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“La Voce del Padrone” e la corretta informazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Venerdì 01 Agosto 2008 00:00
Come stabilito nell’apposito Regolamento (http://www.premiovaldisole.it/), il Premio giornalistico “Val di Sole – Trentino” viene indetto annualmente dal Comitato organizzatore, in collaborazione con il Consorzio Dimaro Folgarida Vacanze, il Comune di Dimaro, l’Azienda per il Turismo Valli di Sole Peio e Rabbi, il Centro Studi per la Val di Sole e con il patrocinio della Regione Autonoma Trentino Alto Adige, della Provincia Autonoma di Trento e del Comprensorio Valle di Sole. Il Premio intende segnalare all’attenzione della pubblica opinione quei giornalisti e quelle trasmissioni televisive, radiofoniche o su internet che si siano distinti per completezza e correttezza d’informazione. I candidati sono segnalati dai membri della Giuria che prende in esame anche le eventuali dirette segnalazioni di giornalisti e responsabili di trasmissioni radio televisive o via internet; segnalazioni che devono giungere al Comitato organizzatore del Premio entro il 15 aprile di ogni anno. I premi assegnati dalla Giuria, sono così suddivisi:
1. cinque Premi ex aequo “Val di Sole – Trentino” del valore di 3.000 euro e un oggetto artistico;
2. due Premi “Comune di Dimaro”:
-ad una testata giornalistica di lingua italiana distintasi nell’offrire ai cittadini italiani residenti all’estero una corretta informazione del valore di 3.000 euro e un oggetto artistico;
- a un giornalista del Trentino Alto Adige distintosi in una corretta informazione locale o regionale del valore di 2.000 euro e un oggetto artistico;
3. Premio speciale 90° anniversario fine Prima Guerra Mondiale;
4. Premio “ Centro Studi Val di Sole”.
La Giuria, a proprio insindacabile giudizio, può astenersi dall’assegnare uno o più riconoscimenti ufficiali.
Come riporta “La Voce del Popolo” del 2 agosto 2008 (nell’articolo “Consegnato il premio
al nostro quotidiano. Val di Sole - Trentino, ieri sera la cerimonia” non firmato) e del 4 agosto (“Preziosa la funzione democratica e culturale del nostro quotidiano. A Folgarida La Voce accanto ai nomi più prestigiosi del giornalismo italiano” a firma di Dino Saffi), nella tredicesima edizione della manifestazione, dedicata quest’anno al tema “L’informazione sul filo del rasoio”, la Giuria (composta dal presidente Albino Longhi, giornalista, dal segretario generale Aldo Albasini Broll e dai membri-giornalisti Oliviero Beha, Sergio Bindi e Gianni Faustini) ha assegnato all’unanimità a “La Voce del Popolo” il premio “Comune di Dimaro” per la sezione testate in lingua italiana edite all’estero (del valore di 3.000 euro e un oggetto artistico) con la motivazione che trattasi di “testata giornalistica di lingua italiana distintasi nell’offrire ai cittadini italiani residenti all’estero una corretta informazione”. La cerimonia di premiazione si è svolta il 1° agosto 2008 presso il Centro Congressi “Alla Sosta dell’Imperatore” di Folgarida di Dimaro – Trento. A ritirare l’importante riconoscimento, conferito per la correttezza dell’informazione, è stato il giornalista Dario Saftich, responsabile delle pagine di politica interna de “La Voce del Popolo”. Inoltre, la Giuria ha sottolineato che “La Voce del Popolo” è espressione della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia e mantiene vivo il collegamento con l’Italia e che premiandola “si è voluto segnalare, insieme alla grande professionalità dei suoi redattori, la preziosa funzione culturale e democratica che sta svolgendo”. Che dire? Evidentemente trattasi di membri-componenti della Giuria che non hanno mai visitato la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, che non si sono informati adeguatamente sulla reale situazione in cui versa la Comunità Nazionale Italiana (dovuta in gran parte anche alla politica redazionale de “La Voce del Popolo”, l’unico quotidiano in lingua italiana in Croazia e Slovenia). Evidentemente trattasi di un riconoscimento/premio prettamente di carattere “politico”.
Come già riportato più volte su questo sito (vedi : “La Voce assordante del padrone” e “La politica redazionale de La Voce del Popolo”), “La Voce del Popolo”, da parecchio tempo (in quanto accertato nelle oramai innumerevoli edizioni quotidiane), ha fatto propria la “politica del portavoce”, di “megafono glorificante” i dirigenti “a vita” della Comunità Nazionale Italiana, che in questi anni hanno dimostrato di avere un’unica priorità assoluta: l’autoconservazione, ovvero “finché ci siamo Noi c’è speranza”. Naturalmente, tale politica redazionale è “costretta” a tener conto del fatto che appunto lor signori, in qualità di dirigenti “a vita” della Comunità Nazionale Italiana, rappresentano pure la garanzia di stabilità e prosperità finanziaria de “La Voce del Popolo” (se non vuole avere problemi di natura esistenziale) e, di conseguenza, anche la garanzia di stabilità e prosperità finanziaria per tutti coloro che attivamente li sostengono per non parlare dei loro proseliti. Ma sebbene tale politica redazionale riporti quotidianamente le azioni importanti e meno importanti, significative e insignificanti dei massimi dirigenti “a vita” della Comunità Nazionale Italiana, d’altro canto non ha voluto e non deve riportare quei “dati di fatto, inconfutabili” che sono a sfavore, a svantaggio o a discapito dei dirigenti “a vita” della nostra sempre più esigua Comunità Nazionale Italiana, ovvero dell’oligarchia dominante. Il che si dovrebbe commentare da sè. Ormai, la politica redazionale de “La Voce del Popolo” si è fatta servizievole per “grazia ricevuta”, nel senso di aver fatto più “servizi” scorretti nei confronti dei propri lettori. Comportamento questo che viola le regole di una corretta informazione, di una grande professionalità, di una preziosa funzione culturale e democratica quanto mai necessaria per la stessa sopravvivenza della nostra Comunità Nazionale.
La politica redazionale de “la Voce del Popolo” non permette, né dà voce a quei connazionali che la pensano diversamente, bensì esclusivamente all’oligarchia dominante e ai loro sostenitori. Così facendo, non solo non contribuisce all’affermazione di una libera, pluralistica, democratica, autonoma, responsabile ed esauriente informazione relativa alla Comunità Nazionale Italiana, ma (forse non rendendosene conto) la sta annichilendo. P. S. A ritirare l’importante riconoscimento, conferito per la correttezza dell’informazione, è stato il giornalista Dario Saftich, responsabile delle pagine di politica interna de “La Voce del Popolo”, alias Dino Saffi, ovvero l’autore dell’articolo “Preziosa la funzione democratica e culturale del nostro quotidiano. A Folgarida La Voce accanto ai nomi più prestigiosi del giornalismo italiano”, pubblicato su “La Voce del Popolo” del 4 agosto 2008. Anche tale fatto rispecchia la politica redazionale de “La Voce del Popolo”.
 
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