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Mille ne dite, cento ne fate, ma sempre zero valete! PDF Stampa E-mail
Scritto da Zilli   
Sabato 01 Ottobre 2016 14:05

Hanno rinunciato a valori, principi e ideali per scendere spregiudicatamente a compromessi per tornaconto personale. Danno prova del più spregevole opportunismo. Sono carrieristi dalla millantata bravura. Hanno un percorso politico e ideologico distorto, segnato da conversioni mendaci, imbarazzanti elogi, degradanti frequentazioni, vituperevoli sostegni. Sono artefici di attacchi personali, espulsioni, esoneri, isolamenti, destituzioni nei confronti di chi osa criticarli. Sono fautori di sistemi antidemocratici, creati ad arte per mantenersi al potere. Applicano una politica corporativa, un consociativismo, e cioè la prassi della combutta o comunella, dell’omertà reciproca, del clientelismo. Hanno imposto e praticano le tradizioni “servili”, e così facendo svelano il loro comportamento cialtronesco. Dichiarano una cosa e poi fanno anche il contrario. Dividono la loro realtà tra devoti sostenitori e critici ingrati, in una concezione del potere che concede i suoi favori e non riconosce meriti e diritti altrui. Operano in perfetta malafede. Hanno privatizzato e padroneggiano i beni comuni, spettanti a tutta la collettività. Si dilettano a fare i politici, gli economisti, i letterati, i ricercatori, i poeti, i fotografi, gli organizzatori, i giornalisti, gli opinionisti, i cuochi e quant’altro. Finanziano ciò che vogliono e quanto richiesto dai loro seguaci, vi prendono parte, si applaudono e si lodano, si scrivono e si pubblicano le notizie e i commenti, coprono le spese con le risorse destinate a tutta la collettività. In poche parole: se la suonano, se la cantano e se la ballano con il proprio seguito; sempre le stesse facce che si sono impadronite dei finanziamenti, che usano in modo sconsiderato a nome e per conto di tutta la collettività. Tanta farsa e troppa ipocrisia. Richiamano alla mente le parole di Totò: “Mille ne dite, cento ne fate, ma sempre zero valete!” Hanno perso la fiducia della stragrande maggioranza della collettività. Rappresentano soltanto se stessi e i loro devoti sostenitori, infischiandosi di tutti gli altri e di tutto il resto. Hanno perso la credibilità e il rispetto in modo irrecuperabile. Hanno ridotto la collettività ai minimi termini: costituita ormai soltanto da chi preferisce condiscendere, accodarsi, tacere, stare a guardare e destituita da ogni sovranità maggioritaria per permettere il loro strapotere sfacciato. E così facendo, hanno affossato la soggettività e l’autonomia della collettività. Hanno costruito un sistema clientelare ben radicato in un’esigua parte della collettività mentre la sua stragrande maggioranza non ne vuole nemmeno sentire, se n’è allontanata, probabilmente per sempre. Assieme al loro seguito, difendono soltanto i propri interessi ed esaltano soltanto il proprio io, a scapito della collettività e dei suoi interessi comuni. Sono pieni di sé, dotati di una favella politica impregnata d’ipocrisia, che si serve degli interessi particolari dei propri seguaci e sostenitori (che costituiscono ormai pochi votanti), per attuare tramite il voto di scambio vantaggi, protezione e favori; e il votante è così indotto a venir meno al proprio dovere di ragionare con la propria testa, di conservare la libertà di decidere di sé e del proprio futuro. Hanno alle spalle ingenti somme di denaro con le quali imboniscono il seguito che si sono formati, attraverso protezioni e favori di vario genere, concessi in cambio dell’appoggio alle elezioni. Sono l’espressione del potere che si nutre della predisposizione degli ormai pochi votanti a svendere la propria dignità ed anche la propria libertà per realizzare i propri interessi locali. Ovvio affermare che senza un campo fertile non potrebbero raccogliere i frutti sperati. Antepongono l’interesse personale a quello collettivo e, dato che hanno bisogno dell’appoggio di quei pochi votanti per rimanere al potere, usano l’arma migliore, che è il clientelismo, in tutti i modi. La clientela però va diminuendo. La distanza tra chi preferisce non avere a che fare con la clientela (che sono la stragrande maggioranza) e la clientela (che è un’esigua minoranza) si sta accentuando sempre di più.

 

Nota.

Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

 
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