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Il destino dei “rimasti” nelle mani di alcuni “esuli” che li hanno sempre detestati PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Lunedì 16 Marzo 2009 00:00
In riferimento al rinnovo degli organi direttivi e di gestione dell’Università Popolare di Trieste, giunti a scadenza dopo 5 anni di attività, riteniamo opportuno segnalare alcune perplessità, per usare un eufemismo.
Innanzitutto va evidenziato che ai sensi dello Statuto dell’Università Popolare di Trieste:
-“sono soci ordinari coloro che sono stati ammessi a frequentare continuativamente le attività didattiche dell’ente o collaborano nel suo ambito nel settore organizzativo o in quello direttivo”;
-“possono essere soci i dipendenti dell’ente, i collaboratori coordinati e continuativi e i componenti il Consiglio direttivo e il Consiglio di amministrazione”;
-“tutti i soci che siano persone fisiche e che abbiano compiuto il 18º anno di età hanno diritto al voto e sono eleggibili alle cariche sociali, salvo le eccezioni e le incompatibilità stabilite dalla Legge e dallo Statuto”;
-“non sono eleggibili i soci dipendenti, i collaboratori coordinati continuativi e i collaboratori a progetto”;
-“i soci ordinari perdono ogni diritto dipendente dalla loro iscrizione in caso di mancato pagamento di una sola annuità della quota sociale”;
-“non è ammesso ad esercitare il diritto di voto il socio che non abbia provveduto al pagamento della quota sociale almeno 30 giorni prima della data di inizio delle elezioni”;
-“l’Assemblea dei soci è composta dai soci che hanno diritto al voto”;
-“l’Assemblea dei soci elegge tra i soci i 4 (quattro) componenti del Consiglio d’amministrazione”;
-“il Consiglio d’amministrazione è composto da 13 (tredici) componenti, di cui 4 (quattro) eletti dall’Assemblea dei Soci” mentre “i 9 (nove) componenti non elettivi sono i seguenti: due rappresentanti del Ministero degli affari esteri, un rappresentante dell’Ente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, un rappresentante della Provincia di Trieste, un rappresentante del Comune di Trieste, un rappresentante dell’Università degli Studi di Trieste, un rappresentante della Federazione delle Associazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati, un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia, un rappresentante del Conservatorio statale di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste”;
-“il Consiglio d’amministrazione elegge, nella sua prima seduta, il presidente e i 2 (due) componenti elettivi del Consiglio Direttivo”;
-“il Consiglio direttivo è formato da cinque componenti: il presidente, eletto dal Consiglio d’amministrazione, un rappresentante del Ministero degli affari esteri, il rappresentante della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e 2 (due) componenti eletti dal Consiglio d’amministrazione, di cui almeno 1 (uno) scelto tra i rappresentanti degli enti locali”;
-“il Collegio dei revisori è composto da un presidente, nominato dal Ministero degli affari esteri, da un componente nominato dal presidente della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia e da un componente nominato dal Ministero dell’economia e delle finanze”.

In seguito alle elezioni per il rinnovo dei quattro componenti in rappresentanza dell’Assemblea dei soci nel Consiglio d’amministrazione dell’Università Popolare di Trieste (tenutesi nei giorni 11, 12 e 13 febbraio 2009) e all’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione (avvenuto il 4 marzo 2009) nel corso del quale sono stati eletti il presidente dell’Università Popolare di Trieste e il Consiglio direttivo, gli organi dell’Università Popolare di Trieste per il quinquennio 2009-2013 risultano essere i seguenti:

Organi direttivi
presidente: Silvio Delbello
(ricopre anche le funzioni di presidente onorario dell’Unione degli Istriani – Libera provincia dell’Istria in esilio e di direttore di “Umago viva”, è stato presidente dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e della Famiglia Umaghese, nonché direttore de “L’Arena di Pola” e del periodico dell’Unione degli Istriani “Istria Fiume Dalmazia”)
vicepresidente: Piero Delbello
(ricopre anche le funzioni di direttore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e di membro della Commissione per il riconoscimento ai congiunti degli infoibati della Presidenza del Consiglio)


Consiglio direttivo
presidente: Silvio Delbello
(ricopre anche le funzioni di presidente onorario dell’Unione degli Istriani – Libera provincia dell’Istria in esilio e di direttore di “Umago viva”, è stato presidente dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e della Famiglia Umaghese, nonché direttore de “L’Arena di Pola” e del periodico dell’Unione degli Istriani “Istria Fiume Dalmazia”)
min. pl. Daniele Verga, Direzione generale per i Paesi dell’Europa - Ministero degli affari esteri
(già ambasciatore d’Italia a Lubiana)
Piero Delbello - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
(ricopre anche le funzioni di direttore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e di membro della Commissione per il riconoscimento ai congiunti degli infoibati della Presidenza del Consiglio)
Denis Zigante - Comune di Trieste
(ricopre anche la funzione di segretario politico della Lista per Trieste, è stato presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, nonchè presidente e vicepresidente dell’Unione degli Istriani)
Ferdinando Parlato - fra i membri elettivi
(dirigente bancario, ricopre anche la funzione di presidente della Sezione di Muggia della Lega Nazionale, è stato assessore al bilancio con Dipiazza per Alleanza Nazionale)
 

Consiglio d’amministrazione

-elenco dei membri eletti dall’Assemblea dei soci:

Fulvio Camerini
(medico cardiologo, è stato primario ospedaliero e professore di cardiologia all’Università di Trieste, senatore dei Democratici di sinistra – Ulivo dal 1996 al 2001 e capogruppo dell’Ulivo nel Consiglio comunale di Trieste)
Maria Luisa Chiriacò
(ricopre anche la funzione di presidente del Soroptimist International d’Italia – Club di Trieste)
Silvio Delbello
(ricopre anche le funzioni di presidente onorario dell’Unione degli Istriani – Libera provincia dell’Istria in esilio e di direttore di “Umago viva”, è stato presidente dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e della Famiglia Umaghese, nonché direttore de “L’Arena di Pola” e del periodico dell’Unione degli Istriani “Istria Fiume Dalmazia”)
Ferdinando Parlato
(dirigente bancario, ricopre anche la funzione di presidente della Sezione di Muggia della Lega Nazionale, è stato assessore al bilancio con Dipiazza per Alleanza Nazionale)

-membri delegati:
min. pl. Laura Mirachian, Direttore generale per i Paesi dell’Europa - Ministero degli affari esteri
min. pl. Daniele Verga, Direzione generale per i Paesi dell’Europa - Ministero degli affari esteri
(già ambasciatore d’Italia a Lubiana)
Piero Delbello - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
(ricopre anche le funzioni di direttore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI e di membro della Commissione per il riconoscimento ai congiunti degli infoibati della Presidenza del Consiglio)
Renzo Nicolini - Provincia di Trieste
(docente di matematica e fisica, ricopre anche la funzione di vicepresidente del Circolo di cultura istro-veneta “Istria” di Trieste)
Denis Zigante - Comune di Trieste
(ricopre anche la funzione di segretario politico della Lista per Trieste, è stato presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, nonchè presidente e vicepresidente dell’Unione degli Istriani)
Renzo de’ Vidovich - Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati
(ricopre anche le seguenti funzioni: presidente della Fondazione “Rustia Traine” di Trieste, presidente della delegazione triestina dei Dalmati italiani nel mondo – Libero comune di Zara in esilio, tesoriere dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata – IRCI, direttore de “Il dalmata”, consigliere della Lega Nazionale di Trieste, e già presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati)
Massimo Parovel - Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste
(direttore del Conservatorio e membro del Consiglio direttivo della Società dei concerti di Trieste)
Luisella Tenente - Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia
(consulente pedagogico)
Elvio Guagnini - Università degli Studi di Trieste
(professore ordinario di letteratura italiana, condirettore di “Problemi” e di “Aghios. Quaderni di Studi Sveviani”, redattore di “Italienische Studien” e di “Metodi e Ricerche”)
 
Collegio dei revisori dei conti (nomine avvenute nel 2008)

Luigi Antonio Cozzolino – Ministero degli affari esteri
(ricopre anche la funzione di delegato nazionale del Sindacato dirigenti ministeriali e di componente del Comitato direttivo dell’Unione italiana lavoratori pubblica amministrazione – UILPA)
Arianna Fonda – Ministero delle finanze
Guido Brazzoduro – Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati
(ricopre anche le funzioni di sindaco del Libero comune di Fiume in esilio e di vicepresidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – ANVGD, è stato presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati e membro dell’Esecutivo dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia)
 
Avendo presente quanto sopra riportato possiamo dedurre alcune considerazioni, e cioè che:
1. l’Assemblea dei soci dell’Università Popolare di Trieste, costituita nella stragrande maggioranza da coloro che sono stati ammessi a frequentare continuativamente le attività didattiche dell’ente (ovvero ai corsi di lingue, di cultura e di arte) determinano con il loro voto i 4 (quattro) membri che li rappresenteranno nel Consiglio d’amministrazione dell’ente;
2. la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Trieste e il Comune di Trieste prediligono nominare gli esuli, quali propri rappresentanti nel Consiglio d’amministrazione dell’Università Popolare di Trieste, i quali pur disponendo già per Statuto dell’ente di un proprio rappresentante nell’ambito del Consiglio d’amministrazione, risultano essere 4 (quattro) membri nel Consiglio d’amministrazione;
3. visti i punti 1 e 2 e tenuto conto delle disposizioni dello Statuto dell’ente (che si è ritenuto opportuno approvare con il fattivo contributo di tutti gli enti e organi istituzionali sopra elencati ed, in primis, il Ministero degli affari esteri italiano), nell’attuale compagine degli organi direttivi e di gestione dell’Università Popolare di Trieste gli esuli dispongono:
-di 5 loro rappresentanti su un totale di 13 membri del Consiglio d’amministrazione;
-di 3 loro rappresentanti su un totale di 4 membri del Consiglio direttivo;
-di 1 loro rappresentante su un totale di 3 membri del Collegio dei revisiori dei conti;
-delle funzioni di presidente e di vicepresidente dell’Università Popolare di Trieste.
Insomma, gli esuli nell’ambito dell’Università Popolare di Trieste hanno fatto l’“en plein”.
Non avremmo nulla da ridire se l’Università Popolare di Trieste si occupasse solo e soltanto di organizzare corsi di lingue, di cultura e di arte e altre attività culturali a favore della popolazione residente sul territorio di sua competenza amministrativa. Ma, così non è! L’Università Popolare di Trieste, quale ente morale, è delegato dal Ministero degli affari esteri italiano (dal 1964) e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (dal 1978) a fungere da tramite nella destinazione dei mezzi finanziari per il mantenimento della lingua e della cultura italiane dell’unica minoranza nazionale autoctona che l’Italia può vantare al di fuori dei propri confini nazionali e, conseguentemente, a collaborare con i legittimi rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia. E non avremmo nulla da ridire sull’“en plein” totalizzato dagli esuli se alcuni singoli nominativi eletti/nominati non avessero ripetutamente espresso pubblicamente (in passato) la loro mal celata insofferenza nei confronti della Comunità Nazionale Italiana autoctona e se non continuassero a farlo (nel presente) su una certa loro stampa periodica.
Oltre a lasciarci allibiti i vari cambiamenti e azioni intrapresi nell’ambito dell’Università Popolare di Trieste, ci chiediamo: con una dirigenza (“esuli”) intenzionata a realizzare i propri interessi di parte e insofferente nei confronti della Comunità Nazionale Italiana autoctona (“rimasti”) in Croazia e Slovenia, non verrà compromessa, prima o poi, la collaborazione tra l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana?
Naturalmente, non ci preoccupano le prese di posizione degli attuali rappresentanti dell’Unione Italiana, promotori e sostenitori di una politica accondiscendente nei confronti di tutti coloro che detengono i mezzi finanziari, ma temiamo che l’azione che verrà promossa dall’attuale dirigenza dell’Università Popolare di Trieste possa inevitabilmente compromettere le concordate rigorose premesse che presiedono alla collaborazione tra l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana ancora dal lontano settembre del 1964, e cioè: la più assoluta e reciproca non interferenza ideologica fra i due istituti; la totale autonomia dei due enti e, di conseguenza, la totale non interferenza reciproca negli affari interni di ciascuno; quale scopo unico, il mantenimento e la salvaguardia dell’identità nazionale italiana e delle sue molteplici espressioni e testimonianze in Croazia e in Slovenia; e un patto di rifinitura riguardava pure la più ampia sburocratizzazione possibile di tutte le iniziative che sarebbero state via via promosse, sempre di comune accordo.
Per concludere, riteniamo che, da qualche anno a questa parte, le cose stanno cambiando a tal punto da poter stravolgere sia le rigorose premesse della collaborazione che il ruolo internazionalmente riconosciuto dell’Unione Italiana. È più che evidente ormai che a qualcuno non conviene che i ruoli dei due enti siano ben definiti e poggino su principi di assoluta e reciproca autonomia, come pure sul reciproco riconoscimento e rispetto, bensì siamo sempre più testimoni del tentativo di porre completamente nelle mani degli “esuli” il destino dei “rimasti”, per quanto di competenza degli organi dello Stato italiano e dell’autonomia regionale, provinciale e locale preposte.
 
P.S. Si constata che seppure l’Ente giornalistico-editoriale EDIT di Fiume disponga di decine di giornalisti con regolare contratto di lavoro evidentemente nessuno di loro ha ritenuto opportuno commentare alcunché in merito alle vicende e alla situazione venutasi a creare presso l’Università Popolare di Trieste, che è d’interesse della Comunità Nazionale Italiana, per la quale la casa editrice esiste ed opera.
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Aprile 2009 09:56
 
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