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Povera Unione, perduta fra i carrieristi che della funzione hanno fatto la loro professione PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvano Zilli   
Domenica 01 Febbraio 2009 12:20
Negli ultimi 14 anni dedicati all’attività politica, e quindi pubblica, ne ho viste di tutti i colori.
Ci mancavano i dirigenti “a vita” della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia che come politici/italiani sono l’eccezione a tutte le regole, e cioè vogliono e riescono ad imporre sempre le loro “regole del gioco”. Il che non sembra un grande fattore di successo per l’Unione Italiana; anzi, tutt’altro. E’ e rimane un fortissimo segno di debolezza della stessa. Far credere, spargere dubbi e incertezze, che senza alcuni nulla sarebbe possibile fare e realizzare, e che gli altri, sebbene capaci, devono essere rifiutati o costretti a rinunciare (che è la stessa cosa) è una politica opportunistica, fatta in perfetta malafede, sostenuta purtroppo da tanti molto ingenui, e che non è nell’interesse della Comunità Nazionale Italiana. E’ la politica del piccolo cabotaggio individuale degli opportunisti. E’ una politica corporativa, un consociativismo deteriore, e cioè la prassi della collusione, delle omertà reciproche, degli accordi spartitori, che nelle ripartizioni dei mezzi finanziari porta a dei “pastrocchi“ di contentini per tutti.
Li ho conosciuti bene in questi 14 anni. Personaggi al di sopra di ogni sospetto sia del bene che del male, gatti dalle sette vite che possono dire una cosa e fare subito anche il contrario. Con un’unica morale, che sta nella difesa dei propri interessi e nell’esaltazione del proprio io. Elementi con l’aspirazione di fare i re anche se senza il trono. Tanto è vero che si circondano di sudditi con una regola fondamentale : cacciare (o far scappare) chiunque possa togliere loro spazio, visibilità, decisionalità, potere, soldi. Loro che, quali dirigenti, ci campano e vogliono farlo “a vita”. E ci stanno riuscendo già da 15 anni e altri 4 anni se li sono assicurati grazie ai loro sostenitori che non hanno ancora superato la fase del “dilettantismo allo sbaraglio”, “credenti” mediocri ma zelanti, degli “yes man” pronti a votare tutto per poi passare alla “cassa”.
Nella situazione in cui si trova l’Unione Italiana già da oltre 15 anni, con questi dirigenti “a vita” della Comunità Nazionale Italiana che hanno creato tale situazione, non c’è una disponibilità al rinnovamento culturale e al ricambio generazionale. Non con loro che in questi anni hanno dimostrato di avere un’unica priorità assoluta : l’autoconservazione. Naturalmente cooptando altri per diluirsi in una realtà quanto più vasta della Comunità Nazionale Italiana, soltanto se è matematicamente certo che continueranno ad essere alla guida: quindi, o gli cooptati si lasciano docilmente annettere o non se ne fa niente. La lezione dei numeri è però ormai chiara a tutti. La tendenza è in calo; basta rendersene conto.
Sono personaggi particolari che scambiano le loro megalomanie per la realtà e che dividono il mondo tra proseliti e ingrati, in cui comprendono tutti coloro che non sono d’accordo con loro. In modo da invogliare i deboli e i prudenti a tacere, a non pronunciarsi, a non trovare il coraggio di dissentire. Essi accomunano tutti i loro critici come ingrati, in una concezione del potere che concede i suoi favori e non riconosce meriti e diritti altrui.
Grazie a costoro, i rapporti dentro l’Unione sono guidati dalla furbizia o dall'opportunismo più che da uno spirito di onesta collaborazione. Cercare di fare il proprio dovere nell’Unione Italiana con la massima trasparenza, onestà e indipendenza (con la propria testa), senza ossequi o sudditanze non è auspicabile nè accettabile da loro che si indispettiscono per gli atteggiamenti troppo onesti, coerenti e indipendenti e che non sono in linea con le loro aspettative opportunistiche. Nulla di nuovo nel sistema Unione Italiana, dove i galantuomini vengono considerati nemici e gli onesti come un pericolo per l’unità, e quindi tutti colpevoli. Guai a chi prova a uscire dalle tradizioni servili, è un cialtrone.
La Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, negli ultimi 15 anni, ha insediato una dirigenza tricefala, a tre teste. Sono sulla cresta dell’onda da oltre 15 anni con la forza di aver dato, e di dare, fiducia e speranza agli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana. E’ anche che di altri disponibili dirigenti a scendere nell’arena politica della Comunità non ce ne sono; preferiscono accodarsi, condiscendere che non discordare, opporsi oppure preferiscono tacere e stare a guardare.
Ciò che spaventa di più è la rassegnazione. Spaventa l’aria di rassegnazione e la mancanza di passione politica e voglia di opporsi.
La prima regola dell’essere seri è di rispettare le regole della democrazia. A me è stato insegnato che democrazia è rispetto della regola di maggioranza; quindi, rispetto le elezioni di maggioranza dell’Assemblea, ma non le condivido e non le sostengo affatto, perciò ho votato contro (si capisce che chi non condivide e perde fa parte di una minoranza che ha il diritto di essere l’opposizione).
E’ quanto mai propositivo che l’opposizione si deve fare. Soprattutto in questo momento del loro “strapotere” sfacciato. Non sono proprio tra quelli che si tirano indietro e raccomandano di essere prudenti; in quanto la “prudentia” è dei vinti. Non sono il tipo che va a cercare prebende a protezione dei carrieristi per sostenere l’unanimismo nel sistema Unione Italiana che, in fondo, è stata la nostra scelta fatale degli ultimi 15 anni. Una persona vera deve sentirsi bene con se stessa, deve fare ciò che le sembra giusto.
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Marzo 2009 15:14
 
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