuale situazione e dovrebbero andarsene a casa, prima di qualsiasi dipendente dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume. Invece, proprio loro ora vogliono determinare chi dovrà essere licenziato nell’EDIT per colpe non sue ma riconducibili proprio ai dirigenti. Essi non possono risolvere i problemi perché sono parte del problema.

Per terminare riporto due massime di Albert Einstein:

-“I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati” e

-“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”.

 
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