Alcune considerazioni sulle elezioni della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno Stampa
Sabato 09 Giugno 2018 17:28

Il 3 giugno 2018 hanno avuto luogo le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno. In merito all’elezione del massimo organo rappresentativo e deliberativo degli Italiani di Rovigno vanno riportati alcuni “dati di fatto” ed espresse alcune considerazioni.

Riportiamo alcuni dati elettorali della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno per il periodo 1991-2018:

Data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno

N. elettori

N. votanti

%

25-27 gennaio 1991

1.328

1.199

90,29

20-21 novembre 1993

1.614

1.131

70,07

25-26 aprile 1998

2.158

1.291

59,82

9 giugno 2002

2.273

797

35,06

11 giugno 2006

2.280

907

39,78

13 giugno 2010

2.401

856

35,65

29 giugno 2014

2.422

815

33,65

3 giugno 2018

2.318

443

19,11

1. Gli aventi diritto al voto – gli elettori

 

Innanzitutto, va evidenziato che il numero totale degli iscritti negli elenchi elettorali della Comunità degli Italiani è passato dai 1.328 elettori nel 1991, ai 1.614 elettori nel 1993, ai 2.158 elettori nel 1998, ai 2.273 elettori nel 2002, ai 2.280 elettori nel 2006, ai 2.401 elettori nel 2010, ai 2.422 elettori nel 2014 e ai 2.318 elettori nel 2018. Quindi, il numero degli elettori è aumentato di 990 unità dal 1991 al 2018, che corrisponde a un aumento del 74,55%.

D’altra parte, i dati dei censimenti, che si sono tenuti nel 1991, nel 2001 e nel 2011, registrano un calo di coloro che si sono dichiarati di nazionalità italiana: nel 1991 erano 1.761 (il 13,64% del totale della popolazione), nel 2001 erano 1.628 (l’11,44%), mentre nel 2011 erano 1.608 (l’11,25%); una diminuzione dell’8,69% e pari a 153 censiti.

I censimenti registrano anche un calo di coloro che si sono dichiarati di madrelingua italiana: nel 1991 erano 1.803 (il 13,30% del totale della popolazione), nel 2001 erano 1.538 (il 10,81%), mentre nel 2011 erano 1.485 (il 10,39%); una diminuzione del 17,64% e pari a 318 censiti.

Dal confronto dei dati dell’ultimo censimento e delle recenti elezioni emerge una differenza di 710 iscritti nell’elenco elettorale della Comunità degli Italiani che al censimento non si sono dichiarati di nazionalità italiana (il che corrisponde al 44,15%), ovvero una differenza di 833 iscritti alla Comunità degli Italiani che al censimento non si sono dichiarati di madrelingua italiana (il che corrisponde al 56,09%). In tale contesto, va tenuto conto del fatto che il numero dei censiti comprende anche i minorenni che si sono dichiarati di nazionalità e madrelingua italiane, mentre il numero degli elettori della Comunità degli Italiani comprende i soci ordinari (i membri effettivi) maggiorenni appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana e, conseguentemente, le differenze segnalate sono di certo superiori.

Comunque, poiché i dati riguardanti gli elenchi elettorali della Comunità degli Italiani e quelli dei censimenti presentano tendenze opposte, vanno intraprese tutte le misure necessarie per definire “de facto” quanti siamo, sia come incidenza nel totale della popolazione sia come consistenza nella Comunità degli Italiani.

Da rilevare, inoltre, il numero degli elettori-italiani alle varie elezioni, e specificatamente la Comunità Nazionale Italiana autoctona di Rovigno:

-alle elezioni dei membri del Consiglio della minoranza nazionale italiana di Rovigno contava 1.725 elettori nel 2015, 1.808 elettori nel 2011 e 1.741 elettori nel 2007;

-alle elezioni per il seggio specifico al Parlamento croato contava 1.262 elettori nel 2003, 1.144 elettori nel 2007, 939 elettori nel 2011 e 1.021 elettori nel 2015 e nel 2016;

-alle elezioni locali e regionali contava 1.738 elettori nel 2013 e 1.708 elettori nel 2017.

Naturalmente, la discordanza dei dati, che riguardano le elezioni per il seggio specifico al Parlamento croato, è dovuta al fatto che queste sono attuate e si riducono a dei diritti alternativi (o/o – il diritto di voto generale nella circoscrizione elettorale della propria residenza o il diritto di voto particolare poiché membri della minoranza nazionale nella XII circoscrizione elettorale) e non a dei diritti aggiuntivi (e/e – il diritto di voto particolare o “etnico” accanto, in aggiunta, al diritto di voto generale o “politico”), e pertanto il numero degli elettori sopra riportato comprende soltanto chi è rimasto nell’elenco elettorale particolare della minoranza dopo aver tolto chi ha esercitato il diritto di voto “politico” (e dal 2007 il numero degli elettori che hanno esercitato il diritto di voto generale o “politico” è maggiore, in termini numerici e in percentuale, del numero di elettori che hanno esercitato il diritto di voto particolare o “etnico”).

Da parte nostra, convinti del fatto che gli elenchi elettorali della Comunità degli Italiani non sono carta straccia, ma che invece riportano i nomi e i cognomi e gli altri dati di ogni singola persona che si dichiara di madrelingua e/o cultura italiana, riteniamo tali dati validi, almeno fino a prova contraria, ossia almeno fino a quando non cambieranno le regole d’iscrizione.

 

2. L’affluenza alle urne

 

Va tenuto conto anche dell’affluenza alle urne registrata in questi 27 anni e cioè che: nel 1991 il numero dei votanti era di 1.199 (il 90,29% degli aventi diritto al voto), nel 1993 era di 1.131 (pari al 70,07% degli aventi diritto al voto), nel 1998 era di 1.291 votanti (e cioè il 59,82% degli iscritti negli elenchi elettorali), nel 2002 era di 797 votanti (pari al 35,06% degli elettori), nel 2006 era di 907 votanti (pari al 39,78%), nel 2010 era di 856 votanti (pari al 35,65%), nel 2014 era di 815 votanti (pari al 33,65%), mentre alle ultime elezioni è stata registrata la più bassa affluenza alle urne, con la partecipazione di 443 votanti e cioè pari al 19,11% degli elettori.

Su 2.318 elettori-iscritti alla Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno solo 443 connazionali si sono recati alle urne il 3 giugno u.s., registrando un’affluenza del 19,11%, ossia la più bassa affluenza mai registrata prima, ovvero ridotta ai minimi storici, in termini numerici e percentuali. Il dato è sconcertante, e come tale va tenuto in debito conto.

Insomma, ci si dovrebbe chiedere:

-come mai 1.875 (l’80,89%) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana hanno ritenuto superfluo andare a votare e quindi hanno rinunciato al loro diritto di esprimere un qualsiasi voto?

-come mai solo 443 (il 19,11%) appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana hanno esercitato il diritto al voto?

-l’indice pari al 19,11% dell’affluenza alle urne non dovrebbe invalidare qualsiasi elezione democratica?

-il livello di partecipazione al voto non è talmente risibile da mettere in dubbio la legittimità del risultato?

-come si fa a sottacere che una tale affluenza dovrebbe prevedere il fallimento di una consultazione elettorale che si suole definire democratica?

-gli eletti hanno da ritenersi legittimi rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana di Rovigno?

-con quale argomentazione si può sostenere che tali nominativi rappresentano democraticamente e legittimamente gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana di Rovigno?

-come giustificare l’esiguo consenso elettorale e la conseguente debolissima legittimità e rappresentatività degli eletti?

Si ritiene opportuno segnalare che la stragrande maggioranza dell’elettorato ha preferito astenersi dalle elezioni (che è stato il fattore più grave) e pertanto tale “dato di fatto” dovrebbe essere analizzato per giungere a delle spiegazioni, argomentazioni. Tra le varie ragioni che hanno determinato l’astensionismo o la rinuncia all’esercizio del diritto al voto vanno sicuramente enumerate: la disaffezione, il disinteresse, l’insoddisfazione, la delusione, la sfiducia, lo scollamento, ecc.

La rappresentatività/rappresentanza è legittima solo se deriva dall’elettorato, solo se è un’emanazione del consenso elettorale. La democrazia elettorale, che funziona secondo la regola maggioritaria, avvia la democrazia rappresentativa, e quindi un sistema nel quale decidono i rappresentanti (non i rappresentati). La democrazia elettorale e rappresentativa attraverso il principio maggioritario (le preferenze del maggior numero, la volontà generale) elegge i rappresentanti. Il principio di maggioranza è quello in base al quale nell’ambito di una qualsiasi collettività la volontà espressa dai più deve prevalere ed essere perciò considerata come volontà di tutti ai fini dell’assunzione delle decisioni collettive.

La partecipazione attiva alle elezioni è essenziale, giacché legittima la rappresentatività degli eletti. Nei casi in cui il numero dei votanti è inferiore al 50%, la teoria del voto come legittimazione è consequenzialmente indebolita. L’astensionismo (la mancata partecipazione al voto), ossia l’esiguo numero dei votanti significa e comporta la delegittimazione e la debole rappresentatività degli eletti. Senza dimenticare che l’astensione dal voto non può indicare approvazione per le azioni intraprese da coloro che, fino allora, ricoprivano il loro ruolo di eletti.

L’articolo 2 dello Statuto stabilisce che l’operato della Comunità degli Italiani di Rovigno si basa, tra l’altro, sui principi dell’ordinamento democratico, mentre l’articolo 3 determina che la Comunità degli Italiani è l’associazione unitaria, autonoma, apartitica, democratica e pluralistica degli Italiani della Città di Rovigno, di cui è l’autentico e legittimo rappresentante nell’adempiere le necessità politiche, culturali, economiche e sociali, al fine di salvaguardare, sviluppare, promuovere ed esprimere la loro identità nazionale e culturale.

Pertanto, se gli articoli 2 e 3 dello Statuto giustamente stabiliscono quanto sopra riportato, allora l’affluenza alle urne, ossia l’astensionismo registrato alle ultime elezioni mette in serio dubbio sia la rappresentatività sia la legittimità degli eletti con il loro consenso elettorale esiguo in confronto al numero degli iscritti nell’elenco elettorale.

 

3. Il consenso elettorale degli eletti

 

L’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno, svoltesi il 3 giugno u.s., è il seguente:

1. Russi Ivančić Cinzia – 301 voti, che corrispondono al 12,99% degli elettori e al 67,95% dei votanti;

2. Tamburini Maria – 299 voti,

3. Paliaga Paolo – 297 voti,

4. Giuricin Nives – 282 voti,

5. Pellizzer Giovanni – 280 voti,

6. Ferrara Sergio – 279 voti,

7. Tiani Teodor – 271 voti,

8. Benussi Viviana – 269 voti,

9. Budicin Marino – 268 voti,

10. Volčić Ivetta – 267 voti,

11. Ferro Damuggia Marina – 258 voti,

12. Zilli Silvano – 254 voti,

13. Ugrin Roberta – 252 voti,

14. Venier Kercan Simonetta – 249 voti,

15. Črnac Rocco Maria – 241 voti,

16. Apollonio Silvia – 228 voti,

17. Schiozzi Donald – 224 voti,

18. Malusà Morožin Patrizia – 215 voti,

19. Zovich Stanić Tiziana - 212 voti, che corrispondono al 9,15% degli elettori e al 47,86% dei votanti, ai quali vengono assegnati i mandati, mentre non ce l’hanno fatta

20-22. Kresina Esmeralda / Brunelli Silvio / Modrušan David – 210 voti,

23. Godena Susanna – 207 voti,

24. Turcinovich Ermanno – 205 voti,

25. Ive Adriana – 169 voti.

Dato che i candidati alle elezioni sono stati in totale 25 (per i 19 seggi consiliari) si registra una media di 17,72 votanti per ogni singolo candidato (ovvero bastava che ogni candidato invitasse i suoi genitori, qualche parente, alcuni amici e pochi conoscenti per realizzare l’indice d’affluenza e naturalmente le preferenze scaturite dalle urne).

Effettivamente, il consenso elettorale conseguito, nella forchetta tra la prima eletta (con 301 voti) e la diciannovesima eletta (con 212 voti), corrisponde in termini percentuali tra il 67,95% e il 47,86% dei votanti, ma anche e soprattutto tra il 12,99% e il 9,15% degli aventi diritto al voto (dei 2.318 elettori).

Gli eletti, pertanto, hanno vinto le elezioni con un appoggio in percentuale tra il 9,15% e il 12,99% degli aventi diritto al voto della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno.

Detto semplicemente, il consenso elettorale tra il 9,15% e il 12,99% degli aventi diritto al voto indica l’insoddisfazione del rimanente tra l’87,01% e il 90,85% dell’elettorato nei confronti dell’unica Lista elettorale “per la Comunità con coerenza e dignità” con tutti i suoi candidati. E gli eletti con tali consensi elettorali hanno da ritenersi i legittimi rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana autoctona a Rovigno?

Un rappresentante eletto dovrebbe essere legittimo solo quando ottiene dagli elettori (o dalla loro maggioranza) un consenso tale da consentirgli di rappresentarli. Una rappresentanza senza un rilevante consenso elettorale è dubbia e la rappresentanza “presunta” è una mistificazione. Oggi, infatti, ci si trova nella situazione in cui i numeri rispecchiano le cause. Le cifre raccontano che soltanto tra i 212 e i 301 elettori (su un totale di 2.318) hanno fiducia nei candidati eletti, il che significa che solo un (1) italiano su otto (per quanto riguarda la prima eletta), ossia su undici (per quanto riguarda la diciannovesima eletta) si fida degli eletti alle ultime elezioni. E anche questo è un dato che dovrebbe preoccupare. Tanto più se si tiene in considerazione il fatto che la prima eletta ricopre un ruolo importante nell’ambito della Comunità degli Italiani e la diciannovesima eletta svolge un importante incarico a livello cittadino.

Vi sono molti tipi di vittorie, inclusa quella di Pirro che, nel nostro contesto, contraddistingue le elezioni che sono appena terminate.

Come si sostiene, “i più vedono meglio dei meno”, per cui le scelte di molte persone hanno più probabilità di essere sagge e meno soggette a errori grossolani rispetto a quelle compiute da uno solo o da pochi. Nel nostro caso, il voto di una minoranza, costituita da chi ha esercitato il diritto al voto (i 443 votanti, rispetto a una maggioranza che ha deciso di astenersi, i 1.875 elettori) ha determinato la vittoria degli eletti.

Purtroppo, in questa situazione, non siamo soltanto tutti noi, candidati ed eletti, che risultiamo poco seri e irresponsabili (per non dire, ridicoli) ma anche l’intera Comunità Nazionale Italiana a Rovigno, che si vede degenerare la rappresentatività e la reputazione, come pure la “forza contrattuale” con tutti gli interlocutori ai vari livelli, sia in Italia sia in Croazia.

Ci si potrebbe dilettare a presentare altre incongruenze, disparità, ma anche: l’ostruzionismo interno; le pressioni; le strumentalizzazioni; l’“affossamento” di candidature e singole persone; l’operare scorretto, ipocrita e falso e, pertanto, disonesto di singoli; il confluire dei voti a favore di alcuni e a scapito di altri; la campagna denigratoria nei confronti di singoli; troppe circostanze che inducono a dubitare sulla regolarità del procedimento e sugli esiti elettorali; ecc.; il tutto emerso all’interno dell’unica Lista elettorale “per la Comunità con coerenza e dignità”. Purtroppo, singole persone hanno dimostrato ben poca coerenza e dignità, facendo emergere la loro squallida pochezza personale (per usare un eufemismo, poiché si tratta di “disumanità”). Ritorneremo sull’argomento nelle sedi e nei momenti ritenuti più opportuni. Per ora questo è quanto.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2018 17:31