Delegittimare l’Assemblea per evitare di apparire delegittimati Stampa
Scritto da Zilli   
Martedì 27 Marzo 2012 07:47
Nell’ambito della sua V sessione ordinaria (tenutasi il 27 febbraio 2012 alla Comunità degli Italiani di Umago e il 19 marzo 2012 alla Comunità degli Italiani di San Lorenzo-Babici), e cioè nell’arco di 21 giorni, l’Assemblea dell’Unione Italiana ha approvato il “Programma di lavoro e piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2012” (il 27 febbraio) e il suo assestamento (il 19 marzo), come pure la “Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi delle Leggi 191/2009 e 25/2010 a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2012 e pianificazione dei mezzi per il biennio 2013/2014 e riutilizzo e ridestinazione dei fondi afferenti alle Convenzioni MAE-UPT e MAE-UI pregresse” (il 27 febbraio) e il suo assestamento (il 19 marzo), cioè ha approvato la ripartizione dei mezzi finanziari per il 2012 e, sempre nell’ambito della medesima seduta e a distanza di soli 21 giorni, anche l’assestamento della ripartizione. 
In tal contesto, l’Assemblea ha superato se stessa, dato che nessun organo rappresentativo al mondo è mai riuscito a fare una cosa del genere. Si tratta di una “efficienza” mai riscontrata prima. La motivazione adottata è che ciò si è reso necessario in seguito alle deliberazioni del Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia. 
Come riporta “La Voce del Popolo” del 21 marzo 2012, nell’articolo “Assestamento con l’amaro in bocca. La manovra si è resa necessaria dopo che il Comitato di coordinamento ha cancellato alcuni progetti” a firma di Ilaria Rocchi, gli assestamenti sono stati approvati con 31 voti a favore, 7 contrari e 1 astenuto. Nell’articolo-resoconto si rileva che:
-“non c’era altra possibilità che fare di necessità virtù, perché le regole del gioco sono queste e non ammettono eccezioni. Chi stanzia i finanziamenti ha la prerogativa di dare indicazioni e preferenze su come questi vadano impiegati”;
-“qualcuno avrebbe preferito solo ‘prendere in visione’ o ‘prendere atto’ delle deliberazioni del Comitato di coordinamento, senza ratificare alcunché, per ‘mantenere un minimo di dignità’ – come suggeriva soprattutto il gruppo d’opposizione in seno all’Assemblea dell’Unione Italiana – ma ciò avrebbe comportato un altro ordine di problemi. Innanzitutto avrebbe fatto immancabilmente slittare la firma della Convenzione tra il MAE, l’Unione Italiana e l’UPT, prevista a fine mese, e quindi l’erogazione dei fondi e di conseguenza la realizzazione delle attività e dei programmi inseriti in questo capitolo di spesa, a scapito in definitiva di tutta la Comunità e delle sue istituzioni”;
-“dall’altro lato, la mancata ratifica del documento da parte dei consiglieri sarebbe stata uno ‘schiaffo morale’ ai rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana che in sede di detto Comitato – erano presenti il presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, il presidente dell’Assemblea, Floriana Bassanese Radin, e il segretario generale, Christiana Babić – hanno invece cercato di difendere in tutti i modi i progetti proposti e nella stragrande maggioranza dei casi ci sono riusciti. Su altri, invece, ‘non c’è stato verso di far passare la nostra opinione’, ha ammesso Maurizio Tremul. ‘E le colonie estive non vanno nella direzione della massima sobrietà richiesta in questo momento di crisi’, ha aggiunto”;
-stando alle deliberazioni del Comitato di coordinamento, l’Assemblea ha approvato di cassare e/o incrementare e/o inserire una ventina di voci negli atti citati.
Senza entrare nel merito delle singole voci di bilancio, le cui modifiche e/o integrazioni ci risultano infondate e, quindi, inaccettabili, ci preme invece sottolineare alcuni aspetti giuridici e politici.
L’articolo 14, comma 2, della Legge 9 gennaio 1991, n. 19 (Norme per lo sviluppo delle attività economiche e della cooperazione internazionale della Regione Friuli-Venezia Giulia, della Provincia di Belluno e delle aree limitrofe, “Gazzetta ufficiale” n. 17 del 21.01.1991), con le sue successive modificazioni, prescrive che: “lo stanziamento a favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia sarà utilizzato mediante Convenzione da stipulare tra il Ministero degli Affari Esteri, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, sentito il parere, da esprimere entro 45 giorni dalla richiesta del Ministero degli Affari Esteri, della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, o comunque delle singole associazioni. Detto stanziamento è finalizzato alla realizzazione di interventi ed attività, indicati dall’Unione Italiana in collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia, da attuarsi nel campo scolastico, culturale, dell’informazione, nonché socioeconomico, fino ad un massimo del 20 per cento dello stanziamento annuo previsto”.
Considerata la necessità di assicurare l’efficacia della funzione di coordinamento dell’attività in favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia, da svolgersi in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con le altre istituzioni, il Ministero degli Affari Esteri con Decreto del 3 luglio 1995 ha istituito il Comitato di coordinamento per le attività in favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia, al quale è stato attribuito il coordinamento delle attività in favore della minoranza italiana in Slovenia e Croazia ed in particolare il coordinamento degli impegni derivanti dalla Legge 9 gennaio 19991, n.19 e successive modificazioni. Il Comitato è composto da due rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, un rappresentante delle autorità diplomatiche consolari italiane in Slovenia ed un altro di quelle in Croazia, due rappresentanti dell’Unione Italiana e due rappresentanti dell’Università Popolare di Trieste. Il Comitato è presieduto dal rappresentante del Ministero degli Affari Esteri di grado più elevato.
Stando alle prescrizioni di legge, l’Unione Italiana è chiamata ad indicare, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, gli interventi e le attività da finanziarsi con detti stanziamenti, mentre al Comitato di coordinamento viene attribuito il coordinamento delle attività da svolgersi in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con le altre istituzioni (quindi ben vengano le indicazioni e le preferenze, ma non gli ordini e le imposizioni!). Negli anni precedenti si è riusciti a far rispettare tali ruoli con le rispettive competenze (e i vari tentativi di assoggettare e/o delegittimare l’Unione Italiana sono stati puntualmente ed efficacemente respinti), mentre ora veniamo a sapere che alcuni si sono arrogati delle competenze che non gli spettano (il Comitato di coordinamento), grazie all’incapacità e all’inefficienza dei rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana, che erano presenti a tali incontri (il presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, il presidente dell’Assemblea, Floriana Bassanese Radin, e il segretario generale, Christiana Babić). E, successivamente, ben 31 consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana, con il loro voto, hanno espresso il loro sostegno a tale incapacità, inefficienza tremuliano-radiniana-babiciana, e così facendo hanno rinunciato all’autonomia e alla soggettività dell’Unione Italiana, cioè hanno delegittimato se stessi.
Ma, non è la prima volta che l’Assemblea dell’Unione Italiana viene delegittimata e ridotta ad organo di ratifica: basta ricordare che nel 2009 la Giunta esecutiva dell’Unione Italiana dapprima ha ripartito oltre 5 milioni di euro e sottoscritto le Convenzioni a Roma in modo illegittimo, ovvero defraudando l’Assemblea della propria competenza, e successivamente, come se nulla fosse accaduto, ha coinvolto l’Assemblea a posteriori, facendole approvare non una ratifica ma una delibera, come se l’Assemblea fosse propositiva e deliberativa dell’atto, dimostrando così d’infischiarsene altamente e usandola a posteriori soltanto per ratificare le decisioni, ossia per copertura. Insomma, l’Assemblea dell’Unione Italiana viene ormai delegittimata sia dal suo organo esecutivo, la Giunta esecutiva, sia dal Comitato di coordinamento e sia da se stessa, cioè preferisce autocastrarsi (delegittimarsi) piuttosto che salvaguardare, affermare e ulteriormente sviluppare la soggettività e l’autonomia dell’Unione Italiana, e quindi della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Tenuto conto del fatto che le sessioni ordinarie dell’Assemblea dell’Unione Italiana non vengono convocate di regola ogni tre mesi, ma il meno possibile, e cioè due volte all’anno (il che è stato accertato anche all’ultima sua seduta con l’approvazione della “Relazione sul lavoro svolto dall’Assemblea nel 2011”, stando alla quale il programma è stato realizzato al 50%, con due sole sedute tenutesi lo scorso anno) e che si spendono circa 7 mila euro per ogni sua autocastrante (delegittimante) sessione, allora ci si chiede: non sarebbe meglio rinunciare ad un’Assemblea del genere?
In fin dei conti, non c’è nulla di cui meravigliarsi, dato che i “dirigenti a vita” dell’Unione Italiana sono anch’essi delegittimati nel rappresentare la Comunità Nazionale Italiana. Alle ultime elezioni dell’Unione Italiana i “dirigenti a vita” della Comunità Nazionale Italiana hanno ottenuto 6.003 voti che corrispondono al 15,94% degli aventi diritto al voto (dei 37.662 elettori). Insomma, i “delegittimati” stanno facendo di tutto, e ci riescono molto bene, per delegittimare l’Assemblea dell’Unione Italiana e rinunciare all’autonomia e alla soggettività della Comunità Nazionale Italiana. L’intento è chiarissimo: delegittimare l’Assemblea per evitare di apparire delegittimati.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Marzo 2012 09:10