Home Appunti - Bilješke Più che “fare di necessità virtù” trattasi di “fare il tirapiedi”
Più che “fare di necessità virtù” trattasi di “fare il tirapiedi” PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Sabato 20 Dicembre 2008 00:00

Per gli attuali vertici dell’Unione Italiana il settore Educazione e istruzione della Comunità Nazionale Italiana non è fondamentale, prioritario ed essenziale.

Nel corso della sua XXXV sessione ordinaria, tenutasi il 16 dicembre 2008 alla Comunità degli Italiani di Fiume, la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana ha approvato la proposta di “Programma di lavoro e piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2009”, che è stata quantificata finanziariamente basandosi sugli importi assicurati dai singoli finanziatori a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2009. Come riporta “La Voce del Popolo” del 18 dicembre 2008, nell’articolo “Un Bilancio «salvagente» mantiene l’attività ma frena lo slancio e la crescita della CNI. Sofferto varo del Programma di lavoro e piano finanziario 2009 dell’Unione Italiana” a firma di Christiana Babić (responsabile del settore Informazione ed editoria e del settore Affari giuridici e amministrativi, rapporti con le Comunità Autogestite della Nazionalità Italiana in Slovenia e i rappresentanti politici della Comunità Nazionale Italiana, nonché portavoce della Giunta esecutiva), stando all’approvata proposta di “Programma di lavoro e piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2009”:

- al settore Educazione e istruzione saranno assicurati 1.428.800,00 euro a fronte di 1.872.000,00 euro del 2008 (con una riduzione del 24%);
- al settore Cultura 933.330,00 invece di 1.279.048,00 euro (una riduzione del 27%);
- al settore Università e ricerca scientifica 363.000,00 invece di 403.650,00 euro (riduzione del 10%);
- al settore Teatro, arte e spettacolo 717.279,00 al posto di 798.683,00 euro (riduzione del 10%);
- al settore Informazione ed editoria 426.200,00 euro al posto di 639.600,00 euro (riduzione del 33%);
- al settore Coordinamento e rapporti con le Comunità degli Italiani 477.900,00 euro al posto di 506.500,00 (riduzione del 6%);
- al settore Organizzazione, sviluppo e quadri 312.757,00 euro (riduzione dello 0%);
- al settore Attività sportive 84.128,00 euro al posto di 87.807,00 euro (con una riduzione del 4%);
- al settore Affari sociali, religiosi e sanitari 5.000,00 euro (riduzione dello 0%);
- al settore Affari giuridico-amministrativi 10.000,00 euro invece di 13.000,00 (riduzione del 23%):
- al settore Economia 5.000,00 invece di 11.000,00 euro (riduzione del 55%);
- al Settore Finanze e bilancio 35.000,00 invece di 31.407,00 euro (aumento del 10%);
- per le spese funzionali dell’Unione Italiana 510.749,00 invece di 557.345,00 euro (riduzione dell’8%).
Stando sempre al medesimo articolo, complessivamente per il 2009, l’Unione Italiana potrà attingere a 5.307.707,00 euro, ben 1.210.856,00 euro in meno rispetto al 2008, in quanto:
- le entrate dal Ministero degli Affari Esteri Italiano passano da 7.303.000,00 a 5.020.000,00 euro, ossia una riduzione di 2.283.000,00 euro (il 31,26% in meno);
- le entrate dalla Regione Friuli Venezia Giulia passano da 1.100.000,00 euro a 1.045.000,00 euro, ossia registrano una diminuzione pari a 55.000,00 euro e cioè del 5%;
- la Croazia assicurerà il 5% in più, ossia 138.234,00 euro;
- la Slovenia il medesimo importo del 2008, vale a dire 42.800,00 euro;
- mentre la Regione Istriana ha aggiunto altre 50.000 kune al suo stanziamento (in tutto si arriva a 48.780,00 euro).
Nell’articolo si rileva inoltre che nella frase proverbiale “fare di necessità virtù” è racchiusa tutta la “filosofia” che ha spinto i membri della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana ad accettare, all’unanimità tale proposta (con il voto dei 6 membri presenti e il consenso scritto di 2 membri assenti), sottolineando l’unica voce di fermo, irremovibile, irrinunciabile dissenso, quella di Norma Zani, a capo del settore Educazione e istruzione, che ha abbandonato i lavori prima della votazione, dichiarando di rassegnare le dimissioni.
Tenuto conto dei dati sopra riportati, e cioè delle decurtazioni approvate per ogni singolo settore, per noi, più che della frase proverbiale “fare di necessità virtù” trattasi della frase “fare il tirapiedi” (così in passato veniva definita l’attività dell’aiutante del boia, che tirava i piedi agli impiccati per affrettarne la morte), quale “filosofia” applicata nella definizione del “Programma di lavoro e piano finanziario per il 2009”. Non avendo i dati concernenti le singole “voci” di Bilancio decurtate o meno, ci ripromettiamo di ritornare sull’argomento dopo che saremo messi in condizione di poterlo fare e cioè dopo aver ricevuto i relativi materiali che saranno inviati ai membri dell’Assemblea dell’Unione Italiana per la disamina e successiva approvazione.
Per ora, riteniamo utile citare le motivazioni e le ragioni espresse dalla dimissionaria: “Una proposta, come spiegato sia in sede di Giunta sia dopo, parlando con i giornalisti, che non ha potuto condividere, come aveva più volte segnalato al presidente Tremul, perché in completa discrepanza con quelle direttrici di sviluppo che si è data assumendo l’incarico di membro della Giunta. Un Piano conservativo, secondo Zani, una strategia di tagli che fa arretrare il mondo scuola, che lo porta a una situazione di precarietà – finanziando determinate voci di bilancio fuori dal capitolo dei mezzi ordinari, dirottandole e facendole gravare sull’ex Legge 19/91, che in definitiva mortifica la scuola e le sue risorse umane, che presenta l’Unione Italiana come una banca alla quale rivolgersi per farsi finanziare un concerto, la pubblicazione di un libro, una mostra... Zani avrebbe preferito ridurre altre voci di spesa, come ad esempio quelle relative ai mezzi didattici, e conservare invece quelle iniziative che, a suo avviso, accrescono culturalmente e linguisticamente sia i docenti e gli educatori sia gli allievi delle istituzioni scolastiche e prescolari italiane, tra cui occasioni di incontro e confronto e le gite d’istruzione per ogni fascia (classe) d’età. Dunque, Zani non se l’è presa tanto con la percentuale della decurtazione -che comunque resta una delle maggiori e potrebbe indurre a delle riflessioni su quelle che sono le priorità- dei mezzi a disposizione, piuttosto non se l’è sentita di accogliere e portare avanti la scelta delle attività da cancellare o ridurre”.
Non possono che lasciare allibiti le ragioni e le motivazioni espresse dalla sig.ra Norma Zani per le quali ha ritenuto indispensabile rassegnare le sue dimissioni (che il giorno prima su “La Voce del Popolo” venivano classificate anche come dimissioni irrevocabili!). La sig.ra Zani non se l’è presa tanto con la percentuale della decurtazione (e si parla di una diminuzione di 444.000,00 euro, ovvero del 24%, all’Universo Scuola della Comunità Nazionale Italiana, che a nostro modesto parere, poiché settore fondamentale, prioritario ed essenziale, non avrebbe dovuto subire alcun taglio!), piuttosto non se l’è sentita di accogliere e portare avanti la scelta delle attività da cancellare o ridurre! Avremmo preferito leggere nelle sue motivazioni la decurtazione quale ragione fondamentale delle sue dimissioni e, seppur ininfluenti, le nostre considerazioni sarebbero andate in pieno a favore di tale decisione; invece, ne rimaniamo sorpresi, amareggiati e delusi.
Con riferimento alle varie e ormai innumerevoli dimissioni, non ci rimane che registrare che:
- il 25 marzo 2007, il sig. Sandro Cergna ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da consigliere dell’Assemblea dell’Unione Italiana, esprimendo le proprie motivazioni che sono state riportate dalla stampa;
- il 7 maggio 2007, la sig.ra Tatiana Petrazzi ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dalla funzione di presidentessa del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, ritirandole senza “batter ciglio” dopo oltre un anno (in seguito ad un incontro con i nostri “tuttologi” e “dirigenti a vita”);
- nell’estate del 2007, il sig. Ennio Malusà e la sig.ra Doriana Rojnić hanno ottenuto l’interruzione consensuale del contratto di lavoro e la “buonuscita” dal Centro per l’informatica, la programmazione dei quadri e l’orientamento professionale (CIPO s.r.l) con sede a Pola (di cui è fondatore unico l’Unione Italiana), che in seguito è stato trasformato da società commerciale in ente non profit e poi incluso nel procedimento di “estinzione”;
- nel mese di dicembre del 2007, il sig. Aleksandro Burra ha rassegnato le dimissioni dalla funzione di direttore del Centro italiano di cultura, formazione e sviluppo “Carlo Combi” di Capodistria, esprimendo le proprie motivazioni che sono state riportate dalla stampa;
- il 4 marzo 2008, la sig.ra Carmen Benzan e i sigg. Ezio Giuricin e Luigi Barbalich hanno rassegnato le proprie dimissioni dalla funzione di membri del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, ritirandole (in seguito ad un incontro con i “tuttologi” e “dirigenti a vita” della Comunità Nazionale Italiana) convinti di aver chiarito le incomprensioni;
- il 27 febbraio 2008, il sig. Gianclaudio Pellizzer ha rassegnato le dimissioni da consigliere dell’Assemblea dell’Unione Italiana, esprimendo le proprie motivazioni che sono state riportate dalla stampa;
- il 17 aprile 2008, il sig. Diego Babic ha rassegnato le dimissioni dalla funzione di membro del Consiglio della Comunità Nazionale Italiana della Regione Istriana, esprimendo le proprie motivazioni che sono state riportate dalla stampa;
- il 18 novembre 2008, il sig. Luigi Barbalich ha rassegnato le dimissioni dalla funzione di membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, esprimendo per iscritto le proprie motivazioni, ma tale lettera si trova ancora nei cassetti di Furio Radin, presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, di Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, di Silvio Forza, direttore dell’EDIT, e di Tatiana Petrazzi, presidentessa del Consiglio d’Amministrazione dell’EDIT, e il suo contenuto non è stato ancora reso pubblico;
- il 16 dicembre 2008, la sig.ra Norma Zani ha rassegnato le sue dimissioni dalla funzione di membro della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana (dimissioni qualificate da “La Voce del Popolo” dapprima irrevocabili che il giorno dopo non erano più tali), esprimendo le proprie motivazioni che sono state riportate dalla stampa (e che per noi sono molto deludenti!), ma probabilmente le ritirerà dopo un incontro con i “tuttologi” e “dirigenti a vita” della Comunità Nazionale Italiana.
La lista dei dimissionari continuerà ad allungarsi anche nel 2009. Non ne dubitiamo.
C’è da meravigliarsi della situazione? Per chi conosce i “personaggi” ai vertici dell’Unione Italiana, non c’è nulla di strano; per chi invece li sta conoscendo e ne risente “sulla propria pelle”, non rimane che adeguarsi (diventare dei “portaborse”) o allontanarsi da loro (per non essere compartecipi e corresponsabili) in modo più o meno dignitoso e ragionevole.

Nota.

In seguito ad un incontro tra la responsabile del settore Educazione e istruzione, Norma Zani, e il presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, e dopo aver adottato alcuni accorgimenti, ovvero aumentato i fondi a favore del settore Educazione e istruzione (il che è stato reso possibile grazie all’aumento dei fondi stanziati dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia), Norma Zani ha ritirato le sue dimissioni (“La Voce del Popolo” del 30 dicembre 2008, “Più fondi per scuola, arte e cultura. Norma Zani ha ritirato le dimissioni. Riunita a Dignano la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana”, a firma di Ilaria Rocchi). Per noi trattasi di una doppia delusione: una prima volta per le motivazioni addotte per rassegnare le dimissioni e una seconda volta per il ritiro delle medesime dovuto soltanto al fatto di esser riuscita ad ottenere dei finanziamenti a beneficio di alcune iniziative a cui dichiara di tenere in maniera particolare, in quanto promosse da lei stessa (al posto di insistere sul ripristino totale dei finanziamenti a favore delle scuole di ogni ordine e grado della Comunità Nazionale Italiana). Se non altro, ora sappiamo quanto e come ci tiene Norma Zani al settore Educazione e istruzione di cui è la responsabile nella Giunta esecutiva dell’Unione Italiana.
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2009 16:36
 
hrvatskiitaliano

Manifesti

Vox populi

Il sito web è indipendente, in costante aggiornamento e soggetto ad ampliamento. Questo spazio è libero, gratuito e a disposizione di tutti coloro che vogliono rendere pubblica la propria opinione e che, purtroppo, non sono riusciti ad ottenere un riscontro positivo da parte dei mezzi d'informazione presenti sul territorio istro-quarnerino.

I pareri, le proposte, le idee, i commenti vanno inviati alla seguente e-mail:

voxpopuli@silvanozilli.com

 


Get the Flash Player to see this player.