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Bestie, uomini o dei? PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Martedì 08 Aprile 2008 00:00

Il “nostro” Presidente dell’Unione Italiana nonché “nostro” deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, Furio Radin, dopo aver presenziato alla manifestazione centrale per il Sessantesimo del Trattato di pace di Parigi e “dell’unione dell’Istria alla Croazia all’interno della Jugoslavia” ovvero “del ritorno dell’Istria alla madrepatria croata” il 16 settembre 2007 nell’Arena di Pola (che, con la sua presenza, ha legittimato a nome di tutti i connazionali in Croazia e in Slovenia la manifestazione con i suoi contenuti, i discorsi, le bandiere, i quadri, ecc.), in questi giorni ha convocato due conferenze stampa (una con l’ultimo comandante del battaglione “Pino Budicin”, il sig. Mario Jadrejčić, e l’altra con il deputato della Dieta Democratica Istriana, l’on. Damir Kajin)

per denunciare “un’offesa e una lesione degli interessi degli italiani e di tutte le persone che oggi vivono in Istria” da parte della Federazione dei combattenti antifascisti dell’Istria, che ha invitato i rappresentanti dell’Unione Italiana ai festeggiamenti del 64.esimo anniversario di fondazione del battaglione partigiano “Pino Budicin” a Stanzia Bembo il 5 aprile 2008, ma vietando al Presidente dell’Unione Italiana di intervenire, di rivolgersi ai presenti. Il “nostro” Presidente dell’Unione Italiana e deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato ha dichiarato che “i festeggiamenti non hanno senso se non vi partecipano gli italiani” e si è chiesto : “com’è possibile negare la parola a qualcuno nel 2008? Specialmente agli italiani che in passato hanno maggiormente rappresentato il battaglione”. Secondo il “nostro” Radin, l’organizzazione della celebrazione degli anniversari del battaglione dovrebbe essere affidata congiuntamente all’Unione Italiana, alla Federazione degli antifascisti, alla Città di Rovigno ed alla Regione Istriana. Sempre il “nostro” Radin ha affermato che “gli italiani dell’Istria non si riconoscono nell’interpretazione della storia data dalla Federazione degli antifascisti, perlomeno in una delle sue parti”, che “nessuno può appropriarsi della storia e capitalizzare i meriti del battaglione 'Pino Budicin', pilastro delle peculiarità dell’Istria per cui oggi siamo rispettati”, che “gli antifascisti non possono legittimamente festeggiare e rendere omaggio al 'Pino Budicin' escludendo l’Unione Italiana poiché quello stesso battaglione è parte integrante della storia degli italiani dell’Istria” e che “la risposta dell’Unione Italiana a questa esclusione sarà l’organizzazione di una propria manifestazione per rendere omaggio al battaglione. Manifestazione alla quale tutti saranno i benvenuti e a tutti sarà data la possibilità di parlare dando prova di civiltà”. Interrogato in merito alle motivazioni che hanno spinto la Federazione degli antifascisti a negare la possibilità di parlare al rappresentante dell’Unione Italiana, il “nostro” Radin ha affermato che “i dissapori tra le due parti risalgono a quando lui stesso, a Basovizza, propose che in Istria fosse eretto un monumento in onore ed in ricordo degli infoibati” e che da quel momento c’è stato il gelo. Gelo che Mario Jadrejčić, presente all’incontro stampa, ha cercato in passato di risolvere proponendo al Presidente degli antifascisti della Regione Istriana un incontro con Furio Radin. Incontro che, purtroppo, non è mai stato accettato dalla Presidenza della Federazione antifascista istriana.
Tralasciando le motivazioni, le ragioni che hanno portato a tale disaccordo tra le due parti, a noi preme sottolineare la questione di base, di principio e che rientra nell’ambito dell’Unione Italiana.
Partendo dal fatto che l’Unione Italiana è l’organizzazione che rappresenta (almeno questo è il suo intento) tutti gli Italiani in Croazia e Slovenia e nella quale dovrebbero riconoscersi tutti i suoi associati con le loro diverse e a volte divergenti posizioni, interpretazioni, con i loro diversi ideali, idee e valori, ci si chiede in base a quale documento, programma o intento ufficiale dell’Unione Italiana, al Presidente della medesima è stato assegnato oppure acconsentito di presenziare o/e intervenire a determinate manifestazioni? Concretamente, quali sono le opinioni e di chi che il “nostro” Radin porta in modo ufficiale alla manifestazione centrale per il Sessantesimo del Trattato di pace di Parigi e “dell’unione dell’Istria alla Croazia all’interno della Jugoslavia” ovvero “del ritorno dell’Istria alla madrepatria croata”, che si sono tenute il 16 settembre 2007 nell’Arena di Pola? Celebrazione con i suoi contenuti, i discorsi, le bandiere, i quadri, ecc. organizzata dalla Federazione dei combattenti antifascisti della Regione Istriana. Lo ha deciso in nome di qualcuno o da solo? Senza aver precedentemente ottenuto l’incarico da parte dell’Assemblea dell’Unione Italiana? E’ un “dato di fatto” che l’Assemblea dell’Unione Italiana non ha mai dibattutto e nemmeno assunto una qualsiasi posizione in merito a tale celebrazione. E’ un “dato di fatto” che in alcun documento approvato dall’Unione Italiana viene specificato alcunchè su tale anniversario. E’ sempre un “dato di fatto” che in merito a tale anniversario alcuni membri dell’Unione Italiana sono e altri non sono concordi che si tratti di un avvenimento da celebrare; per alcuni probabilmente rappresenta l’inizio delle nostre “disgrazie” e quindi come tale dovrebbe essere almeno non celebrato. Trattandosi dello stesso organizzatore (la Federazione dei combattenti antifascisti dell’Istria) e dei simili se non medesimi contenuti, nel caso dei festeggiamenti del battaglione “Pino Budicin” si può fare lo stesso ragionamento. Concretamente, il “nostro” Radin da chi e come ha avuto l’incarico di presenziare/intervenire alla celebrazione del battaglione “Pino Budicin”? Celebrazione contraddistinta dai contenuti, i discorsi, le bandiere, i quadri, ecc. dell’organizzatore ovvero la Federazione dei combattenti antifascisti dell’Istria. Lo ha deciso da solo? In qualità d’indovino delle aspettative della Comunità Nazionale Italiana o in qualità di “padre padrone” in carica? Su invito dell’ultimo comandante del battaglione “Pino Budicin”, Mario Jadrejčić? Senza aver precedentemente consultato e ottenuto l’incarico da parte dell’Assemblea dell’Unione Italiana?
In definitiva, qual è la posizione dell’Unione Italiana (chi e/o che cosa è l’Unione Italiana, è un’altro problema) in merito ai sopra citati avvenimenti e conseguenti celebrazioni? Non risulta molto chiara, e quanto mai limpida e trasparente la questione. In quanto, sia ben chiaro che, se da una parte si pretende e si decide (?) di presenziare ed intervenire attivamente nell’organizzazione di tali manifestazioni, ci si chiede come mai l’Unione Italiana non ha mai organizzato e celebrato la fondazione dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (di cui l’Unione Italiana è l’unico successore), avvenuta l’11 e 12 luglio 1944 a Čamparovica, presso Albona, nell’ambito della lotta popolare antifascista, avente sempre i medesimi valori e ideali che contraddistinguono i sopracitati avvenimenti?
C’è un dubbio : evidentemente, in merito, la politica dell’Unione Italiana non è chiara, non è di principio, ha qualcosa di “mercantile” o “clientelare”; e non può essere altrimenti dato che l’Assemblea dell’Unione Italiana non ha mai discusso e nemmeno assunto una precisa posizione, sensata, razionale e democraticamente valida.
Per concludere, non rimane che riportare ciò che si è già scritto nell’intervento pubblicato su questo sito in data 30 settembre 2007 e cioè che : l’Unione Italiana dovrebbe legittimare e sostenere (con l’organizzazione, la presenza, l’intervento pubblico) soltanto quelle manifestazioni che sono contraddistinte da colpe e ragioni corrispettive, rispetto e stima reciproci, multiculturalità e plurilinguismo effettivi, che in questo territorio ancora stentano purtroppo ad apparire e affermarsi. Chissà perchè, meglio ancora: chissà per chi?

Nota.
In merito all’accaduto sono stati pubblicati i seguenti articoli:
-“Gli antifascisti offendono gli italiani negando la parola ai rappresentanti UI : Furio Radin sui festeggiamenti dell’anniversario del Pino Budicin” (“La Voce del Popolo” del 5 aprile 2008, a pag. 5);
-“Radin: Savez antifašističkih boraca nas bojkotira. Talijanskoj uniji uskraćeno sudjelovanje na proslavi 64. obljetnice osnutka talijanskog bataljuna Pino Budicin”(“Glas Istre” del 5 aprile 2008, a pag. 6);
-“Radin: Ci hanno vietato di parlare alla cerimonia del battaglione Budicin. Stamane la manifestazione” (“Il Piccolo di Trieste” del 5 aprile 2008, a pag. 13);
-“Ravnić: U NOB-u pravda je pobjedila nepravdu. Proslavljena 64. obljetnica osnutka talijanskog bataljuna Pino Budicin. Bez predstavnika Talijanske unije” (“Glas Istre” del 6 aprile 2008, a pag. 5);
-“Convivenza significa libertà di pensiero : ferma condanna di Radin e Kajin della chiusura nei confronti dell’UI” (“La Voce del Popolo” del 7 aprile 2008, a pag. 3);
-“Cerimonia partigiana: esclusa l’UI per paura che si parli delle foibe. Dura reazione di Furio Radin” (“Il Piccolo di Trieste” del 7 aprile 2008, a pag. 8);

-“Radin: Opasan sam samo u glavama čelnika SAB-a. Čelnici Talijanske unije i IDS-a osudili zabranu govora predstavniku istarskih talijana na 64. obljetnici bataljuna Pino Budicin” (“Glas Istre” del 7 aprile 2008, a pag. 7).
 
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