Home Appunti - Bilješke Massimo Spinetti, l’ambasciatore che porta pena
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Scritto da Zilli   
Lunedì 16 Marzo 2015 13:00

Il 13 marzo u.s., si č tenuta una serata culturale al Palazzo “Manzioli” di Isola, organizzata dalla Comunitŕ Autogestita della Nazionalitŕ Italiana di Isola in collaborazione con l’Unione Italiana e con il patrocinio del Comune di Isola e del Ministero per la cultura della Repubblica di Slovenia, sul tema “Il Congresso di Vienna (1814-1815)”, a cura dell’amb. Massimo Spinetti con accompagnamento musicale di Denys Masliuk e la voce recitante di Robi Mozeti?, in occasione del 200° anniversario del congresso (vedi l’articolo “L’ambasciatore Massimo Spinetti al Manzioli racconta il Congresso di Vienna del 1815” del 14 marzo 2015 sul portale multimediale della comunitŕ italiana di Isola “Il madracchio”, internet: http://www.ilmandracchio.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3032). Senza entrare nel merito del tema, non essendo competente in materia, in questo contesto ritengo importante segnalare alcuni “dati di fatto” che per me sono inaccettabili, poiché disdicevoli. 

Gli organizzatori della serata sono stati:

-la Comunitŕ Autogestita della Nazionalitŕ Italiana di Isola, il cui Presidente č Marko Gregori?, un connazionale promettente (se si avvarrŕ della facoltŕ di decidere autonomamente e di sé, ossia dell’autodeterminazione), ma che č anche uno dei cinque dipendenti dell’Unione Italiana di Capodistria con regolare rapporto di lavoro a tempo determinato come consulente superiore per i progetti europei, ed č quindi alle dipendenze di Maurizio Tremul, e

-l’Unione Italiana (non si sa se quella di Fiume, il cui illegittimo Presidente della Giunta esecutiva č Maurizio Tremul, o quella di Capodistria, il cui illegittimo Coordinatore č Maurizio Tremul).

Il relatore della serata č stato l’amb. Massimo Spinetti, che č anche il Presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’Universitŕ Popolare di Trieste, ossia che č chiamato a occuparsi di controllo contabile, quindi esperto in contabilitŕ, bilancio e controllo della gestione amministrativo-contabile con riferimento ai finanziamenti che il Ministero degli esteri e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia assicurano e devolvono per il tramite dell’Universitŕ Popolare di Trieste a favore della Comunitŕ Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia.

In poche parole, siamo alla presenza di una serata culturale organizzata da chi dovrebbe essere controllato (per come gestisce i mezzi finanziari del Ministero degli affari esteri e della Regione Friuli Venezia Giulia che transitano attraverso l’Universitŕ Popolare di Trieste e sono percepiti dall’Unione Italiana) con l’ingaggio del controllore (il Presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’Universitŕ Popolare di Trieste). Il controllato che organizza una serata culturale con relatore il controllore. Cosě, giusto per fare le cose “in famiglia” e sentirsi tutti piů tranquilli, con una stretta di mano ognuno mette il proprio “know how”; e si č davvero “al sicuro”, quando a farne parte č anche chi č chiamato a controllare: la sua partecipazione inusuale insinua il dubbio che verrŕ meno al proprio ruolo di controllo e di contrasto.

Questo caso non č né il primo né l’unico. Infatti, lo spettacolo-concerto “Non ero carina, ero peggio: la vita straordinaria di Pauline Metternich-Sandor” del Teatro Keiros di Roma, scritto dall’amb. Massimo Spinetti e diretto da Virginia Acqua, in scena prima al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume (il 13 giugno 2014) e poi al Teatro di Capodistria (il 14 giugno 2014), č stato organizzato dal Dramma Italiano, dall’Unione Italiana di Fiume e dall’Universitŕ Popolare di Trieste (vedi l’articolo di Gianfranco Miksa dal titolo “Pauline Metternich-Sandor anche il lato gossip di un’epoca” pubblicato su “La Voce del Popolo”, internet: http://www.editfiume.com/lavoce/cultura/7340-pauline-metternich-sandor-anche-il-lato-gossip-di-un-epoca).

Personalmente ritengo che si tratti di situazioni disdicevoli, biasimevoli, anomale, atipiche, inopportune, inconsuete, riprovevoli. Per me il comportamento dell’illegittimo rappresentante dell’Unione Italiana č scontato, ma non lo č quello dell’amb. Massimo Spinetti, che ha accettato/permesso di essere coinvolto in un’iniziativa organizzata da chi dovrebbe controllare. Infatti, dopo un’evidenza del genere, s’impone una domanda: l’amb. Massimo Spinetti sarŕ capace di adempiere le proprie attribuzioni in modo imparziale, obiettivo nei confronti dell’Unione Italiana, ossia di Maurizio Tremul, che gli ha organizzato la serata culturale, l’ospitalitŕ dello spettacolo-concerto e che, chissŕ, forse gli realizzerŕ qualcos’altro? Maurizio Tremul, nei termini e nelle forme applicate da vari decenni, continua a perseguire una prassi consolidata e che finora non ha riscontrato difficoltŕ, ostacoli, impedimenti; ma l’amb. Massimo Spinetti si rende conto della funzione che ricopre e del conseguente confacente ruolo cui deve adempiere? E il Ministero degli affari esteri cosa pensa in merito? Č una questione di responsabilitŕ e di coscienza oppure di complicitŕ?

 
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