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La Corte suprema non si è pronunciata in merito alla controversia PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Luglio 2015 07:04

Con riferimento al Comunicato stampa del Presidente (secondo me illegittimo) della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana del 15 luglio 2015, incentrato sul Decreto della Corte suprema e reso pubblico sui mezzi d’informazione della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, ritengo necessario esprimere le seguenti precisazioni:

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È indubbia la responsabilità penale di Silvio Forza ma è anche indubbia la responsabilità politica di Furio Radin e Maurizio Tremul PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Giugno 2015 06:04

Nell’edizione del 15 giugno 2015, “La Voce del Popolo” riporta la notizia dal titolo “La sentenza di primo grado. Silvio Forza condannato a tre anni di carcere: imposto nei suoi confronti il divieto d’esercizio della professione giornalistico-editoriale per dieci anni”, scritta da un autore anonimo.

Il Tribunale regionale con sede a Fiume ha condannato a tre anni di carcere l’ex direttore dell’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume, Silvio Forza, per abuso di posizione e di potere. Gli è stata disposta la misura di sicurezza del divieto di esercitare incarichi nell’ambito delle attività giornalistico-editoriali per la durata di dieci anni. Silvio Forza, come direttore dell’EDIT, dal 16 aprile 2011 al 1° gennaio 2014, utilizzando carte di credito aziendali per pagare conti privati in negozi e locali e per prelevare contanti presso gli sportelli bancomat per le proprie esigenze e prelevando dalla cassa dell’Ente acconti per il rimborso delle spese di viaggio non documentate e non rendicontate in modo regolare, ha danneggiato l’EDIT per un importo in denaro di 379.419,48 kune (circa 50.000,00 euro). Silvio Forza si è dichiarato colpevole, ha detto che si pente e che gli dispiace e ha sostenuto che aveva intenzione di restituire tutto il denaro che ha preso.

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Il tentativo dell’Unione Italiana di privare le Comunità degli Italiani della loro piena autonomia attraverso l’adeguamento degli Statuti alla Legge sulle associazioni PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Giugno 2015 06:01

Su indicazione del Presidente della Giunta esecutiva (Maurizio Tremul) e in accordo con la titolare del settore Coordinamento delle Comunità degli Italiani (Rosanna Bernè), il segretario della Giunta esecutiva (Marin Corva) ha inviato alle Comunità degli Italiani (ad alcune il 4 giugno e ad altre il 10 giugno) la bozza di Statuto predisposta per le medesime dal legale di fiducia (Ladislav Radoslović) dell’Unione Italiana, in conformità alle disposizioni della nuova Legge sulle associazioni, segnalando alle stesse di completarla inserendo i loro relativi dati e di porla all’attenzione delle rispettive Assemblee/Consigli per poterla consegnare all’ufficio competente entro il termine previsto dalla legge, ossia il 1° ottobre 2015. Stando alla comunicazione, è consigliabile consegnare il documento molto prima del termine ultimo, poiché l’ufficio competente potrebbe richiedere siano fatte delle modifiche al testo dello Statuto. Inoltre, le Comunità degli Italiani sono state informate che nei prossimi giorni sarà inviata anche la traduzione in italiano della bozza di Statuto.

Dopo aver preso visione della bozza di Statuto, proposta dal legale di fiducia dell’Unione Italiana, si desidera rilevare quanto segue:

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In mancanza di garanzie interne, l’Unione Italiana è degenerata in un regime autoritario e totalitario PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Aprile 2015 05:16

L’articolo 42 della Legge sulle associazioni (“Gazzetta ufficiale” n. 74 del 18.06.2014) recita: “(1) I soci dell’associazione controllano da soli il lavoro dell’associazione. (2) Se un socio dell’associazione ritiene che l’associazione abbia violato lo Statuto o un altro atto generale dell’associazione, è autorizzato avvertire in merito l’organo preposto dallo statuto dell’associazione, ossia l’assemblea qualora tale organo non sia determinato dallo statuto, e richiedere che le irregolarità siano rimosse. (3) Se l’avvertenza non è esaminata, entro 30 giorni dalla data di presentazione di una richiesta scritta e non si ottemperi alla richiesta, ossia se entro tale termine non è convocato l’organo competente o l’assemblea e le irregolarità non sono rimosse entro i successivi 30 giorni, il socio può sporgere querela al tribunale comunale competente, secondo la sede dell’associazione, al fine di tutelare i propri diritti stabiliti dallo statuto dell’associazione”.

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