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Radin non rappresenta democraticamente gli Italiani in Croazia! PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Martedì 13 Settembre 2016 06:44

Su un totale di 17.985, soltanto 1.676 Italiani hanno fiducia in Furio Radin.

I risultati delle elezioni, tenutesi l’11 settembre 2016, per il seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato sono i seguenti:

N. degli iscritti nell’elenco elettorale specifico della Comunità Nazionale Italiana

N. degli iscritti nell’elenco elettorale rilevato dalle Commissioni elettorali, escludendo coloro che hanno esercitato il diritto al voto “politico” (%)

N. degli elettori che hanno esercitato il diritto al voto “politico” (%)

17.985

11.440 (63,61)

6.545 (36,39)

N. degli elettori che hanno

esercitato il diritto al voto “etnico” (%)

N. degli elettori che non si sono recati alle urne (%)

2.338

(20,44)

9.102 (79,56)

Schede valide

(%)

Schede nulle (%)

2.307

(98,67)

31

(1,33)

Candidati – voti (%)

Furio Radin

Maurizio Zennaro

1.676 (72,65)

631 (27,35)

Dai dati riportati nella tabella, va rilevato che dei 17.985 iscritti nell’elenco elettorale specifico della Comunità Nazionale Italiana in Croazia:

-6.545 elettori (il 36,39%) hanno ritenuto opportuno esercitare il diritto al voto “politico” (per le liste dei partiti/delle coalizioni/dei candidati indipendenti);

-9.102 elettori (il 50,61%) non si sono recati alle urne;

-2.338 elettori (il 13,00%) hanno ritenuto opportuno esercitare il diritto al voto “etnico” (per il seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato).

Considerati i numerosi appelli del “deputato di professione” (dal 1992) e Presidente dell’Unione Italiana (dal 2006) a votare per il seggio specifico (con lo slogan “per il rispetto degli Italiani”), si può sostenere che una considerevole parte degli Italiani (iscritti all’Unione Italiana) non ne ha tenuto conto, non recandosi alle urne oppure decidendo di esercitare il diritto al voto “politico” (la somma delle due categorie è di 15.647 elettori, ossia dell’87,00%); e, in merito, ci si dovrebbe chiedere quali sono le ragioni, le argomentazioni effettive che hanno determinato una tal elevatissima percentuale. Il dato è sconcertante, e come tale va tenuto in debito conto. Insomma, ci si dovrebbe chiedere:

-come mai 6.545 appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana hanno preferito esercitare il diritto al voto “politico”?

-come mai 9.102 appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana hanno ritenuto superfluo andare a votare e quindi hanno rinunciato al loro diritto di esprimere un qualsiasi voto, sia esso “politico” oppure “etnico”?

-come mai solo 2.338 (il 13,00%) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana hanno preferito esercitare il diritto al voto “etnico”?

-l’indice pari al 13,00% dell’affluenza alle urne non dovrebbe invalidare qualsiasi elezione democratica?

Affluenze alle urne del genere erano registrate negli anni di re Hassan II in Marocco, quando la partecipazione alle elezioni era quasi nulla e i risultati erano chiaramente prefabbricati. Elezioni del genere, palesemente antidemocratiche, poiché registrano un basso tasso di partecipazione al voto, si hanno in Colombia e in altri Paesi che ora non andremo a elencare.

Si ritiene opportuno segnalare che la stragrande maggioranza dell’elettorato ha preferito esercitare il diritto al “voto politico” oppure astenersi dalle elezioni (che sono stati i fattori più gravi) e pertanto tali “dati di fatto”, che manifestano un disinteresse da parte degli Italiani per il seggio specifico, dovrebbero essere analizzati per giungere a delle spiegazioni, argomentazioni. Tra le varie ragioni che hanno determinato l’astensionismo o la rinuncia all’esercizio del diritto al voto “etnico” vanno sicuramente enumerate: la mancanza di scelta (essendoci soltanto due candidati), il ripetersi per l’ottava volta consecutiva del medesimo nome (ormai “deputato a vita”, che parte avvantaggiato disponendo di risorse finanziarie e d’altro genere con l’appoggio incondizionato dell’Unione Italiana, di cui è Presidente), la disaffezione, il disinteresse, l’insoddisfazione, la delusione, la sfiducia, ecc.

Sulla base dei dati riportati, ci si dovrebbe chiedere:

-la consultazione elettorale per il seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato ha da ritenersi democratica?

-il livello di partecipazione al voto (e cioè l’affluenza alle urne di 2.338 votanti, che corrisponde al 13,00% degli iscritti nell’elenco elettorale, ovvero al 20,44% degli iscritti dopo aver escluso dall’elenco elettorale coloro che hanno esercitato il diritto al “voto politico”) non è talmente risibile da mettere in dubbio la legittimità del risultato?

-come si fa a sottacere che una tale affluenza alle urne dovrebbe prevedere il fallimento di una consultazione elettorale che si suole definire democratica?

-e l’eletto con 1.676 voti (ossia con il 9,32% del consenso degli elettori e cioè con il 18,87% del consenso di tutti i votanti, ovvero di quelli che hanno esercitato sia il “voto politico” sia il “voto etnico”) ha da ritenersi legittimo rappresentante (deputato) della Comunità Nazionale Italiana in Croazia?

-con quale faccia tosta si può sostenere che egli rappresenta democraticamente e legittimamente gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia?

Su un totale di 17.985 elettori, soltanto 1.676 Italiani hanno fiducia in Furio Radin e, pertanto, ben 16.309 connazionali (dei quali 6.545 si sono recati alle urne per votare le liste dei partiti o delle coalizioni o dei candidati indipendenti) non lo vogliono come deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato. Di fatto, solo un (1) italiano su dieci (9,32) si fida di Furio Radin. Di fatto, possiamo dire che Furio Radin ha vinto le elezioni con un indice di sostegno del 9,32% degli elettori Italiani in Croazia. Pertanto, Furio Radin non rappresenta democraticamente gli Italiani in Croazia!

Il potere è legittimo solo se deriva dall’elettorato, solo se è un’emanazione del consenso elettorale. La democrazia elettorale, che funziona secondo la regola maggioritaria, avvia la democrazia rappresentativa, e quindi un sistema nel quale decidono i rappresentanti (non i rappresentati). La democrazia elettorale e rappresentativa attraverso il principio maggioritario (le preferenze del maggior numero, la volontà generale) elegge i rappresentanti. Il principio di maggioranza è quello in base al quale nell’ambito di una qualsiasi collettività la volontà espressa dai più deve prevalere ed essere perciò considerata come volontà di tutti ai fini dell’assunzione delle decisioni collettive.

Dal 2007 a oggi, Furio Radin rappresenta gli Italiani in Croazia sulla base del “principio minoritario” (con il voto di una minoranza, costituita da coloro che hanno esercitato il diritto al “voto etnico”, rispetto a una maggioranza, che ha esercitato il diritto al “voto politico”).

Se la democrazia è quel sistema in cui è possibile per il corpo elettorale disfarsi periodicamente in maniera pacifica (col voto) dei propri rappresentanti, allora gli Italiani in Croazia si sono disfatti di Furio Radin ancora nel 2007. Il fatto che egli abbia proseguito a ricandidarsi e a conseguire dei consensi elettorali irrisori e, conseguentemente, irrilevanti per potersi definire rappresentante (deputato) degli Italiani è dovuto alle permissive disposizioni di legge in Croazia, che non fissano alcuna soglia minima del consenso elettorale per essere eletti. In tale senso, c’è un difetto di democraticità in Croazia. Un rappresentante eletto dovrebbe essere legittimo solo quando ottiene dagli elettori (o dalla loro maggioranza) un consenso tale da consentirgli di rappresentarli. Una rappresentanza senza un rilevante consenso elettorale è dubbia e la rappresentanza “presunta” è una mistificazione. Purtroppo, Furio Radin non ritiene importanti il consenso elettorale, i principi democratici, la volontà dei suoi connazionali; per lui era ed è importante soltanto rimanere saldamente ancorato alla poltrona di deputato con un eccellente reddito, il massimo del tempo possibile, per poi ritirarsi in pensione con il suo vitalizio (per acquisire il quale ha avuto la spudoratezza di dichiararsi pensionato per un solo giorno), dopo aver accumulato uno stato di servizio come deputato che dura ininterrottamente da 24 anni e che ora (con l’ottava elezione consecutiva) si prolunga per ulteriori 4 anni.

Vi sono molti tipi di vittorie, inclusa quella di Pirro che, nel nostro contesto, contraddistingue le elezioni di Furio Radin al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato dal 2007 a oggi. Purtroppo, in questa situazione, non è soltanto lui che è ridicolo ma anche l’intera Comunità Nazionale Italiana, che si vede degenerare la rappresentatività e la reputazione al Parlamento croato e nei confronti dell’Italia.

Per finire, i risultati elettorali di Furio Radin per il seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato dal 1992 al 2016 sono i seguenti:

Data delle elezioni

N. degli elettori appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana

N. votanti

(%)

N. degli elettori che hanno esercitato il diritto di voto generale, ossia “voto politico” (%)

N. degli elettori che hanno esercitato il diritto  di voto particolare, ossia “voto etnico”

(%)

Furio Radin – voti

N. degli elettori che non si sono recati alle urne (%)

% degli elettori

% dei votanti

02.08.

1992

9.590

7.273

(75,84)

0

7.273

(75,84)

4.024

2.317

(24,16)

41,96

55,33

29.10.

1995

17.439

10.436

(59,84)

0

10.436

(59,84)

8.623

7.003

(40,16)

49,45

82,63

03.01.

2000

16.577

12.692

(76,56)

5.873

(35,43)

6.819

(41,13)

5.152

3.885

(23,44)

31,08

40,59

23.11.

2003

17.005

10.536

(61,96)

4.485

(26,38)

6.051

(35,58)

4.669

6.469

(38,04)

27,46

44,32

25.11.

2007

16.589

10.167

(61,29)

5.359

(32,31)

4.808

(28,98)

4.177

6.422

(38,71)

25,18

41,08

04.12.

2011

18.387

11.541

(62,77)

8.382

(45,59)

3.159

(17,18)

3.067

6.846

(37,23)

16,68

26,58

08.11.

2015

18.018

10.157

(56,37)

7.706

(42,77)

2.451

(13,60)

1.594

7.861

(43,63)

8,85

15,69

11.09.

2016

17.985

8.883

(49,39)

6.545

(36,39)

2.338

(13,00)

1.676

9.102

(50,61)

9,32

18,87

Fonte dei dati riportati: sito ufficiale della Commissione elettorale statale della Repubblica di Croazia (http://www.izbori.hr/ws/index.html).

 
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