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Li soprani der monno vecchio (I sovrani del mondo antico) PDF Ispis E-mail
Autor Zilli   
Utorak, 28 Veljača 2017 20:23
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Il 21 gennaio 1832, Giuseppe Gioacchino Belli ha composto in dialetto romanesco il sonetto Li soprani der monno vecchio (I sovrani del mondo antico), che riportato qui di seguito. Come riporta wikipedia (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Li_soprani_der_monno_vecchio), il breve contenuto mostra satiricamente, ma in maniera reale, la situazione italiana del 1800. Tuttavia Belli, analizzando gli aspetti crudi e rozzi della politica del suo tempo, analizza una situazione che pu ricollegarsi a qualsiasi momento storico dellItalia. Belli nella frase Io s io, e voi nun zete un cazzo, analizza la particolare e mediocre condizione del popolino italiano di fronte ai potenti, il quale, a causa della sua stessa scelta di voler essere sottomesso, si ritrova sempre a subire e a tenere il capo chino. Tuttavia il sonetto, se interpretato pi ampiamente, pu riguardare anche qualsiasi altro popolo che governato da istituzioni corrotte. Come dice nel sonetto lautore, chi non Papa, Re o Imperatore nella societ, non conta nulla, e nelleditto lanonimo Re obbliga il popolo a obbedirgli, dacch lui ha diritto di vita e di morte su ogni uomo. In sostanza la critica di Belli rivolta al popolo romano e italiano, che accetta i soprusi con fiducia, come se non avesse alternative di riscatto.

Il sonetto non pu che associare alla situazione in cui versa la comunit nazionale italiana in Croazia e Slovenia con la sua organizzazione, lUnione Italiana, che da parecchio tempo non la rappresenta democraticamente, ma lo fa attraverso i voti di scambio. Purtroppo, lUnione Italiana stata ridotta a un conto bancario, poich le riunioni del suo massimo organo deliberativo, lAssemblea, sono incentrate unicamente sulla distribuzione dei mezzi finanziari (o meglio dire, sulla spartizione degli introiti in base ai voti di scambio). I dirigenti a vita della comunit nazionale italiana, per impadronirsi dellUnione Italiana, lhanno ridotta a un conto bancario; e il conto bancario utilizzato per perpetuare la loro padronanza nellUnione Italiana (attraverso i voti di scambio) e a loro piacimento, ossia soprattutto per obbligare allobbedienza tutti coloro la cui esistenza dipende da tale conto bancario. In tal modo, loro detengono il diritto di vita e di morte su ogni persona che dipende dallUnione Italiana, ossia dai contributi finanziari statali (pubblici) che riceve a favore di tutta la comunit nazionale italiana in Croazia e Slovenia.

In poche parole, la stragrande maggioranza della comunit nazionale italiana (che determina un astensionismo superiore al 75% dellelettorato, sicch negli anni da fisiologico diventato patologico!) stata scippata, defraudata della sua organizzazione rappresentativa, dellUnione Italiana, che ormai diventata una societ per azioni, con un numero sempre pi esiguo di azionisti, che (appunto perch sempre pi esiguo) detiene e sperpera sempre pi ingenti somme di denaro pubblico a nome e per conto di tutta la collettivit, che supinamente accetta i soprusi, oppure preferisce stare a guardare. Per, come si sostiene in un recente messaggio pubblicitario televisivo: rimanere indifferenti equivale a essere complici.

Li soprani der monno vecchio

Cera una volta un Re cche ddar palazzo

mann ffora a li popoli steditto:

-Io s io, e vvoi nun zete un cazzo,

sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:

pzzo vnneve a ttutti a un tanter mazzo:

Io, si vve fo impicc, nun ve strapazzo,

ch la vita e la robba Io ve laffitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo

o dde Papa, o dde Re, o ddImperatore,

quello nun p av mmai vosce in capitolo.

Co steditto ann er boja pe ccuriero,

interroganno tutti in zur tenore;

e, arisposero tutti: vvero, vvero.

I sovrani del mondo vecchio

Cera una volta un Re che dal palazzo

eman ai popoli questeditto:

-Io sono io, e voi non siete un cazzo,

signori vassalli imbroglioni, e state zitti.

Io rendo diritto lo storto e storto il diritto:

posso vendervi tutti a un tanto al mazzo:

Io, se vi faccio impiccare, non vi faccio un torto,

perch la vita e la roba ve le do in affitto.

Chi abita in questo mondo senza il titolo

o di Papa, o di Re, o dImperatore,

quello non pu avere mai voce in capitolo.

Con questeditto and il boia per corriere,

interrogando tutti sullargomento;

e, tutti risposero: vero, vero.

 
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