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Le disfunzioni dell’Unione Italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Mercoledì 18 Febbraio 2009 00:00
L’articolo 26 dello Statuto dell’Unione Italiana stabilisce che, citiamo: “L’Assemblea viene convocata dal presidente dell’Unione o su richiesta di almeno 9 consiglieri. L’iniziativa può essere promossa dal Comitato dei garanti, d’appello e di controllo nel caso di violazione o decorrenza dei termini stabiliti dallo Statuto, dal Regolamento elettorale o dal Regolamento di procedura dell’Assemblea. Le sessioni dell’Assemblea sono ordinarie e straordinarie. Le sessioni ordinarie vengono convocate, di regola, ogni tre mesi e comunque non meno di due volte all’anno”.
L’ultima seduta ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Italiana si è tenuta a Rovigno il 28 luglio 2008, mentre la prossima sessione ordinaria è stata convocata e dovrebbe tenersi a Buie il 23 febbraio 2009, in altre parole a distanza di 7 mesi. Sono ormai numerose le irregolarità presenti nell’ambito del lavoro e del comportamento dell’Assemblea e della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. I responsabili per tali manifeste violazioni delle regole in vigore sono noti a tutti, ma nessuno reagisce. Andiamo a elencare alcune:
1. le sessioni ordinarie dell’Assemblea dell’Unione Italiana non vengono convocate, come di regola, ogni tre mesi (e meno male che si convocano non meno di due volte l’anno!);
2. anche se l’articolo 68 dello Statuto prescrive che l’Unione Italiana pubblica un proprio Bollettino di informazione, dopo aver pubblicato i numeri 34 e 35 riguardanti le sedute dell’Assemblea dell’Unione Italiana (tenutesi dal 12 luglio 2006 al 29 ottobre 2007) in evidente ritardo, ne è seguito e, a tutt’oggi, continua la violazione dello Statuto;
3. nel precedente mandato (2002-2006) si sono tenute ben 51 riunioni della Presidenza dei lavori dell’Assemblea dell’Unione Italiana, mentre nel mandato in corso (dal 12 luglio 2006 ad oggi) non si è tenuta nemmeno una riunione della Presidenza dei lavori dell’Assemblea;
4. le Commissioni assembleari, che dovrebbero riunirsi prima delle sedute dell’Assemblea per esaminare, esprimere il proprio parere ed approvare le varie proposte di delibera, decisione, conclusione inviate all’Assemblea, di regola non si riuniscono e quindi non si capisce che ci stanno a fare;
5. gli Attivi consultivi sembrano inesistenti, eccetto quello delle Comunità degli Italiani e quello delle Scuole, che si convocano annualmente per ripartire i mezzi finanziari destinati alle loro attività;
6. l’Assemblea approva determinati atti e poi li viola consapevolmente, coscientemente – in merito basta ricordare il caso CIPO s.r.l. di Pola, ma ci sono anche altri casi (negli “Orientamenti programmatici della Giunta esecutiva per il mandato 2006-2010”, approvati dall’Assemblea il 9 ottobre 2006 a Dignano ci si obbligava a sostenere l’attività di ricerca e di studio del CIPO di Pola, affidandogli anche il compito di gestire professionalmente il sito web dell’Unione Italiana; poi il 16 luglio 2007 a Umago, l’Assemblea ha approvato la “trasformazione del CIPO di Pola da società commerciale in ente non profit”, e cinque mesi più tardi siamo stati informati ufficialmente che il CIPO di Pola è in fase di “estinzione”); e si potrebbe continuare ancora per molto.
Possiamo poi aggiungere che, a parte gli interventi di alcuni (o meglio soltanto di alcuni, ossia dei soliti) consiglieri durante il punto dell’ordine del giorno “interrogazioni, interpellanze e mozioni”, al fine di risolvere le questioni, i problemi che riguardano particolarmente i sodalizi dai quali provengono, per gli altri punti all’ordine del giorno nella maggior parte dei casi (quindi di regola) non ci sono interventi – evidentemente ai consiglieri presenti risulta tutto sempre molto chiaro (salvo rare eccezioni, ma che vengono ben presto isolate e, prima o poi, rinunciano anche a partecipare alle sedute oppure rassegnano le proprie dimissioni).
Possiamo poi aggiungere che leggendo i verbali delle sedute precedenti dell’Assemblea ci si può fare delle risate e la lettura non risulta per niente noiosa, anzi tutt’altro: promesse fatte e mai mantenute, vane speranze, impegni che si assumono e che vengono regolarmente disattesi, insomma c’è di tutto e di più. Ci sarebbero ancora altre e varie considerazioni da fare, ma per ora tanto basta, ci saranno altre occasioni per farlo.
Per terminare: non rispettando lo Statuto, non fornendo le dovute informazioni, non assicurando la necessaria trasparenza, non adempiendo agli obblighi prescritti nel proprio lavoro e comportamento, i soliti rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana, che della loro funzione hanno fatto la loro professione, continuano imperterriti a dimostrare quotidianamente che per loro valgono solo le “loro” regole e che possono e fanno “eccezioni a tutte le regole”, secondo la loro convenienza del momento.
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2009 18:25
 
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