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Alessandra Argenti Tremul, borsista dell’Unione Italiana per ben dodici (12) anni consecutivi PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Sabato 01 Ottobre 2016 14:01

In seguito a un concorso pubblico, il 22 dicembre 2004, la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana ha approvato la delibera di assegnazione di due (2) borse di studio post-laurea, e precisamente:

1. ad Alessandra Argenti Tremul per gli studi post-laurea in storia contemporanea (incentrato sulla Comunità Nazionale Italiana) presso l’Università degli Studi di Capodistria, per un importo di euro 4.000,00 annuali al lordo, assegnato per tutta la durata degli studi;

2. ad Aleksandro Burra per gli studi di dottorato riguardanti le politiche transfrontaliere presso l’Università degli Studi di Trieste, per un importo di euro 4.000,00 annuali al lordo, assegnato per tutta la durata degli studi ossia, essendo iscritto al II anno di studio, per il II e il III anno di dottorato. 

Nella motivazione della delibera si rileva che: “L’importo tiene conto del fatto che entrambi i fruitori sono in rapporto di lavoro e che nel primo caso lo studio post-laurea avviene nel luogo di residenza per cui il borsista sostiene meno spese”. Gli assegnatari della borsa di studio post-laurea hanno sottoscritto un contratto di studio con l’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste.

Il 15 febbraio 2008, la Giunta esecutiva ha deliberato di equiparare i contributi assegnati dall’Unione Italiana a tutti i fruitori di borse di studio post-laurea, e precisamente di stabilire per tutti, dall’anno accademico 2007/2008, il finanziamento annuale al lordo di euro 5.000,00.

Nella motivazione della delibera si rimarca che: “Facciamo risaltare che i candidati che usufruiscono delle borse studio post-laurea del precedente bando pubblicato nel 2004, percepiscono 4.000,00 euro annuali al lordo. Tenuto conto che tutti i borsisti devono sostenere il pagamento degli stessi importi relativi alle tasse universitarie, si propone di stabilire per tutti i borsisti l’ammontare della borsa studio a 5.000,00 euro al lordo a partire dall’anno accademico 2007/2008. Attualmente, usufruisce della borsa studio post-laurea, assegnata in base al bando del concorso del 2004, un borsista (ossia Alessandra Argenti Tremul, nda), regolarmente iscritto all’ultimo anno di dottorato. Ciò significa che la proposta comporta un aggravio di spesa aggiuntiva di 1.000,00 euro al lordo, che può essere attinta dalla voce di spesa «borse di studio per specializzazioni post-laurea»”.

Con riferimento alle due borse di studio si osserva che:

1. ad Aleksandro Burra è stata assegnata una borsa di studio (pari all’importo complessivo di euro 8.000,00 al lordo) ed egli ha conseguito il dottorato di ricerca in politiche transfrontaliere presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2006; inoltre, la sua ricerca di dottorato è stata pubblicata dal Centro di ricerche storiche nel 2010 (vedi: Aleksandro Burra, L’identità minoritaria nel nuovo contesto regionale, con particolare riferimento alla minoranza italiana in Istria e Quarnero,  Rovigno, Centro di ricerche storiche, 2010, Etnia - vol. XII, p. 332, internet: http://www.crsrv.org/pdf/etnia/Etnia_XII.pdf);

2. ad Alessandra Argenti Tremul è stata assegnata una borsa di studio (pari all’importo complessivo di euro 13.000,00 al lordo) ed essa (anche se nel 2007/2008 era iscritta all’ultimo anno di dottorato), il 12 settembre 2016 ha difeso la sua tesi di dottorato e conseguito il titolo post-laurea (stando alle dichiarazioni riportate da suo marito sul suo profilo Facebook e su quello della moglie).

Da quanto ci risulta, il contratto di studio predispone che:

-gli assegnatari sono tenuti a riferire all’Unione Italiana con cadenza trimestrale sull’andamento delle ricerche e degli studi di perfezionamento post-universitario;

-a conclusione del corso post-laurea, gli assegnatari della borsa studio sono tenuti a presentare all’Unione Italiana una relazione conclusiva ed esplicativa dell’attività svolta con allegati (tesine/tesi) redatti durante il corso post-laurea e a presentare un attestato comprovante il conseguimento del titolo post-laurea e, appena possibile, copia del diploma ottenuto;

-gli assegnatari che non saranno in regola con l’avanzamento di studi secondo quanto stabilito dalle norme e regole del corso post-laurea e quanti non si atterranno agli obblighi derivanti dal bando e dal contratto decadranno dal beneficio della borsa;

-è facoltà dell’Unione Italiana esercitare la vigilanza sull’esatto e corretto svolgimento delle disposizioni dei contratti che ha sottoscritto.

Pertanto, il sottoscritto quale Presidente della Giunta esecutiva aveva vigilato sui contratti stipulati dall’Unione Italiana fino al 12 luglio 2006. Da allora a tutt’oggi il Presidente della Giunta esecutiva è Maurizio Tremul e perciò la responsabilità per la (mancata) vigilanza sui contratti (compreso quello firmato dalla moglie) è completamente sua.

Ci si chiede: nel caso che l’assegnataria non fosse stata la persona in questione (che è la consorte di Maurizio Tremul, Presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana), questa avrebbe potuto usufruire di una borsa di studio per un periodo di ben dodici (12) anni consecutivi?

Evidentemente, la moglie del Presidente della Giunta esecutiva non è un buon esempio per tutti i numerosi borsisti dell’Unione Italiana (passati, presenti e futuri), per i quali il mantenimento della borsa per l’anno accademico successivo dipende dalla condizione di aver sostenuto almeno il 70% degli esami previsti dal piano di studio dell’anno accademico precedente, pena la sospensione (nel caso di cause oggettive) o la decadenza del diritto alla borsa con conseguente obbligo alla restituzione all’Unione Italiana dell’intero ammontare dell’importo in denaro percepito.

Inoltre, ci sono ancora altri “dati di fatto” che riguardano la tesi di dottorato.

Il 26 luglio 2016, sul suo profilo Facebook, Alessandra Argenti Tremul ha dichiarato che spera che il suo lavoro sia pubblicato il prossimo anno e che: “Adesso mi sono presa una breve pausa per riposarmi dalla preparazione della tesi di dottorato. Riprendo a scrivere tra un po’, mi ci vuole qualche mese per sistemare il tutto e fare le traduzioni dei documenti in italiano. Speriamo bene ...”.

Il 12 settembre 2016, sul suo profilo Facebook e su quello della moglie, Maurizio Tremul ha riportato 7 foto con la seguente notizia: “La dott.ssa Alessandra Argenti Tremul, presso la Facoltà di studi umanistici dell’Università del Litorale di Capodistria, ha brillantemente difeso un paio di ore fa la sua tesi di dottorato dal titolo «L’amministrazione del Litorale sloveno (Zona B del Territorio Libero di Trieste) nel rapporto con la popolazione italiana, Capodistria 1945-1957». Esposizione chiara ed argomentata. Risposte esaustive alle domande della Commissione accademica, composta da tre docenti universitari di ruolo (relatore: prof. Egon Pelikan; correlatori: prof. Jože Pirjevec e prof.ssa Marta Verginella) che alla fine, all’unanimità, le hanno conferito il titolo di dottore in scienze storiche, dr. sc. Un traguardo che hai perseguito con impegno, competenza, oggettività, passione e con quel grande amore per la nostra Comunità Nazionale e per la verità storica, qualsiasi essa sia, che contraddistingue ogni tuo lavoro! Puoi essere orgogliosa di questo grande risultato. Io sono fiero di te amore mio, la tua famiglia lo è! Ma non ti fermare: questo obiettivo è solo l'inizio di quanto puoi e sai fare ancora! Noi saremo sempre al tuo fianco!” Tra le numerose congratulazioni espresse dai vari amici, parenti, colleghi e conoscenti, alcuni contatti hanno chiesto di poter leggere la tesi e a tale domanda Alessandra Argenti Tremul ha risposto, citiamo: “Un po’ di pazienza e forse il prossimo anno si potrà leggere qualcosa” e “Speriamo il prossimo anno. Non ho ancora scritto niente”. Alla domanda se la discussione (difesa della tesi di dottorato) si è svolta in lingua italiana, Maurizio Tremul ha risposto, citiamo: “Tutto in italiano, tesi e discussione”.

Tenuto conto delle dichiarazioni, dei messaggi e dei commenti su Facebook, riportati sopra, s’impongono almeno tre domande:

-la tesi di dottorato, è stata scritta e consegnata nella sua forma definitiva e in formato cartaceo oppure no?

-se, come risulta dalle dichiarazioni, la tesi di dottorato non è stata ancora scritta e consegnata nella sua forma definitiva (ma forse il prossimo anno si potrà leggere qualcosa, perché la dottoranda non ha ancora scritto niente), sulla base di che cosa la Commissione accademica (composta da tre docenti universitari di ruolo) ha deciso all’unanimità di conferire il titolo di dottore in scienze storiche?

-da quando è possibile conseguire un titolo post-laurea sulla base della difesa di una tesi di dottorato non ancora scritta nella sua forma definitiva e in formato cartaceo, rilegata e consegnata agli atti?

Forse, i tre docenti universitari di ruolo (relatore: prof. Egon Pelikan; correlatori: prof. Jože Pirjevec e prof.ssa Marta Verginella) si degneranno di fornire qualche risposta, chiarimento sulla questione, non a noi che, ahimè, non siamo riusciti a conseguire nessun titolo e pertanto ignoriamo completamente il mondo accademico (le sue regole, il suo funzionamento, ecc., che in questo caso riguarda quello sloveno), ma a tutti gli altri docenti e all’opinione pubblica. In attesa di leggere qualche risposta illuminante del relatore e/o dei correlatori, cogliamo l’occasione per formulare le nostre più vive congratulazioni alla neo “dottoressa”.

 
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